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Raddoppiare il parcheggio Tallon in via Ponte Lacchin: decisione miope! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Settembre 2010 21:55

img-articoloLa decisione di raddoppiare il parcheggio Tallon in via Ponte Lacchin si legge come una decisione unilaterale e dimostra ancora una volta l’incapacità della politica di guardare ad un orizzonte che vada almeno un po’ oltre il proprio naso.
La decisione che anche questa Amministrazione ha preso non si basa su alcun dato oggettivo in quanto l’analisi effettuata sull’esigenza di parcheggi a Sacile, analisi che aveva preceduto la bozza del PUT, non ne rilevava l’esigenza. Non solo, ma dai risultati del conteggio delle priorità che i cittadini di Sacile avevano espresso nella prima tornata delle assemblee territoriali della precedente amministrazione era emerso chiaramente che non si chiedevano tanto nuovi parcheggi quanto maggior sicurezza stradale, compresi percorsi protetti e piste ciclabili.

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Settembre 2010 19:40
 
Via dei Masi, dopo oltre un anno dal senso unico ... non ci resta che ridere: per non piangere! PDF Stampa E-mail
Domenica 12 Settembre 2010 12:51

Ormai ai cittadini di San Giovanni del Tempio non resta che ridere perché, dopo oltre un anno dall’istituzione del senso unico all’uscita del semaforo in Via dei Masi sulla Pontebbana e il potenziamento della segnaletica, continuano quasi quotidianamente a verificarsi entrate dalla SS13. L’ultima il 9 settembre, in pieno pomeriggio soleggiato, alle ore 15.55. L’aspetto più simpatico è che ad entrare è stata la macchina di una ditta, il cui conducente, molto serenamente, ha poi fatto manovra per girarsi e posteggiare a ridosso del muretto a destra davanti alla cabina elettrica.

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Settembre 2010 13:00
 
La Carinzia (559.000 abitanti) possiede da dieci anni una rete capillare di oltre 100 “First Responder” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Settembre 2010 22:17

img01La regione della Carinzia, come tutta l’Austria, si basa su una efficientissima struttura di Pronto Soccorso, gestita interamente (dall’elisoccorso alla guardia medica) da un'unica centrale e basata sul principio di una capillare rete di diversi soggetti collegati tra loro ma messi in condizione di intervenire autonomamente. Uno di questi, quello che opera individualmente, è la figura del cosiddetto First Responder.

Un First Responder è un volontario già formato nel Pronto Soccorso (120 ore di teoria e 160 di pratica).

Ogni First Responder riesce ad intervenire nel giro di pochissimi minuti dalla chiamata di aiuto, perché opera all’interno del raggio del suo comune di residenza.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Settembre 2010 22:47
 
Stupidità o ipocrisia? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Agosto 2010 21:06

art imgMi rivolgo a tutti i cittadini che probabilmente avranno esultato leggendo che Narduzzi, il capogruppo della Lega in regione, ha presentato un disegno di legge per “tagliare i tempi della macchina amministrativa” anche ricorrendo a sanzioni e risarcimenti da parte degli uffici colpevoli di ritardi. Ebbene questo disegno di legge sarebbe perfettamente inutile se la Lega non fosse corresponsabile sia della cancellazione del Difensore Civico nel luglio del 2008 in regione sia a livello nazionale con la Legge 26 marzo 2010, n 42, che sopprime i Difensori Civici comunali.
Stupidità o ipocrisia della politica? Non importa quale delle due sia quella giusta visto è l’ottimo mix delle due a portare al successo politico. Il miglior antidoto contro questa politica delle facce di bronzo è, per noi cittadini, reimparare a leggere e ascoltare con maggior atenzione e avere memoria.
Non era il Presidente Tondo stesso a dichiarare che il Difensore Civico non serviva perché “già i comuni e gli altri enti rispondono al cittadino che lamenta ingiustizie e vessazioni”? Non è così allora? Oppure la Lega non ha alcuna fiducia di tutti quei comuni amministrati in primis dal PdL? E cosa propone Narduzzi per “sanzionare” tutti quei Sindaci e Assessori che non rispondono per iscritto alle interrogazioni consiliari o alle petizioni dei cittadini?

 
Linee guida sulla qualità dell'aria negli ambienti chiusi: nessuno studio viene fatto in Italia!!! PDF Stampa E-mail
Martedì 27 Luglio 2010 09:36

copertina linee guida sulla qualità dell'aria negli ambienti chiusiQuesta è la copertina del quaderno pubblicato nel 2009 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, contenente le linee guida sulla qualità dell'aria negli ambienti chiusi, affrontando in particolare i problemi relativi a umidità e muffe. Il volume (scaricabile in inglese dal sito  www.euro.who.int sez. pubblicazioni) presenta 33 studi che sono il risultato di una rigorosa revisione delle evidenze scientifiche attualmente disponibili effettuata dai maggiori esperti di tutto il mondo e il titolo recita : Migliorare laAmbiente e la salute dei bambini: esempi europei dell’OMS.
In condizioni di umidità, centinaia di specie di batteri e funghi possono proliferare negli ambienti chiusi ed emettere nell’aria spore, frammenti di cellule e sostanze chimiche. L'esposizione a questi contaminanti è associata all'insorgenza o al peggioramento di sintomi respiratori, allergie, asma e reazioni immunologiche. Tutti trascorriamo la maggior parte della vita quotidiana nelle case, uffici, scuole, o altri edifici, la qualità dell'aria degli ambienti chiusi è critica per la nostra salute e benessere, ma i bambini sono particolarmente sensibili. Il 13% dei casi di asma infantile nei paesi sviluppati della regione europea dell'OMS potrebbe essere imputabile a queste cause.
Molte azioni necessarie non possono essere perseguite da singoli cittadini ma devono essere promosse convintamente dalle autorità pubbliche. E guarda caso, le linee guida raccomandano misure atte a garantire che gli edifici siano ben progettati, costruiti e mantenuti, identificando le azioni di pertinenza dall’amministrazione pubblica, dei progettisti, degli utenti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Agosto 2010 21:40
 
Vietare o offrire Graffiti? PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Agosto 2010 21:09

graffiti_imgPare proprio che non sia stato fatto alcun passo avanti relativamente a quel fenomeno che sta mettendo in subbuglio da due tre anni la città di Sacile, non nelle vesti di immigratii bensì in quelle di un gruppetto di giovani in maggioranza italiani.
La cosa in sé non dovrebbe stupire chi guarda con occhi onesti e attenti la nostra società: ragazzi che noi adulti abbiamo “perso per strada”. Li hanno persi le famiglie, li ha persi la scuola, li ha persi la politica, li ha persi ogni adulto che al primo segnale di disagio ha preferito far finta di niente piuttosto che intervenire. Perché intervenire è faticoso.
Non si tratta solo di figli di famiglie in difficoltà. Il lassismo educativo alberga sovente in casa di famiglie senza rilevanti problemi economici. Meglio assecondare, poi, quando i capricci si trasformano in scene di rabbia ingestibili, ai genitori iperimpegnati in tutto meno che con i loro figli, saltano i nervi stressati. E allora giù chi urla di più, giù minacce che poi non si realizzano, e, man mano che i figli crescono, anche con un vocabolario sempre più condito di parolacce e accuse varie. Ottimo esempio. Fallimento sicuro.
Comunque la colpa non è mai di mamma e papà. La colpa è dei nonni, della tata, dei compagni di asilo o di scuola, delle maestre, ecc; in caso di separazione è sempre colpa dell’altro coniuge. Se qualche anno dopo il pargolo adolescente viene inequivocabilmente pizzicato come autore di una prima marachella fuori dalle mura domestiche i genitori non gli spiegano che ora lo aspetta una giusta sanzione, ma si ritengono offesi e si presentano con l’avvocato.
Non tanto per amore della prole quanto piuttosto per essere sicuri di venir assolti dal loro fallimento educativo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Agosto 2010 21:17
 
Vittorio D’Orazio: vediamo se i dirigenti della Bennet sono sensibili e attenti ai problemi dei disabili! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 04 Agosto 2010 15:03

Iart-imgn un articolo-intervista uscito oggi (mercoledì 4 agosto 2010) nella pagina locale del Gazzettino e recuperabile in internet al http://www.ilgazzettino.it/ (previa registrazione gratuita si vada, nella sezione pordenonese in data odierna, a "Sfoglia il giornale"), il nostro Vittorio afferma che per verificare la sensibilità dei dirigenti "... anch’io, fuori età, farò domanda di lavoro al centro Bennet, anche se non credo più a Babbo Natale infilerò la mia domanda nella cassetta della Bennet, nella speranza che comunque qualcosa succeda ... l'annuncio di 150 posti di lavoro per il nuovo ipermercato di Cornadella è in buona parte per giovani dai 16 ai 23 anni. A voler essere maligni si potrebbe pensare che forse questi limiti di età servano all'azienda per proporre contratti di lavoro a lei più favorevoli.

 
Biciclette, Birò e …… ruspe PDF Stampa E-mail
Martedì 27 Luglio 2010 08:20

Mentre a metà luglio a Pordenone sono già 560 i chilometri “ecologici” percorsi dagli utenti delle cosiddette BIRO’ e a San Vito verranno messe in strada prima della fine del mese, a Sacile le virtuose quattroruote presentate a maggio dal Sindaco Ceraolo sono ferme nel garage comunale.
Non c’è da stupirsi. Si tratta della stessa sorte capitata alle 12 biciclette del progetto Pegaso legate all’apertura/chiusura dell’ufficio Turismo e, ancor prima, alla quarantina di vecchie bici del progetto destinato al recupero presso il Centro Giovani Zanca, promosso dall’Associazione Aruotalibera durante il mandato dell’Amministrazione Cappuzzo.

 
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