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Un salubre febbraio 2019 PDF Stampa E-mail
Domenica 24 Febbraio 2019 09:45
Onestà politica vorrebbe che NESSUN politico e/o amministratore sacilese degli ultimi 15 anni si esprimesse in modo teatralmente virtuoso sul grave fenomeno perdurante dell’inquinamento. Nessuno se ne è mai realmente preoccupato, anzi, al contrario, sono stata in questi anni attaccata da destra e sinistra per eccessivo allarmismo sugli sforamenti verificatisi e sugli scenari futuri. Ho sempre detto, fin dalla sua adozione ai tempi dell’amministrazione Capuzzo, che questi PAC non avrebbero avuto alcun effetto. Ora, ormai ben tardi, i danni alla salute sono sotto gli occhi, o meglio, nel naso e nei bronchi di tutti.

Come si è tradotto in realtà il tanto decantato PAES? L’ass. Zanfrà non aveva annunciato che avremmo abbassato del 20% i valori inquinanti entro il 2020? A parte le promesse e la lezioncina su cose ormai scontate da anni, cosa ha messo in campo finora? Con quale bacchetta magica visto che restano 10 mesi? E pure la spesso ripetuta rassicurazione dell’ex Sindaco Ceraolo, che con le nuove strumentazioni dell’ARPA avremmo potuto sapere IN ANTICIPO del pericolo di aumento delle polveri sottili e quindi anticipare le misure cautelative, che effetto ha avuto? Per non parlare di due amministrazioni con assessore all’Ambiente leghista, promossa per successi di partito e non certo per successi di lungimiranti e coraggiose politiche ambientali locali. E per non parlare dell'impegno che dovrebbero aver messo in campo i nostri amministratori dal momento che hanno aderito al Patto dei Sindaci... Ma per carità....che desolazione!

E il nostro attuale Sindaco? Ma come, nel bel mezzo di una catena lunga ormai dieci giorni di picchi altissimi NON vieta la gara di motocross a San Giovanni del Tempio? Magari annunciando domani le targhe alterne? Inaudito.
Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Febbraio 2019 19:39
 
Campa cavallo che l'erba cresce... PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Febbraio 2019 17:37

Si apprende dalla stampa locale che si è riacceso l'interesse per le sorti dell'ex Distretto Millitare, che si trova pressochè unanime consenso sul fatto di destinare gran parte ad usi abitativi alternativi e che ci sono professionisti sacilesi che lavoreranno gratuitamente ad una specie di concorso di idee. Bene.

Basta che non finisca come sempre.
Sì, perchè non è proprio che questo tipo di proposta qualcuno la venda come una "sua" scoperta o come una "sua" ideona d'oggi. Facendo così dimostra quanto poco sia realmente informato su quanto, o meglio su quanto poco, sia successo in questi anni, o meglio decenni:
- nel 2010 avevo dato fiducia all'apparente avvio di un percorso di "autocostruzione" con risultato ... nulla di fatto;
- nel 2012 avevo dato fiducia all'apparente avvio di un percorso di housing sociale con risultato ... nulla di fatto;
- nel 2012 avevo dato fiducia che con la bella relazione di Mauro Baioni sul quartiere ecologico di Vauban qualche amministratore avesse potuto essere contaminato in modo benefico, con risutato ... nulla di fatto;

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Febbraio 2019 14:00
 
Quale visione del sottopasso di viale Lacchin? PDF Stampa E-mail
Giovedì 27 Dicembre 2018 20:38

Visto che ad un tratto non occorrerà aspettare l'inaugurazione della Gronda est per avere il sottopasso al posto dell'attraversamento della ferrovia in viale Lacchin, rinnovo la richiesta che ci venga comunicato - vista anche già la cifra preventivata - quale sarà la scelta delle dimensioni del sottopasso.
Due sono le possibilità, come già detto, una che il sottopasso sia di ampiezza minima, una che invece prenda tutta la larghezza dell'attuale attraversamento. In questo secondo caso sorge subito la domanda: verrà chiusa via Bertolissi? E verrà chiusa via Libertà??? Come faranno tutte le auto e, soprattutto, le corriere???


Nel primo caso invece speriamo non si tratti dell'ennesimo budello che porta il nome "ciclopedonale" mentre poi le bici devi portarle a mano (i bersaglieri certo se le portavano in spalla... ma non gli anziani!) e dove nessun disabile potrà avventurarsi?

Ci sarà un accesso diretto ai binari soprastanti? Perchè ad oggi chi arriva da sud con le sbarre alzate può accedere tranquillamente ai treni.
Se invece il sottopasso fosse solo un tunnel senza scala verso i binari, i pendolari dovrebbero fare il giro fino all'entrata della stazione in piazzale Libertà.
Pochi minuti, si potrà dire, ma provate a fare il pendolare per anni/decenni: quei pochi minuti vi faranno comprensibilmente innervosire!

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2019 19:59
 
La bocciatura del sottopasso - niente di nuovo a sud PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Dicembre 2018 12:39

E così apprendiamo poco prima di Natale che il "sopralluogo" (spiegherò dopo perchè virgolettato) da parte di RFI ha dato come responso che si realizzerà SOLO il sottopassaggio ciclopedonale di Viale Lacchin.

Niente di nuovo a sud, si potrebbe dunque intitolare, perchè è esattamente quanto ci sentiamo dire da almeno dieci anni. Nello specifico da quando la prima amministrazione Ceraolo ha come unico punto focale di vitale interesse la Gronda est. Hanno solo tentennato, fiutato da che parte tirava l'aria e fatto finta per qualche settimana, per tarare bene quanto fosse nell'aria una eventuale rivolta della cittadinanza e quanto poteva valere come perdita di consenso.

Iniziamo ad analizzare:
1) Non stupisce più di tanto la scelta di RFI di realizzare solo il sottopasso di viale Lacchin: è perfettamente in linea con quanto si vede nel nostro paese in fatto di trasporti, e cioè opere faraoniche che costano infinitamente tempo e denaro. Non a caso in Italia un chilometro di alta velocità costa ben sei volte tanto un chilometro in Francia, Spagna e addirittura del supertecnologico Giappone, cioè 61 milioni da noi e sotto i dieci milioni negli Stati citati.
Infatti ho virgolettato "sopralluogo" perchè la delegazione tecnica di RFI manco si è recata sul posto per rendersi conto della realtà (che riprenderò dopo), ma si è accontentata di sedere in Municipio e discutere - facile da immaginare - più di tattica che di realtà costruttiva. Appurato probabilmente anche che l'amministrazione Spagnol non ha nessuna intenzione di fare pressione in qualsiasi forma (e se vuole un'amministrazione può eccome!) per insistere su ENTRAMBI i sottopassi, i vertici di RFI han potuto tranquillamente assestarsi sul vecchio: cioè realizzare SOLO il sottopasso di viale Lacchin.
Non stupisce. Dovrebbero magari spiegarci come mai Fontanfredda e Orsago hanno le loro due uscite a sud e Sacile, stazione forse più importante come numeri, invece no.

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Luglio 2019 10:23
 
No NEMO??? ahi ahi ahi PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Dicembre 2018 18:48

Sempre in tema di NON adesione: non mi pare ad oggi di aver sentito annunciare che Sacile ha aderito al progetto NeMo, il cui acronimo significa New Mobility e che è stato varato nel giugno del 2017 dalla regione FVG.

Il progetto è finanziato dal programma europeo Horizon 2020 e mira allo sviluppo della mobilità elettrica grazie ad una partnership pubblico-privato (cosa che non convince molto, ma si vedrà). Sarebbe stato particolarmente importante aderire per un Comune importante come Sacile, anche perchè proprio la regione FVG si candida in questo modo a provvedere alla sostituzione di una quota consistente di veicoli di proprietà degli Enti pubblici con mezzi elettrici.

Ma a Sacile nessuno per ora si è nemmeno preoccupato di adeguare il regolamento edilizio a quanto previsto dal DECRETO LEGISLATIVO del  16 dicembre 2016, n. 257.
Ma come, non era vincolante inserire entro il 31 dicembre 2017 nel regolamento edilizio la norma che vincola gli edifici sopra i 500 m2 e di nuova costruzione a predisporre l'allacciamento per la ricarica dei veicoli???
In questo sito la segnalazione è apparsa ben UN anno fa, ma a dicembre 2018 non si trova nel Regolamento edilizio di Sacile ... come mai?!

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Dicembre 2018 14:05
 
La storia finita del finanziamento per le ciclabili PDF Stampa E-mail
Domenica 09 Dicembre 2018 20:36

Dal 3 aprile 2018 molti Comuni hanno inviato le richieste di ammissione al bando “Comuni in pista -#sullabuonastrada”, il progetto del Credito Sportivo in collaborazione con Anci e Federciclismo che prevedeva la possibilità per i Comuni italiani di ottenere una buona possibilità di finanziamento, nello specifico con l'accensione di un mutuo a tasso zero finalizzato a sviluppare la rete delle piste ciclabili.

 

Voi, cari lettori, vi chiederete, Sacile lo ha fatto???
E sempre voi, cari lettori, ormai vi risponderete da soli: NOOO



Proseguiamo nella scia dei finanziamenti (peggio ancora se in forma di contributi) persi per una scuola innovativa, per il PISUS, per il centro del riuso, per le scuole da risanare energeticamente, per gli impianti di sicurezza dei privati, e altri ancora di cui nel tempo vi abbiamo parlato.

In questo caso il bando è stato prolungato al 4 dicembre e oggi possiam dire con triste certezza che ormai .... siam fuori.
Cosa era previsto?
Grazie al Protocollo d’Intesa sottoscritto da ICS, ANCI e FCI, erano a disposizione degli Enti locali 50 milioni di euro di mutui a tasso ZERO per la realizzazione o la ristrutturazione di piste ciclabili, ciclodromi e strutture di supporto.

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Dicembre 2018 20:10
 
Sui DUE sottopassi...mettiamo le mani avanti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Dicembre 2018 20:24

Mettiamo le mani avanti su entrambi i sottopassi di Sacile: sia per il sottopasso interno alla stazione con il suo SEMPLICE PROLUNGAMENTO, sia per quello che si staglia in un lontano orizzonte in sostituzione delle sbarre di viale Lacchin.
Per il PRIMO le nuove tecniche costruttive permettono tempi più celeri sia per progettazione sia per rapidità operativa, maggior sicurezza di risultato e maggior economicità rispetto alle modalità di lavoro di quando se ne era parlato - pare - 30 anni fa (senza come al solito poi passare ai fatti...) e anche - cosa non da poco - minimizzazione dei rischi di cantiere.

Una delle tecniche oggi usate per rendere veloci le realizzazioni di nuovi sottopassi è quella dello “scatolare a spinta”, cioè il ricorso a monoliti in calcestruzzo prefabbricati spinti dentro lo scavo mediante martinetti oleodinamici previa realizzazione del sistema provvisorio di sostegno dei binari.
Si tratta inoltre di una soluzione di minimo impatto per la circolazione dei treni sovrastante. Si riduce al minimo indispensabile ogni tipo di interferenza con il traffico ferroviario e, contestualmente, si riducono pure i tempi di realizzazione degli interventi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per posizionare questo monolite si usa come struttura provvisoria di sostegno dei binari il “sistema Verona”: la struttura di sostegno provvisoria dei binari consente una velocità di transito dei treni di 80 Km/h durante le operazioni di infissione e traslazione con spinta oleodinamica di manufatti prefabbricati in cemento armato sotto la sede ferroviaria.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Febbraio 2019 09:39
 
come un granello di sabbia diventa una guerra PDF Stampa E-mail
Giovedì 29 Novembre 2018 14:11

Il semplice prolungamento di un sottopassaggio.
Il paradosso dell'ennesima brutta pagina politica di Sacile: per un intervento che non sarebbe costato un solo Euro all'Amministrazione precedente, quella del Sindaco Ceraolo, oggi assessore ai lavori pubblici, assistiamo oggi ad due battaglie dilanianti, una all'interno del palazzo e una tra amministrazione e cittadinanza.
Sarebbe bastato che ormai quasi tre anni fa l'amministrazione precedente, oggi in gran parte ancora presente, Sindaco Spagnol in primis, avesse preso in seria considerazione la mia proposta sul prolungamento del sottopassaggio ferroviario e avesse avviato un dialogo convinto e pressante con RFI.
Invece no, e non solo perchè la proposta era targata Casadio, non ritengo così importante questo aspetto. Penso invece che tale era la difesa coriacea della Gronda est, che qualsiasi motivo, anche il più insensato, doveva andare nelle direzione di difenderne la sua ragion d'essere.

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Dicembre 2018 17:43
 
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