Sacile Partecipata e Sostenibile

La città accessibile PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Giugno 2010 09:31

"La città accessibile" è un documento proposto nel 2005 dall'allora consigliere comunale Stefano Bottecchia su indirizzi, proposte in tema barriere architettoniche, documento ancora validissimo che, grazie al consenso dello stesso autore, qui ripubblichiamo.

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La città accessibile

a cura dell'ex consigliere comunale Stefano Bottecchia

Oggetto: indirizzi, proposte in tema barriere architettoniche.

Sacile, 24 ottobre 2005

 

 

 

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Premessa.

Lo spazio ad uso pubblico non è accessibile a tutti: le persone non in possesso di una completa capacità motoria o sensoriale (bambini, disabili, anziani; 15-20% della popolazione) incontrano continui ostacoli fisici, naturali o dell’ambiente costruito, molti dei quali determinati da errori od omissioni progettuali.

Dell’annosa questione delle b.a. si parla da diversi decenni (le prime circolari Ministero L.P sono del gennaio 1967 n.425, giugno 68 n.4809; anni ’70, legge n.118 marzo1971, DPR 384/78 ecc.), ciononostante anche nelle singole realtà locali come Sacile poco si è fatto ed ancora molto rimane a fare sia nel settore edilizio, sia per ciò sia riguarda gli spazi urbani, il verde accessibile, gli impianti sportivi ricreativi. La disattenzione, la riduzione dell’utente svantaggiato alla sola persona in carrozzina, ma soprattutto l’incapacità di conoscere ed inquadrare la condizione esistente nella propria città, sono alla base dei limitati, disordinati tentativi di dare risposte adeguate ed organiche all’abbattimento delle “barriere”. Vi è dunque anche una mancanza “culturale” nel non pensare, progettare, attuare una città accessibile a tutti.

La pur vasta normativa (legge n.41/86; legge n.13 gennaio 89; DM Lavori Pubbl. giugno 89 n.236 e la circolare dello stesso Ministero del 22/06/89 n.1669/U.L.; legge febbraio 92 n.104; DPR luglio 96 n. 503 ecc.) viene in molti casi disattesa. Se da un lato si rende accessibile l’edificio, dall’altro la rete pubblica con le sue strutture edificate assomiglia più ad un “percorso di guerra” che ad un vivibile ed accessibile luogo urbano!

Va anche detto che, la normativa è spesso interpretata in maniera burocratica, in alcuni Comuni l’asseverazione del progettista fa garanzia, ed i controlli degli Uffici Tecnici Comunali non sono molto accurati: basti guardare a come sono eseguite alcune opere pubbliche.

 

 

 

 

Giardini

Linee guida.

Il problema della eliminazione delle b.a. è fondamentalmente una questione di “conoscenza”.

Strategicamente diventa indispensabile che le Amministrazioni comunali si dotino:

a) se non di un apposito ufficio b.a. all’interno dei propri uffici tecnici urbanistici, quantomeno di un referente tecnico specifico che segua le diverse fasi dei vari progetti:

1 -in fase di presentazione (Controlli sul Progetto)

2 -in fase d’esecuzione (Controlli in corso d’opera-collaudo)

3 -in fase di gestione (Controlli sull’affidabilità)

 


marciapiede
b) di un piano per il censimento degli edifici pubblici; degli edifici privati aperti al pubblico: quali farmacie, ambulatori medici di ogni specialità (specie dentistici), ambulatori (fisioterapisti, osteopati ecc.) o studi di liberi professionisti, impianti sportivi, strutture di spettacolo, banche, alberghi, ristorazioni, attività comm.li varie;

c) di un piano di adeguamento dei percorsi pedonali urbani a favore dell’utenza svantaggiata nella mobilità. Gli interventi per l’accessibilità negli edifici pubblici rischiano, infatti, di essere vanificati se l’adeguamento non procede parallelamente anche negli spazi urbani all’aperto.

Indispensabile sarà poi l’avvio di una prima fase d’indagine conoscitiva (censimento) sull’assetto urbano, sulla presenza di servizi e sulle caratteristiche dei percorsi, seguita poi dal rilevamento delle situazioni di “barriera” (utile sarebbe il confronto tra progettisti-tecnici e le associazioni disabili).

Nei percorsi pedonali protetti particolare attenzione dovrà essere rivolta:

Parcheggio1. alla pavimentazione dei marciapiedi (gradini, grigliati, pendenze varie, giunture tra elementi diversi, dissesto, usura);

2. agli attraversamenti pedonali (presenza di gradini, visibilità, ben illuminati, ben segnalati anche con diverse colorazioni);

3. alle rampe e zampette di raccordo (pavimentazione antisdrucciolevole, pendenze e contropendenze varie, adeguati ripiani di sosta);

4. ai parcheggi riservati agli invalidi (larghezza e lunghezza sufficienti ad eseguire in sicurezza le manovre di salita e discesa dall’auto, pendenze, l’immediata vicinanza a percorsi e edifici accessibili, altrimenti il disabile finisce col non utilizzare tali strutture fruibili);

5. alla segnaletica urbana di indicazione (razionale, moderna, dosata, il visitatore deve ricevere al punto giusto informazioni inequivocabili e precise);

6. all’arredo urbano (panchine, fermata dei mezzi di trasporto, cabine telefoniche, cassette per le lettere, cestini, ecc.); tutti gli elementi devono essere oggetto di una ponteprogettazione attenta alle necessità dell’utenza più svantaggiata, devono essere facilmente raggiungibili, con percorsi privi di b.a..

 

Luoghi di intervento.

Principalmente possiamo distinguere i possibili luoghi di intervento in due gruppi d’insieme:

1. esistente già edificato

2. nuove edificazioni

Prioritariamente oggetto dei vari interventi sono:


a) edifici pubblici, spazi urbani, aree verdi e impianti sportivi ricreativi pubblici;

Ricordo all’Amministrazione che dopo la legge 41/86 non sono approvabili e finanziabili rampaprogetti ed opere pubbliche non conformi alle disposizioni di legge in materia di b.a. e le stesse Amministrazioni Comunali avrebbero dovuto dotarsi di Piani per l’eliminazione di b.a.; è inequivocabile che ciò riguardi anche le aree verdi (L.R.39/86). Vi è poi un riferimento ancor più ampio con il DPR n.503 del 24 luglio 1996.

b) edifici privati, privati aperti al pubblico: luoghi di culto, ambulatori medici di ogni specialità (specie dentistici), ambulatori (fisioterapisti, osteopatia ecc.) o studi di liberi professionisti, associazioni culturali o di categorie diverse, aree verdi aperte al pubblico, impianti sportivi, strutture di spettacolo, banche, alberghi, ristorazioni, attività commerciali varie;

Riguardo alle nuove edificazioni (dopo l’agosto 1989) una particolare attenzione va rivolta al privato specie nell’esecuzione delle opere di urbanizzazione. Infatti, esse vanno poi ad inserirsi in una rete di collegamento urbano esistente già critico; spesso la normativa vigente viene totalmente disattesa e si costruiscono
nuove b.a. creando un circolo vizioso e nuovi maggiori oneri di intervento.

 

attraversamentoAltre criticità nel privato ad uso pubblico sono i percorsi pedonali accessibili e soprattutto l’installazione dell’ascensore negli edifici dai 3 livelli o maggiori (legge n.13 gennaio 89).

In relazione al privato e privato aperto al pubblico, già edificato prima dell’agosto 1989, la rimozione delle b.a. non è obbligatoria a meno che non si proceda alla ristrutturazione dell’intero edificio, oppure nel cambio di destinazione d’uso (gravi criticità si hanno ad esempio nelle attività commerciali ristorante, bar, ecc. riguardo all’accessibilità dei servizi igienici).

In questa Regione (Friuli-Venezia Giulia), nell’ambito dei contributi finanziari per l’abbattimento delle b.a. in tali edifici (edificati prima dell’agosto1989), ogni tipo di finanziamento è subordinato alla persona disabile, in altre parole: per avere un intervento di eliminazione in un edificio bisogna che ci abiti o lavori un disabile. E’ utile quindi una riflessione su come si possa aiutare chi voglia eliminare una b.a. anche se non obbligato. Una strada praticabile potrebbe essere quella di concedere degli sgravi fiscali sulle imposte gestite dai Comuni, nell’attesa che la Regione emani una legge ad “hoc”.

 

cabinaLa mancanza prioritaria risulta essere l’accessibilità ai vari edifici che in genere sono di più antico insediamento; dai piccoli esercizi, agli ambulatori medici di ogni tipo, agli uffici di liberi professionisti; mentre per ciò che riguarda le altre attività commerciali quali ristorazioni-bar la mancanza principale è l’accessibilità dei servizi igienici, oltre alla normale mancanza d’accessibilità ai locali dell’edificio stesso. Mi permetto di aggiungere che non occorre realizzare tre servizi igienici: uno per i maschi, uno per le femmine ed uno per i disabili (un nuovo sesso?), bastano due bagni accessibili!

Una più ampia ed accurata riflessione meriterebbe la questione del verde pubblico e degli spazi sportivi ricreativi. Nei rapidi mutamenti della nostra società moderna essi sono diventati sempre più spazi vitali e salutari, indici di qualità della vita di tutti e non solo dei disabili.

In questo caso mi limiterò ad alcune brevi considerazioni ed indicazioni per ciò che riguarda il verde pubblico. E’ uno dei servizi da garantire nella pianificazione urbana ad ogni abitante al pari degli altri servizi sociali quali quelli sanitari, scolastici, ecc.

La raggiungibilità, l’accessibilità, la fruibilità in condizioni di sicurezza sono qualità irrinunciabili. Attenzione particolare vi dovrà essere nello studio dei percorsi inseriti all’interno di parchi, giardini, itinerari paesaggistico naturalista.

Infine, la giusta scelta per l’uso dei materiali diventa fondamentale per ciò che riguarda la pavimentazione (fondo) dei percorsi scelti, sia sotto l’aspetto di sicurezza che impattante.

Riguardo agli spazi sportivi ricreativi il problema più diffuso è oltre all’accesso agli impianti, quello delle strutture di servizio quali servizi igienici,spogliatoi e docce.

 

Proposta di adeguamento ad un percorso pedonale urbano in Sacile.

L’idea di fondo è di mettere in connessione luoghi urbani già esistenti, diversi tra loro, ma indispensabili nella vita quotidiana; dagli uffici pubblici e privati aperti al pubblico quali municipio, poste, farmacie, banche, ai servizi quali scuole di diverso ordine e grado (v.le Zancanaro, v.Dello Stadio, v.Ettoreo); dalle strutture socie-sanitarie ospedaliere (v.Ettoreo), al verde pubblico (Ortazza, Prà Castelvecchio, Monumento ai Caduti); dalle attività commerciali, ai parcheggi; dagli spazi culturali quali teatro Zancanaro, biblioteca comunale, ai trasporti (fermate autobus, stazione ferroviaria), alle strutture sportivo-ricreative (stadio XXV Aprile-A.Castenetto, palazzetto dello sport G. Micheletto, Centro G. Tomasella, Centro sociale giovani com.le, campo sportivo E. Sfriso, ecc.).

parcheggiogiardini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

stazioneacciottolato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

particolare

Tutti gli spazi urbani dovrebbero essere resi accessibili; questo è il tentativo seppur limitato di iniziare a dare una risposta funzionale e razionale alle esigenze di tutta l’utenza ed anche a coloro che sono svantaggiati nella mobilità (bambini, anziani, disabili, mamme con passeggini ecc.). Alcuni tratti del percorso sono già
accessibili, ma spesso in maniera disordinata e non connessa agli altri tratti per vari motivi (usura, deterioramento, disattenzione e mala esecuzione delle opere).Prendendo come riferimento l’area centrale di Piazza del Popolo, vi sono quattro diverse direttrici comprese tra l’asse ferroviario VE-UD a sud e la statale 13 a nord. Il tentativo è anche quello di produrre una viabilità pedonale sicura da e verso alcune frazioni ad W verso Cornadella, a S verso S. Odorico e Topaligo, a N verso Ronche S. Michele Villorba, ad E verso S. Giovanni del Tempio. Ovviamente per queste e le altre frazioni (S. Giovanni di Livenza, Schiavoi, Vistorta) saranno necessari degli altri percorsi mirati per ogni singola realtà.

Allo scopo di facilitarne la comprensione dividiamo il percorso in: rosso, verde, giallo, blu.

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Piazza del Popolo,

p. rosso: v.Garibaldi, p.zza IV Novembre, v. XXV Aprile, v. Ruffo, v.le Sfriso, v. Calvi;

p. verde: v. Cavour, v. Ettoreo, v. Meneghini, v.le Trieste, L.go S. Liberale, v. S. Liberale;

p. giallo: v.le Zancanaro, v. Carducci, vc.Amalteo, v. Gramsci, v. Dello Stadio, v. Canova;

p. blu: v.le Lacchin, v. Ponte Lacchin, v. Di Vittorio, v.Mazzini, v.Balliana, v. Cartiera Vecchia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Alcuni esempi (di fatto al 10/10/2005) sul tema delle barriere architettoniche a Sacile.

 

 

 

 

 

 

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Testi consultati:

AU-Tecnologie n.6 nov-dic 1991 ed IN ASA 00135 Roma

Progetto rimozione di barriere architettoniche Walter Toffoli 33010 Tavagnacco Udine

L’immagine di copertina è presa dallo speciale barriere architettoniche della rivista AU-Tecnologie n.6 nov-dic del 1991 e rielaborata.

Grafica e Foto: GIAN

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Giugno 2010 08:11
 
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