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Difensore Civico: Lettera aperta al Presidente del Regione Friuli Venezia-Giulia PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Febbraio 2009 00:00

Egregio Presidente,

In merito a quanto apparso sulla stampa in data 31/12/08, secondo cui Lei afferma che relativamente all’eliminazione del Tutore dei Minori e dell’Ufficio del Difensore Civico Regionale “nessuno avverte la mancanza”, Le chiedo gentilmente di non avocarsi il diritto di esprimere un giudizio comprensivo di tutti i suoi cittadini.
Di seguito farò riferimento solo all’Ufficio del Difensore Civico, perché è di questa figura che in qualità di Consigliere Comunale ed ex Presidente della Commissione statuto e Regolamenti mi sono occupata, non perché abbia in minor considerazione l’impegno profuso dall’precedente Tutore dei Minori. Esprimo infatti ancor oggi, avendo avuto modo di sentire in diverse ocasioni entrambi e di aver poi conosciuto personalmente il Difensore Civico Regionale, la mia più grande stima per il dott. Francesco Milanese e l’avvocato Caterina Dolcher. Ma in questa lettera voglio ovviamente trascendere dalla persona e riferirmi esclusivamente al suo Istituto.

 

Mi sia permesso questo gioco di parole: quello che “manca” a tutti coloro ai quali  “non manca” il Difensore Civico è la “cultura della difesa civica”. E avere una cultura della Difesa Civica significa
avere grande stima di ogni singolo cittadino e ricordare che essere stati eletti come amministratori significa tutelare giorno per giorno i suoi legittimi diritti, senza distinguere tra categorie più o meno forti, più o meno portatrici di voti, più o meno garanti di progressioni di carriera politica;
riconoscere che ricoprire il ruolo di amministratore non dà più importanza, più prestigio, più potere, bensì più responsabilità e che questa non deve mai sottrarsi alla possibilità di essere “pesata” e “oggetto di reclamo se scadente” dai cittadini che hanno scelto a chi affidarla;
prodigarsi per fornire al cittadino non avezzo alla macchina burocratica uno strumento per riconoscere e realizzare quanto di diritto;
vedere nel Difensore Civico una “figura terza” che opera al tempo stesso anche per un miglior funzionamento della macchina amministrativa e che sa spiegare al cittadino la differenza tra interesse legittimo e non, che aiuta il dialogo stemperato con l’amministrazione, promuovendo e sostenendo in tal modo anche “crescita civica”;
combattere l’usanza, tanto italiana ahimè, del cittadino che deve andare dal singolo politico per chiedere la soluzione di un problema e che crede che il poltico di turno gli ha fatto  “un favore”, non sapendo invece che quanto chiesto era un suo diritto;
combattere la non-cultura della litigiosità permanente, di accuse, contenziosi, querele, denunce, cause eterne;
evitare o perlomeno ridurre tempi e costi sia ai cittadini sia alle pubbliche amministrazioni, perché il Difensore Civico sa impostare il problema, sa quali sono gli uffici competenti, quali sono le vie e i documenti utili al fine,  quali sono i tempi reali e ragionevoli. E un problema ben impostato è un problema già mezzo risolto;
dimostrarsi parte dell’Europa, dove, ancora ahimè, ci facciamo notare per l’assenza del Mediatore Civico Nazionale, l’Ombudsman europeo, e la mancanza di una legge organica in materia.

Ma non si preoccupi, sig. Presidente, la mia è una voce isolata. Perseguire ideali in modo assolutamente gratuito rende sempre isolati nella vita politica reale. Non si preoccupi, perché l’eliminazione dell’Ufficio del Difensore Civico mette d’accordo tutti gli schieramenti, ha fatto trarre un sospiro di sollievo a tutti gli amministratori.
Ricordo benissimo in ogni singola espressione lo stupore che aveva destato all’interno della maggioranza il mio entusiasmo per avere nel nostro Comune un Difensore Civico, l’insofferenza ben poco velata che aveva provocato la mia difesa di questo Istituto, la solerzia della minoranza nell’assicurarsi che io garantissi la non cancellazione; minoranza che però si è scordata il suo accorato interessamento, le dichiarazioni sulla stampa e in consiglio comunale, visto che ora governa in regione.
Su mia proposta, conseguente alla segnalazione del nostro Difensore Civico Comunale di non poter essere ulteriormente disponibile, il Comune di Sacile ha colto per primo la possibilità di stipulare una convenzione con il Difensore Civico Regionale. Siamo arrivati poco oltre l’anno. Davvero peccato.
Ma non si preoccupi, sig. Presidente, perché il Difensore Civico infastidisce trasversalmente la politica che ad ogni cambio di governo promette cambiamenti per non cambiare mai, infastidisce gli amministratori che vogliono gestire nel modo più tranquillo possibile la loro personale “locomotiva” che dovrebbe portarli alla progressione di carriera, infastidisce chi interpreta gli spazi amministrativi  come piccoli feudi di presunto potere, dove si neutralizzano per mezzo di lungaggini, peripezie nei labirinti burocratici, pseudo spiegazioni tecniche incomprensibili oppure silenzi e oblio finale, le richieste dei cittadini poco utili a interessi politici di casta, cioè poco remunerativi come futuri voti.
Non ne era convinta nemmeno la maggioranza che governava la nostra regione prima, perché non ho mai ricevuto risposta dal competente ufficio regionale alle varie perplessità che avevo espresso in forma scritta riguardo ad alcuni punti poco chiari relativi all’Istituto del Difensore Civico rivisitato dalla L.Reg. 1/2006, non chiariti nemmeno in seguito dal regolamento.
Diciamo che la politica italiana, quando entra nella stanza dei bottoni, allontana più che può ogni forma di controllo che provenga dall’esterno, da organismi di comprovata competenza per esercitarlo. Un controllo indipendente ed imparziale che sappia andare oltre la correttezza formale, facendosi controllore sostanziale di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità. Sappiamo bene che la correttezza formale non è sinonimo di qualità, che la norma giuridica non argina la gestione individualista del politico o del funzionario, che il controllo formale  serve più a giustificare l’azione amministrativa che a rilevare obiettivamente i risultati sostanziali e le esplicite cause degli obiettivi non raggiunti.

Ogni cittadino che si rivolge al Difensore Civico è un cittadino che ha una chance in più per veder risolto il suo problema. Ogni amministratore, ogni funzionario che accoglie con rispetto e interesse la soluzione proposta, facendone tesoro per situazioni future, contribuisce ad accrescere il valore di “buona amministrazione” del suo territorio.

Perciò, sig. Presidente, non abbia la benchè minima preoccupazione: non ci saranno pressioni politiche di alcunchè parte politica. Vorrei solo chiederLe in futuro di non esprimersi al plurale. Credo ci siano diversi cittadini che sentono la mancanza del Difensore Civico. Cittadini dei più diversi orientamenti politici (ricordo ad es. la lettera, apparsa in agosto sulla stampa, firmata dal coordinatore generale del Fogolar Civic). Cittadini che sarebbero in numero maggiore se i loro Amministratori avessero realmente prima compreso e poi fatto conoscere le funzioni e il valore di questo Istituto.



Sacile, 31/12/08

Rossana Casadio
Cons comunale di RC

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Settembre 2018 12:52
 
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