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zona30-imgSpS propone le "Zone 30" a Sacile: l'unico modo per far emergere un diverso modello sostenibile per la viabilità cittadina:

CITTA' PER L'UOMO E NON PER LE AUTO, CITTA' PER I BAMBINI !!!

 

Benvenuto in Sacile Partecipata e Sostenibile!
Proviamo una volta tanto ad ottenere un finanziamento?! PDF Stampa E-mail
Domenica 24 Gennaio 2016 18:15

Proviamo.
Dopo aver inutilmente perorato tante cause, mai accolte da questa amministrazione, non ci scoraggiamo di certo, anzi, oggi ve ne presentiamo una nuova nella forma anche se non nel contenuto, perchè è in linea con l'impegno di SPS in tema riduzione rifiuti e creazione di lavoro.
Non a caso una delle nostre innumerevoli proposte si è ora concretizzata con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 21 novembre 2015 del "Registro regionale dei centri di riuso".

Una volta tanto potremmo essere il primo comune a dotarsene?!
L'amministrazione sacilese vorrà finalmente cogliere l'occasione di essere di esempio in regione?
Vorrà farsi valere e comunicare ad Ambiente Servizi che a Sacile si intende procedere in questa direzione?

Da poco più di un mese infatti la nostra regione ha approvato le “Linee guida regionali per la realizzazione e la gestione dei Centri di riuso” per offrire ai Comuni un supporto nel caso decidano di dotarsi  di tali strutture. Si tratta di aree destinate al riutilizzo di beni in disuso, generalmente integrati in maniera diretta con la gestione dei rifiuti, per reimmettere in circolazione oggetti scartati ma ancora funzionanti e riutilizzabili, quali mobili, giocattoli, materiali edili, elettrici, informatici, elettrodomestici, ecc.
Oltre alle linee guida ci sono ovviamente contributi economici ad hoc: nella manovra di assestamento la regione ha introdotto uno stanziamento di 500.000,00 euro.

Ultimo aggiornamento Domenica 24 Gennaio 2016 20:42
 
triste ritornello: il Comune di Sacile sempre ...fuori PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Gennaio 2016 17:21

Fuori dai primi posti entro i quali ricevere il finanziamento per le nuove scuole, fuori dai fondi PISUS, fuori dal social housing (assegnazione solo a fine 2015, vedremo ora quanto tempo passerà per la concretizzazione!) e ora fuori dal primo finanziamento per i progetti di 30km/h.
Non una volta che il comune di Sacile si piazzi in pool position al primo colpo. Ogni volta la speranza è il ... ripescaggio più avanti Piango e intanto si perde tempo prezioso e i problemi aumentano.

Sono infatti ben NOVE i progetti per la realizzazione di "Zone 30" in altrettanti Comuni felici della nostra regione ai quali saranno destinati complessivi 1,1 milioni di euro, contributi derivanti dal IV e V Programma di attuazione del Piano nazionale per la sicurezza stradale.
Brilla per assenza nella rosa dei nove: SACILE.
Il secondo Comune della regione come numero abitanti che non è MAI al PRIMO POSTO di un bando.

La Regione ha approvato il decreto sulla graduatoria finale dei progetti presentati dai Comuni, in forma autonoma o associata, che hanno partecipato al bando pubblicato nell'aprile 2015, del quale SPS aveva dato come sempre tempestiva notizia. I nove progetti finanziati riguardano gli undici Comuni di:
Udine, Monfalcone e Staranzano, Porcia, Pordenone, Trieste, Spilimbergo, Gradisca d'Isonzo e Romans d'Isonzo, Tolmezzo, Gemona.
Felicitazioni!

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Gennaio 2016 14:18
 
Sacile si adoperi per il ripristino della linea Sacile-Gemona PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Gennaio 2016 17:32

E' stata appena pubblicata la notizia della presentazione ai Sindaci dello studio di fattibilità per l'eventuale ripristino della linea ferroviaria Sacile - Gemona.
Ora aspettiamo di leggere che il nostro Sindaco (che pure aveva preso parte alla staffetta dei Sindaci tra novembre e dicembre 2012) dichiari la convinzione e la disponibilità dell'amministrazione sacilese a partecipare al progetto di riavvio, sia economicamente sia creando le condizioni per mettere in campo iniziative che possano incentivare il numero di futuri passeggeri.
Certo verrebbe ora facile notare che, se NON usassimo i 3,5 milioni di fondi regionali per la Gronda est, potremmo ampiamente sistemare la rete viaria del territorio sacilesi e mostrarci anche generosi, anzi, splendidi (!), nel contribuire materialmente al trasporto sostenibile su rotaia.
Ma sappiamo che non c'è verso, quindi guardiamo cosa comunque si potrebbe fare:
Tra l'altro, una delle prime cose che l'ammnistrazione potrebbe attivare, sarebbe quella di raccogliere attorno ad un tavolo "culturale" quanti in questi anni hanno in qualche modo /studiato/svolto/realizzato proposte/iniziative relative alla linea. Dal "Treno dei poeti" alla Tesi di Laurea della dott.ssa Aurora Mondello. Se infatti la parte Sacile - Maniago avrà funzione di trasporto pendolari, non è comunque detto che non si possa "potenziare" in determinate giornate o determinati periodi con proposte allettanti per il turismo.
E' stato presentato proprio in data di ieri, 20 gennaio 2016, alla Triennale di Milano lo studio "ITALIA CREATIVA" della SIAE che riporta le cifre dell’Industria della Cultura e della Creatività in Italia: quasi un milione di occupati, un fatturato di 47 miliardi nel 2014 e un valore stimato di 2.250 miliardi.
Lo studio è scaricabile direttamente da: www.italiacreativa.eu

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Gennaio 2016 18:28
 
anche Sacile è "cardioprotetta"? PDF Stampa E-mail
Domenica 17 Gennaio 2016 14:43

Sabato, 16 gennaio 2016, Il Comune di San Vito ha consegnato 11 defibrillatori a scuole e società sportive per una spesa di 15.000 Euro.
Il Comune di Prata ne ha destinati 8.000 per 7 defibrillatori che verranno messi nei prossimi giorni nei luoghi pubblici dove si pratica sport.
12 ne verranno installati nel Comune di Fontanafredda e anche in quello di Azzano X si sta coprendo l'intero fabbisogno degli spazi dove si pratica attività sportiva.
E in tutti i Comuni stanno per essere avviati i corsi.
Il problema solito infatti è che pochi son preparati all'uso, sebbene dal 2012 sappiamo che il Decreto Balduzzi (quello per cui ci si è invece IMMEDIATAMENTE prodigati al taglio dei posti letto negli Ospedali) prevedesse entro il 2015 che ogni società sportiva ne fosse dotata. Ad oggi pare sia così per il 5% a livello nazionale. Ma ancora meno sono quelle dotate di personale in grado di utilizzarlo.
Che tristezza.

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Gennaio 2016 20:43
 
Ciclicamente si riconferma... PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Gennaio 2016 18:31

Ciclicamente si riconferma: intasamento del Pronto Soccorso di Pordenone.
La Dirigenza dice che si tratta di una serie di "concomitanze sfavorevoli".
Ci si dovrebbe chiedere dove albergavano i Dirigenti l'anno scorso, due anni fa, tre anni fa, quattro anni fa, ecc ecc. Forse 20 anni fa no, 20 anni fa davvero non c'era problema. Perchè 20 anni fa i vari Pronto Soccorso erano dotati di organici e di mezzi e funzionavano sulle 24 ore. E non serviva andare prima in internet che al PS (- scusate la battuta, ma ormai il fallimento di questa grande trovata è sotto gli occhi di tutti)!

Visto però che non si può piangere sul latte versato e che noi elettori siamo parte in causa per come ormai sono andate le cose (dalla Legge13/95, Giunta leghista Fontanini, Ass. leghista Fasola) si potrebbe almeno, se avessimo amministratori locali davvero interessati e irremovibili, salvare il salvabile.
Allo stesso Fasola, proprio in riferimento al declassamento dei vari PS negli Ospedali che erano condannati al ridimensionamento (quelli dell'art.10, come Sacile, Maniago, Gemona e Cividale), qualche dubbio era poi venuto, tanto che prima del varo della "Riforma" Serracchiani aveva dichiarato. "Aver imposto alle Aziende dei vincoli finanziari così rigidi, senza aver prima tracciato un disegno generale di riforma della rete ospedaliera, può far sì che le direzioni cerchino di inventarsi delle soluzioni improvvisate, prive di obiettivi di salute. Riducendo i servizi in punti chiave, quali ad esempio le Aree dell’emergenza, della cardiologia o delle terapie intensive, si rischia di fare

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Gennaio 2016 20:42
 
gli incroci di San Giovanni del Tempio PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Gennaio 2016 18:42

Non c'è da stupirsi se v.le San Giovanni del Tempio (il tratto della SS13) è così pericoloso: continuano ad essere fonte di pericolo i tre incroci.
Oggi, lunedì 11 gennaio, alle ore 9.52, mentre arrivavo allo stop del semaforo di via dei Masi, entra a tutto gas una Golf nera con dentro una signora bionda. Meno male che il semaforo era rosso e quindi stavo già arrivando col piede sul freno. La guidatrice però non trasale, non si ferma e non ci ripensa - no, anzi, amplia il raggio della sua curva e mi passa accanto sulla destra arrivando tranquilla tranquilla fino alla fine del senso unico proseguendo in via dei Masi.
Per non parlare dell'incrocio su via Pordenone: da giovedì a domenica sera, senza minimamente tener conto dei segnali di divieto di sosta, dopo le 21.00 entrambi i lati sono occupati dalle auto parcheggiate fino al ciglio della strada, rendendo oltremodo difficoltosa e pericolosa l'entrata dalla Pontebbana.
Difficoltosa anche perchè la buca che da ANNI si è creata per il terreno ceduto dal lato del condominio è sempre più profonda. Lo abbiam segnalato anche all'ultima assemblea di dicembre.
Visto che ora la LSM dispone di circa 38.000 Euro per "manutenzione ordinaria" chiediamo che al più presto venga almeno colmato alla meno peggio il dislivello in attesa che la promessa fatta ancora dall'allora Assessore ai Lavori Pubblici, Marco Bottecchia, ... si compia ... e venga allargata l'entrata.

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2016 19:26
 
come sempre: lavori nelle scuole solo dopo le emergenze PDF Stampa E-mail
Sabato 09 Gennaio 2016 18:36

E così i piccini dell'unico asilo nido pubblico di una città di quasi 20.000 abitanti son stati rispediti a casa - e vi dovranno restare per 7 giorni - a causa del definitivo passaggio a miglior vita delle caldaie.
I genitori si chiedono perchè non sia stato controllato tutto "prima delle vacanze natalizie"? Una domanda assolutamente innocente.
SPS invece chiede come mai non si è intervenuti da ... ANNI!


... se non c'è da inc.....arsi!

 

Abbiamo fatto ben presente da molto tempo (dal 2007!) la questione dei bimbi letteralmente "rosolati" in un edificio che ha il riscaldamento a manetta da un ottobre con oltre 20 gradi esterni fino all'ultimo giorno utile di un aprile spesso quasi estivo e le finestre basculanti APERTE per non "arrostire" del tutto.
Si potrebbe fare la battuta che nelle scuole il riscaldamento si accende e si spegne come Legge comanda e senza tener conto del clima fuori perchè qualcuno deve pur guadagnare sulle spese di riscaldamento. Ci si potrebbe chiedere se dare in appalto i sistemi di riscaldamento, aspettando non solo in caso di guasti che il tecnico proveniente da una qualsiasi città prima o poi arrivasse, ma anche che arrivasse anche solo per abbassare o alzare il termostato.
Perchè quello che una volta molto semplicemente ed efficacemente poteva fare il personale operante nei vari gradi di scuole, da anni ormai può farlo SOLO una società che prende in gestione il tutto.
Motivazione: sarà più sicuro, sarà più efficace, costerà meno.

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2016 13:57
 
Risposta alle gravi dichiarazioni dell'ass.reg. all'Ambiente PDF Stampa E-mail
Domenica 03 Gennaio 2016 12:18

COMUNICATO STAMPA DI Sacile Partecipata e Sostenibile:

Gravissime le dichiarazioni dell'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, come apparse sulla stampa del 3 gennaio 2016.

Bollare come iniziative “spot” la richiesta di non accensione dei falò epifanici non dovrebbe pervenire da che ha il ruolo istituzionale di informarsi, studiare e mettere in pratica quanto di più moralmente dovuto e praticamente efficace per la salvaguardia dell'ambiente e della salute nel senso più ampio.
Questo giudizio e questo diniego sono purtroppo in linea con una Giunta regionale che, in spregio alla Direttiva Europea "Aria", ha concesso una delle tante vergognose “deroghe” titpiche del nostro Paese sempre in ritardo su tutto, dall'efficientamento energetico alle varie questioni ambientali, cioè quella del permesso di bruciare “rifiuti agricoli”. Evidentemente nessun membro della Giunta e men che meno l'assessora, si son impegnati a capire come fanno ormai da anni, prima ancora di una Direttiva Europea, altri Stati con i loro rifiuti agricoli (viticoltura compresa) come la Germania, oppure Stati con estensione boschiva come l'Austria e la Svizzera.
Altrettanto grave da parte dell'assessora è richiamare un generale buono stato dell'aria come media data dalla parte regionale montuosa o sulle rive del mare (località dove ci sono ben poche centraline di rilavamento!) e l'aria gravemente malsana della fascia lungo la linea delle città più inquinate, da Sacile a Udine. Non si può fare una media: i bambini di Pordenone respirano solo l'aria di Pordenone!
E comunque non è vero, anzi, è il contrario: L'assessora non ha letto il Rapporto sullo stato dell'ambiente redatto nel 2012 dall'ARPA? A pagina 76 si legge che “Nonostante le stazioni di misura del materiale particolato siano quasi esclusivamente posizionate a ridosso o all'interno dei pricipali centri abitati, recenti simulazioni

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2016 21:42
 
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