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Güssing, piccolo e coraggioso comune PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Marzo 2020 18:02

Riprendo il tema dei Comuni virtuosi, grandi e piccoli, e vi aggiungo oggi l'esempio di Güssing.

Güssing è un piccolo paesino di circa 4000 abitanti nella regione austriaca del Burgenland, al confine con l'Ungheria.

La regione del Burgenland, nel secolo scorso, era una regione piuttosto povera, con qualche risorsa turistica dovuta ai suoi castelli, alle sue dolci colline ricche di vigneti di uve bianche e al suo grande  lago, il Neusiedlersee. Un lago di grande estensione ma poco profondo, quindi dal colore grigio, e non incorniciato certo da bellissime montagne, come in Carinzia e nel salisburghese, ma da canneti.

Lo stesso Comune di Güssing era un paesino certamente tranquillo ma con scarsissime risorse e zero infrastrutture (nemmeno la ferrovia ci passava). Nel 1988 compariva tra zone più povere dell'Austria. Con alto tasso di emigrazione e il 70% degli attivi comunque costretti al pendolarismo.
Eppure....

Eppure nel 1990, come altri (in testa a tutti i famosi "ribelli di Schönau"!) che avevano ben compreso e non dimenticato la lezione della crisi del petrolio e poi di Chernobyl, è stato uno di quelli che ha deciso di volere l'indipendenza energetica da fornitori internazionali e nessun legame con

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Marzo 2020 18:24
 
Risposta Prefetto alla mancata modifica dei Reg. Edil. PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Marzo 2020 17:30

Riporto di seguito la risposta pervenuta dalla Prefettura di Pordenone relativa all'Esposto sul mancato recepimento da parte di molte amministrazioni comunali del D.Lgs. 257/16.
Vi faccio notare che questa volta il Prefetto è andato oltre la risposta meramente formale. Si legge chiaramente (vi metto in grassetto) un richiamo alle amministrazioni affinchè siano più solerti nell'adeguarsi alle normative (ovviamente prima bisogna informarsi!) e più capaci di comprendere l'importanza di ogni azione che possa contribuire a tutelare la salute.
Perciò.... anche questa volta sicuramente l'Esposto era ben motivato.
E qualche fedele lettore di questo sito si chiederà ancora una volta, ma nessuno sapeva di questa normativa, ma l'assessore competente non dovrebbe avere sempre in mente l'urgenza di tutelare ambiente e cittadini, ma non avrebbero dovuto accorgersene e sollevare la questione i consiglieri di minoranza???
Mah, che dire, ci ricordiamo bene no, con quanto fervore l'amministrazione precedente ha ostacolato il recepimento della norma (non la conosceva o ... non voleva?) che aveva modificato la depurazione da canone a servizio (quindi pagato solo se reso!).
Pure il Giudice di Pace, nella sua sentenza del 29 novembre 2014, che dichiarava fondato il rimborso, non era tenuto a specificare che la SIBA (prime CGA, poi Sagidep, poi Siba, ma sempre multinazionale VEOLIA!) andava condannata ai sensi dell'art.96 comma 3 del c.p.c. "proprio per le speciose argomentazioni volte a dimostrare principi giuridici infondati e fatti inesistenti, e caratterizzata da malafede". E non dimenticate che questi sono stati difesi dall'amministrazione Ceraolo e avevano minacciato sulla stampa di querelare me. Ma va?!
... Ecco, semplicemente ci risiamo: l'amministrazione sacilese non applica immediatamente la normativa perchè a qualcuno dà fastidio?!

Pordenone 04/03/2020

Oggetto: Adeguamento dei Regolamenti edilizi comunali al D.Lgs. 257/2016 - realizzazione punti di ricarica per auto elettriche

Con riferimento all'esposto delle SS.LL, qui pervenuto in data 30 gennaio 2020, concernente l'oggetto, si comunica che lo scrivente ha provveduto a rappresentare ai Sindaci della provincia l'importanza delle previsioni normative volte a favorire la diffusione della c.d. mobilità sostenibile, quale modalità di trasporto fortemente auspicata nell'ambito della più ampia esigenza di tutela della qualità dell'aria e della salute.

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Marzo 2020 18:23
 
L'incrocio che contribuisce all'aumento dei costi sociali PDF Stampa E-mail
Martedì 03 Marzo 2020 17:31

Uscita di via Pordenone sulla Pontebbana: l'incrocio a San Giovanni del Tempio che invita agli incidenti e che aumenta i costi sociali dell'incidentalità del Friuli Venezia Giulia.
Per l'intero tratto di viale S. Giovanni d. Tempio servirebbe poi un vero registratore di cassa...

Prendiamola così, visto che dal lato dell'idealismo non c'è nulla da sperare dopo anni di promesse. Prendiamola dal lato finanziario. Sapete a quanto ammontava il totale del costo sociale degli incidenti in FVG?
Il dato inconfutabile fornito dall'ISTAT per l'anno 2017 è di 339.248.583 Euro!
Sì, avete letto bene, quasi 340 MILIONI per il solo FVG.
E poi parliamo di costi elevati per mettere in sicurezza le strade???
Ma ci rendiamo conto che, se avessimo inziato almeno dagli anni '80 a riconoscere l'aumento esponenziale di traffico e relativo pericolo, avremmo potuto investire in modo onesto e ottimale risorse per prevenire proprio questi 340 milioni?

Ma non basta. Alla fonti di pericolo strutturali si aggiungano scelte estremamente superficiali e infauste, come quella appunto di un effetto a catena sulla viabilità di San Giovanni del Tempio.
L'elenco è lungo:
- La forte espansione edilizia lasciando strade e stradine così come erano negli anni '70 quando c'erano quattro case e tanti campi.

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Marzo 2020 20:37
 
Esposto al Prefetto sul mancato recepimento del DLgs257/16 PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Febbraio 2020 17:51

Avere rispetto delle Istituzioni porta purtroppo a meravigliarsi ogni qualvolta ci si accorge che gli obblighi di Legge restano tranquillamente inapplicati.
Così è stato anche a Sacile, ad es. per quanto riguardava l'adeguamento del sito comunale alla regole sulla trasparenza (finalmente promosso sei mesi dopo la segnalazione di SPS), per non parlare della gravissima ostinata resistenza al rimborso depurazione (che comunque ha lasciato centinaia di cittadini senza la dovuta restituzione) dove l'amministrazione sacilese precedente ha persino mentito al Prefetto dicendo che stava "approntando la lista degli aventi diritto", oppure del fatto che nessuno ci ha detto dove sono sparite le biciclette del progetto Pegaso. Ricordiamo anche, al contrario, che non c'è nemmeno rispetto per lo Statuto Comunale perchè si afferma la presenza dell'Ufficio del Difensore Civico che invece da ANNI non esiste; non sarà un grave atto di illegalità ma è grave per mancanza di correttezza amministrativo-politica.
Così, anche questa volta, dopo aver già segnalato mesi fa sulla stampa il mancato recepimento del DLgs257/2016 nel Regolamento Edilizio comunale, non resta purtroppo che scomodare il Prefetto:

AL PREFETTO di PORDENONE
Sacile, 30/01/2020
Oggetto: Adeguamento Regolamenti Edilizi comunali al DLgs 257/2016
Ill.mo sig. Prefetto,
Con la presente intendiamo esporre all’attenzione della S.V. quanto segue:
Considerato che
- il Dlgs 257/2016 modifica l'art 4 del Testo unico per l'edilizia introducendo l'obbligo ai fini del conseguimento del titolo abitativo edilizio della predisposizione per i nuovi edifici all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture eletttriche per la ricarica dei veicoli;
- dal 18 novembre 2017 i punti di ricarica devono essere conformati alle nuove specifiche tecniche relative ai punti di ricarica per i veicoli elettrici EN62196 2/3;

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Febbraio 2020 16:49
 
Sacile e l'offensiva della mobilità elettrica!!! PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Gennaio 2020 18:11

Gennaio 2020: dopo mesi di articoli su tutta la stampa locale e nazionale su una situazione di inquinamento ormai gravissima da Torino a Roma, vediamo lo stato di avanzamento a Sacile della mobiltà del futuro. Vediamo quale potente offensiva l'amministrazione sacilese sta opponendo ad un'aria dove nei mesi invernali si potrebbe indire una grande caccia al tesoro per scovare le particelle di ossigeno.
Ricordiamo innanzitutto la definitiva sepoltura dei Birò non solo nel nostro Comune ma in tutti quelli che non si erano opposti all'inutile acquisto voluto dall'allora amministrazione provinciale di centro destra di PN:

 

 

 

 

 

 

 

Ricordiamo anche la brevissima vita del "progetto Pegaso", cioè di quelle bici che avrebbero dovuto servire a cittadini e turisti (vedete, cari lettori, che nemmeno conoscevate più il nome?!). Un nostro pensiero va anche ai fondi persi per la mobilità sostenibile (come altri bandi andati persi....). Intoniamo il Requiem per il progetto NeMo. E mandiamo anche un pensiero a quel regolamento edilizio che ancora non ha ottemperato al DECRETO LEGISLATIVO del 16 dicembre 2016 n°257 (entrato in vigore il 14/01/2917).

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Gennaio 2020 18:17
 
Letterina alla Befana per chiedere il sottopasso PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Gennaio 2020 17:40

Ma guarda un pò?!
Visto che la letterina del 2018 a Babbo Natale non ha portato in dono ai pendolari e ai cittadini di Sacile il sottopassaggio richiesto, qualcuno ha pensato bene di rivolgersi stavolta ... alla Befana!

"Cara Befana, l'anno scorso Babbo Natale non è riuscito a portarci il sottopassaggio. Per favore, tu che sei donna e sei tenace, aiutaci! E intanto porta un sacco di carbone a questa Amministrazione che non sa o non vuole fare la voce grossa con RFI per aprire questo varco che tutte le altre stazioni hanno! Grazie, cara Befana!"

Questo il testo della letterina.

Eh già, a destra e a sinistra di Sacile persino le due piccole stazioni di Orsago e di Fontanafredda hanno un varco che permette di accedere da entrambi i lati sud e nord, con le nuove tecniche costruttive oggigiorno un sottopassaggio si apre e si prolunga in fretta e senza nemmeno causare troppo disagio al transito dei treni, ma a Sacile tutto pare impossibile...

Ecco come stampa locale comunica la risposta del Sindaco di Sacile, Carlo Spagnol:
Dichiara che l'opera è stata "definitivamente accantonata" da RFI, che vuole invece la chiusura del passaggio a livello di viale Lacchin e che questa proposta trova il pieno accordo dell'amministrazione sacilese. Poi segue un luuuuuuuuuuungo excursus sull'opera viaria alternativa rappresentata dalla gronda est.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Marzo 2020 12:24
 
Con il PAES di Sacile non si può dormir fuori PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Dicembre 2019 17:08

Già, con l'ennesimo documento rimasto nel cassetto, cioè il PAES di Sacile, cioè il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile, davvero non si può rischiar di dormire all'aperto a Sacile.
Dormire all'aperto?
E chi lo vuole, direte voi, cari lettori.
So però che continuerete a leggere, perchè ormai sapete che anche se inizialmente vi par che vi racconto cose strane, dopo ve le spiego bene. Se poi anche vi convinco, beh, ne son felice.

Innanzitutto vorrei avvertirvi, se in pieno inverno vi trovate di fronte a questa scena fuori dai confini italiani ... NON chiamate la Polizia!!!
Mantenete la calma, respirate profondamente e godetevi lo spettacolo di questo visetto rilassato con gli occhi chiusi e le guancette rosa paffute, perchè si tratta di una normalissima abitudine: quella di lasciar dormire fuori i bimbi fino a  -10°C (pare poi che più a nord si vada anche ben oltre), perchè è fuori dubbio che rafforza il sistema immunitario.


Dai paesi scandinavi alla Danimarca, scendendo dalla Germania per arrivare in Svizzera e in Austria, si stanno diffondendo asili nido e scuole materne che vengono progettate apposta per permettere in pieno inverno un sano pisolino all'aria aperta!

Così infatti è stato pensato appostail nuovo nido da 70 posti costruito al piano terra di un complesso residenziale a Neukölln: Sulla terrazza esterna sono posizionate 70 contenitori in legno con relativo materasso (50 x 70 cm). Poco prima dell'ora del pisolino si portan fuori la biancheria e poi i piccini, naturalmente anche ben vestiti, possono coricarsi per dormire la loro bella oretta respirando aria sana. 70 bimbi ben impachettati. Spunta fuori solo il visetto. Che spettacolo che deve essere!

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Gennaio 2020 18:21
 
I conti dell'ex ass. Cazorzi son giusti, ma il risultato...NO PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Dicembre 2019 20:22

A dimostrazione di quanto detto nel titolo inizio proprio dalla giornata della pubblicazione di questo articolo su un argomento seguito da anni, cioè la linea Sacile Gemona, attualmente Sacile - Maniago (34km). Oggi, sabato 14 dicembre 2019, è infatti un gran giorno per tutta la popolazione che abita – purtroppo non lungo la Pedemontana – ma una bella vallata della vicina Carinzia.

Oggi viene inaugurata la linea Arnoldstein – Hermagor, detta Gailtalbahn: 31 km elettrificati secondo il più avanzato sistema di alta potenza.


Come da cartello realizzata esattamente entro il tempo di UN anno e MEZZO, con la sostituzione di ponti, l'adeguamento di tutte le stazioncine a luoghi SENZA BARRIERE, l'energia al 100% da FONTI RINNOVABILI, la creazione di nuove infrastrutture, come efficaci ripari PER BICICLETTE (ricarica compresa). Sono stati creati 90 postazioni per Bike & Ride. Sono stati eliminati ben 21 passaggi a livello sostituiti da sottopassi.

Infine naturalmente la sostituzione dei vecchi trenini con TRENI ECOLOGICI nuovi di zecca con tutte le comodità, che sul muso fan bella mostra del loro nome sicuramente appropriato “Cityjet eco”.

 

 

 

 

 

 

Il tutto per 61 milioni Euro dei 250 che solo nel 2019 le ÖBB, cioè le FERROVIE DELLO STATO (!!!) austriache hanno investito nella regione della Carinzia.

Veniamo dunque ai calcoli fatti dall'ex assessore Cazorzi relativamente ai costi non giustificabili dal servizio fallimentare e dai danni ambientali della linea Sacile - Maniago.
Calcoli matematicamente precisi. Certo.
Ma.....

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Gennaio 2020 17:48
 
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