Sacile Partecipata e Sostenibile

gennaio 2012 ..... e l'inquinamento PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Febbraio 2012 18:20

inquinamentoUn gennaio da dimenticare? No, un gennaio da tenere bene a mente (non meno di quello del 2011!).
Gennaio 2012 con ben 17 sforamenti di PM10, dei quali ben tre consecutivi oltre la soglia dei 101µg/m3 (praticamente l'intero mese se ci attenessimo alle indicazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che indica come soglia limite i 20µg/m3, valore che l'Italia ha invece alzato a 50).
Ad iniziare dal primo giorno dell'anno in cui i botti di mezzanotte hanno provocato un balzo di valori di polveri sottili dai 25µg/m3 della giornata del 31 dicembre ai 63.
Ancora maggiore ovviamente il balzo dal 5 al 6 gennaio – dati che però sono apparsi in rete appena  l'8 gennaio. Abbiamo così appreso prima dalla stampa, che alla fine dei falò, intorno all'una di notte, il valori a Sacile toccavano i 240µg/m3 (terza fascia di rischio!). E, nonostante la sera del 5 ci fosse stata una leggera pioggia e che la notte e l'intera giornata del 6 gennaio fossero state ventose, 24 ore dopo, a mezzanotte (orario mai usato per le misurazioni!), i valori erano ancora a 70µg/m3.
Gravissima la situazione dal 17 al 24 gennaio: abbiamo accumulato di seguito ben 8 giorni arrivando a 118µg/m3. Questo perchè il freddo intenso, unitamente all'umidità (due giorni di nebbia), ha acuito il problema, alzando in particolar modo il livello di quella specie di polveri sottili, comprese nel PM10, che vanno sotto il nome di PM2.5, infinitamente più piccole, che penetrano direttamente nell'organismo. Infatti il modello concettuale prevede una maggior formazione di PM2.5 a basse temperature e alta umidità relativa a parità di emissioni primarie in atmosfera.
Ecco le nostre considerazioni:

Sicuramente siamo il primo comune destinatario dell'inquinamento proveniente dal Veneto e dalla Pianura Padana.
a) Questo non deve indurci a nessun ancorché minimo accenno di fatalismo: La prima condizione è che ognuno deve fare la sua parte al massimo possibile – se tutti lo fanno, prima o poi i risultati ci sono, come ampiamente dimostrato in realtà che avevano problemi gravi e di vasta scala come i nostri (città inglesi e tedesche).
b) Bisogna uscire dalla logica dei “PAC” (Piani d'Azione Comunali) che non sono altro che misure di intervento a emergenza in atto e non responsabili, intelligenti e coraggiosi piani di prevenzione.
c) Vanno attuate sia misure strutturali, permanenti, tra le quali anche l'ammodernamento tecnologico, sia misure di carattere informativo, culturale.
Ci spieghiamo meglio:
Quando il Sindaco di Sacile dice che il divieto di accendere fuochi all'aperto è più efficace della chiusura al traffico di piccole zone possiamo essere d'accordo. Il fatto è che non c'è un “quindi”.... che invece è doveroso e dimostra coerenza. Il “quindi”, secondo noi, significherebbe passare immediatamente a vagliare la possibilità di allargare la cosiddetta “zona del conurbamento pordenonese” (intesa dal punto di vista dell'edificato). L'inquinamento se ne fa un baffo dei confini territoriali, quindi bisogna ridefinire secondo altri parametri cosa può legare Cordenons, Pordenone, Porcia, Fontanafredda e Sacile. In questo caso il blocco del traffico non sarebbe più all'interno di una “piccola zona”.
Dove sta inoltre la coerenza dell'Amministrazione che ora ribadisce l'utilità del divieto di accensione di fuochi, ma due settimane fa non ha avuto il coraggio (dati alla mano degli anni passati!) di vietare i falò epifanici privati punto e basta.
Falò, che, come segnalato da vari cittadini di varie zone del sacilese, il giorno dopo continuavano a fumare fino al pomeriggio, anzi, al pomeriggio è stato bruciato ciò che la sera prima era stato messo da parte per l'ordine del Prefetto che aveva richiesto i falò “ecologici”.
Non solo, un'Amministrazione dovrebbe fare il possibile affinché questa “abitudine” (prettamente italiana), venga del tutto abbandonata: anche in questo caso è una scelta innanzitutto culturale – non si dovrebbe bruciare un solo mucchietto di foglie – tutto è compostabile e il compost è ricchezza.
Allo stesso modo dovrebbe essere un comportamento segno di cultura da parte di ognuno di noi quello di spegnere il motore in caso di sosta – nonostante l'art.157, 7 bis, del Codice della Strada lo vieti esplicitamente (con ammenda da 200 a 400 Euro), si deve ammettere che ben pochi se ne siano accorti o, pur sapendo, si attengano (in primis i genitori che aspettano davanti alle scuole, alle piscine, alle palestre ecc.!).
Passiamo alle misure permanenti, sempre all'insegna che, secondo SPS, tutto nasce dalla “convinzione”.
Va bene il blocco del traffico, perchè comunque inibisce emissioni quali il piombo ecc., non movimenta le polveri e fa gustare la città come sarebbe senza macchine. Ma bisogna lavorare ogni giorno allo scopo andare verso una riduzione permanente (in quest'ottica rientra anche la nostra proposta di 30km/h). Poco senso spender soldi a propagandare una tantum il car-sharing o il car-pooling – non è nel dna italiano: tutti al lavoro uno per uno nella propria auto, nemmeno il costo del carburante cambia nulla. D'altra parte quanto ha mai pesato nel nostro paese lo sviluppo del trasporto pubblico?! E cosa può valere una rastrelliera di 4 - 5 biciclette comunali (dove sono quelle del progetto dell'Amministrazione Cappuzzo o quelle della Provincia?!). O si fanno le cose mantenendo un legame coerente nelle scelte di ogni giorno o il singolo spot virtuoso non ha nessuna efficacia (a parte per chi ci guadagna elettoralmente come per l'acquisto delle Birò fatto dalla Provincia con i soldi pubblici, che son rimaste prima a lungo ferme, poi son state usate più per divertimento, e ora son state ritirate e fan le ragnatele aspettando che qualcuno si impietosisca e dia loro un senso per dimostrarsi utili in città piccole come Sacile e San Vito).
Piuttosto, quand'è che finalmente non vedremo più circolare sulle nostre strade centinaia di camioncini dei quali ci si chiede non solo come abbiano fatto a superare la revisione, ma che sembrano andare a carbone?
E i vari annunci del “potenziamento del servizio pubblico”?
E la dislocazione di “ampi parcheggi scambiatori nella cintura delle città”?
I veri provvedimenti non si prendono – si emanano provvedimenti di fatto inattuabili:
Come nel caso degli impianti di riscaldamento: che senso ha l'ordine di abbassare la temperatura di due gradi se non si potrà mai controllare?!
E se anche fosse, due gradi in meno per persone anziane o ammalate sono un problema, cerchiamo di comprenderlo e di ricordarlo.
L'unica alternativa è costruire a impatto quasi zero – c'è già chi lo fa a zero totale. E non proseguiamo oltre perchè in questo campo i nostri sostenitori sanno bene a cosa ci riferiamo, quanti articoli si trovano nel sito di SPS e quante iniziative e proposte concrete abbiamo fatto e continueremo a fare.

Infine, ma non per importanza, l'informazione.
Almeno almeno l'Amministrazione dovrebbe pretendere l'immediata comunicazione dei dati alla popolazione. E non ci riferiamo solo ala necessità della comparsa puntuale del dato riportato una volta al giorno nel sito dell'ARPA, ci riferiamo ad una lettura e trasmissione elettronica che permetta ai cittadini di sapere più volte nell'arco della giornata quali siano i valori.
Anche in questo caso, un corretto livello culturale, ci permetterebbe di agire da soli: di prendere cioè da noi stessi la decisione di non ricorrere all'auto, di condividerla con il collega, di abbassare il riscaldamento, di non bruciare le foglie, ecc., appena vediamo salire i valori – per es. su una tabella elettronica esposta al pubblico (importante anche per gli sforamenti dell'Ozono in periodo estivo!).
Valori che inoltre sono ormai assolutamente insufficienti se riferiti solo al PM10: L'Amministrazione deve chiedere l'immediata sostituzione della centralina di Via don Milani con una più moderna che può rilevare anche il PM2.5. Utile anche chiedere una seconda centralina, data l'estensione del traffico nel nostro Comune.

Insomma, o ci si crede, senza se e senza ma, o ….. si tutelano interessi che non sono quelli della salute.

Intanto siamo a 35 (massimo giorni sforamento previsti in un anno) meno 17 = 18.
Ci restano dunque solo 18 giorni per il resto del 2012. E poi?
Nessun problema. Non succederà niente. La nostra Nazione ha chiesto l'ennesima proroga all'Europa. Salvo che altri Stati membri, più virtuosi, prima o poi si stancheranno e allora arriveranno (come in altri ambiti, v. rifiuti, depurazione acque, ecc.) pesantissime sanzioni.
Ancora nessun problema.
Pagheranno i cittadini.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Marzo 2013 21:33
 
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