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Sottopasso stazione: chiarezza SCRITTA, terza puntata PDF Stampa E-mail
Sabato 09 Maggio 2020 17:03

Eccoci finalmente alla terza puntata della risposta scritta del Sindaco di Sacile relativa al prolungamento del sottopassaggio della stazione.
Anche in questo caso il Coronavirus aveva bloccato la verifica di un  - chiamiamolo – dettaglio, che invece è di primaria importanza! Un “dettaglio” che, pur non permettondosi di sostituirsi ad alcun Guru dei calcoli e della progettazione, qualsiasi cittadino con un metro in mano è indubbiamente capace di rilevare.
Riporto ora di seguito la parte della risposta non ancora pubblicata nelle due precedenti puntate (alla fine di questo articolo verrà comunque pubblicato come sempre il testo intero in pdf). Questa parte della risposta riguarda nello specifico la questione finanziaria:
“Le ragioni per le quasi RFI (proprietaria del manufatto) ha motivato I'inopportunità di prolungare il sottopasso ferroviario esistente, attengono alla necessità di rispettare le norme tecniche attuali (altezza minima libera, franco tra i binari e la parte superiore della soletta strutturale,...).  In buona sostanza non sarebbe possibile andare "in deroga" come invece awiene per altri sottopassi esistenti, che non sono oggetto di interventi.
Inoltre tale operazione comporterebbe la contestuale messa a norma dell'intero sottopasso (in quanto non sarebbe più ammessa la deroga...)”
Vi traduco il politichese: Ragazzi, siccome l'intero sottopasso esistente è totalmente fuori norma, non si può andar ad aggiungervi altro di totalmente illecito a priori, bisognerebbe eseguire un intervento complessivo e i soldi per l'intero lavoro di adeguamento come previsto da normativa –  totalmente disattesa – per ora a Sacile non ci sono.

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Maggio 2020 08:44
 
Sottopasso stazione: chiarezza SCRITTA, seconda puntata PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Maggio 2020 10:07

Per la seconda puntata (qui la prima) riporto la fine della risposta del Sindaco di Sacile, perchè non ci vogliono lunghe considerazioni, rispetto a quanto verrà esposto invece nella terza puntata.

Nell'ultimo capoverso si legge che "in ragione del fatto che il sottopasso deve prevedere una funzione ciclo-pedonale e della problematica relativa alla sicurezza della stazione rispetto ai percorsi che ne permettono il libero accesso, RFI proseguirà nella realizzazione del percorso gia ampiamente divulgato."

Non so voi, cari lettori, ma io continuo a non vedere nessun nesso tra il sottopassaggio esistente NELLA e DELLA stazione e il previsto sottopasso ciclo-pedonale da realizzarsi chissà quando in viale Lacchin in concomitanza alla chiusura del passaggio con le sbarre e alla apertura della famosa gronda est. Concordo in questo caso sul "ampliamente divulgato", anzi, fino alla nausea....

 

 

 

Faccio però gentilmente notare comunque che "ampliamente divulgato" non significa la trasformazione in realtà di quanto divulgato/promesso, come si può ben constatare proprio in tema di stazione e senza nemmeno dover ricorrere ai numerosi altri esempi nella storia di decenni di promesse per Sacile.

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Giugno 2020 17:19
 
Sottopasso stazione: chiarezza SCRITTA, prima puntata PDF Stampa E-mail
Domenica 26 Aprile 2020 15:03

Come promesso, ecco la pubblicazione della risposta scritta da parte del Sindaco di Sacile, Carlo Spagnol, alla richiesta inoltrata in data 09/01/2020. Preciso subito che la risposta del Sindaco è arrivata pochi giorni dopo, ma prima la ricerca di una gentile mano esperta in disegno e poi l'arrivo del Corona-Virus hanno causato questo ritardo nella pubblicazione.
Poco male. Sapete bene, cari frequentatori di questo sito, che il tempo in politica NON conta. Esattamente come nelle fiabe: passano secoli e tutto pare immutato. Ricordate i 9 anni trascorsi per ottenere il giusto rimborso depurazione...!
Inoltre, come vedete dal titolo, la pubblicazione della risposta la divido in TRE puntate, perchè in effetti tre sono gli aspetti. Questa primo articolo si occuperà della risposta alla realizzazione di una uscita su via Topaligo.
Sì, proprio quella che a detta di molti era stata subito bollata come "impossibile", con le motivazioni più varie , a volte anche in contraddizione.

Ebbene, proprio perchè io all'impossibile detto da altri non ci credo da decenni per nulla, confidavo nel fatto che la risposta nero su bianco da parte dell'Amministrazione sacilese sarebbe stata un pò diversa dalle motivazioni date a voce e/o apparse sulla stampa. Ecco perchè avevo presentato richiesta scritta.
Infatti...

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Maggio 2020 13:54
 
Güssing, piccolo e coraggioso comune PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Marzo 2020 18:02

Riprendo il tema dei Comuni virtuosi, grandi e piccoli, e vi aggiungo oggi l'esempio di Güssing.

Güssing è un piccolo paesino di circa 4000 abitanti nella regione austriaca del Burgenland, al confine con l'Ungheria.

La regione del Burgenland, nel secolo scorso, era una regione piuttosto povera, con qualche risorsa turistica dovuta ai suoi castelli, alle sue dolci colline ricche di vigneti di uve bianche e al suo grande  lago, il Neusiedlersee. Un lago di grande estensione ma poco profondo, quindi dal colore grigio, e non incorniciato certo da bellissime montagne, come in Carinzia e nel salisburghese, ma da canneti.

Lo stesso Comune di Güssing era un paesino certamente tranquillo ma con scarsissime risorse e zero infrastrutture (nemmeno la ferrovia ci passava). Nel 1988 compariva tra zone più povere dell'Austria. Con alto tasso di emigrazione e il 70% degli attivi comunque costretti al pendolarismo.
Eppure....

Eppure nel 1990, come altri (in testa a tutti i famosi "ribelli di Schönau"!) che avevano ben compreso e non dimenticato la lezione della crisi del petrolio e poi di Chernobyl, è stato uno di quelli che ha deciso di volere l'indipendenza energetica da fornitori internazionali e nessun legame con

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Marzo 2020 18:24
 
Risposta Prefetto alla mancata modifica dei Reg. Edil. PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Marzo 2020 17:30

Riporto di seguito la risposta pervenuta dalla Prefettura di Pordenone relativa all'Esposto sul mancato recepimento da parte di molte amministrazioni comunali del D.Lgs. 257/16.
Vi faccio notare che questa volta il Prefetto è andato oltre la risposta meramente formale. Si legge chiaramente (vi metto in grassetto) un richiamo alle amministrazioni affinchè siano più solerti nell'adeguarsi alle normative (ovviamente prima bisogna informarsi!) e più capaci di comprendere l'importanza di ogni azione che possa contribuire a tutelare la salute.
Perciò.... anche questa volta sicuramente l'Esposto era ben motivato.
E qualche fedele lettore di questo sito si chiederà ancora una volta, ma nessuno sapeva di questa normativa, ma l'assessore competente non dovrebbe avere sempre in mente l'urgenza di tutelare ambiente e cittadini, ma non avrebbero dovuto accorgersene e sollevare la questione i consiglieri di minoranza???
Mah, che dire, ci ricordiamo bene no, con quanto fervore l'amministrazione precedente ha ostacolato il recepimento della norma (non la conosceva o ... non voleva?) che aveva modificato la depurazione da canone a servizio (quindi pagato solo se reso!).
Pure il Giudice di Pace, nella sua sentenza del 29 novembre 2014, che dichiarava fondato il rimborso, non era tenuto a specificare che la SIBA (prime CGA, poi Sagidep, poi Siba, ma sempre multinazionale VEOLIA!) andava condannata ai sensi dell'art.96 comma 3 del c.p.c. "proprio per le speciose argomentazioni volte a dimostrare principi giuridici infondati e fatti inesistenti, e caratterizzata da malafede". E non dimenticate che questi sono stati difesi dall'amministrazione Ceraolo e avevano minacciato sulla stampa di querelare me. Ma va?!
... Ecco, semplicemente ci risiamo: l'amministrazione sacilese non applica immediatamente la normativa perchè a qualcuno dà fastidio?!

Pordenone 04/03/2020

Oggetto: Adeguamento dei Regolamenti edilizi comunali al D.Lgs. 257/2016 - realizzazione punti di ricarica per auto elettriche

Con riferimento all'esposto delle SS.LL, qui pervenuto in data 30 gennaio 2020, concernente l'oggetto, si comunica che lo scrivente ha provveduto a rappresentare ai Sindaci della provincia l'importanza delle previsioni normative volte a favorire la diffusione della c.d. mobilità sostenibile, quale modalità di trasporto fortemente auspicata nell'ambito della più ampia esigenza di tutela della qualità dell'aria e della salute.

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Marzo 2020 18:23
 
L'incrocio che contribuisce all'aumento dei costi sociali PDF Stampa E-mail
Martedì 03 Marzo 2020 17:31

Uscita di via Pordenone sulla Pontebbana: l'incrocio a San Giovanni del Tempio che invita agli incidenti e che aumenta i costi sociali dell'incidentalità del Friuli Venezia Giulia.
Per l'intero tratto di viale S. Giovanni d. Tempio servirebbe poi un vero registratore di cassa...

Prendiamola così, visto che dal lato dell'idealismo non c'è nulla da sperare dopo anni di promesse. Prendiamola dal lato finanziario. Sapete a quanto ammontava il totale del costo sociale degli incidenti in FVG?
Il dato inconfutabile fornito dall'ISTAT per l'anno 2017 è di 339.248.583 Euro!
Sì, avete letto bene, quasi 340 MILIONI per il solo FVG.
E poi parliamo di costi elevati per mettere in sicurezza le strade???
Ma ci rendiamo conto che, se avessimo inziato almeno dagli anni '80 a riconoscere l'aumento esponenziale di traffico e relativo pericolo, avremmo potuto investire in modo onesto e ottimale risorse per prevenire proprio questi 340 milioni?

Ma non basta. Alla fonti di pericolo strutturali si aggiungano scelte estremamente superficiali e infauste, come quella appunto di un effetto a catena sulla viabilità di San Giovanni del Tempio.
L'elenco è lungo:
- La forte espansione edilizia lasciando strade e stradine così come erano negli anni '70 quando c'erano quattro case e tanti campi.

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Marzo 2020 20:37
 
Esposto al Prefetto sul mancato recepimento del DLgs257/16 PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Febbraio 2020 17:51

Avere rispetto delle Istituzioni porta purtroppo a meravigliarsi ogni qualvolta ci si accorge che gli obblighi di Legge restano tranquillamente inapplicati.
Così è stato anche a Sacile, ad es. per quanto riguardava l'adeguamento del sito comunale alla regole sulla trasparenza (finalmente promosso sei mesi dopo la segnalazione di SPS), per non parlare della gravissima ostinata resistenza al rimborso depurazione (che comunque ha lasciato centinaia di cittadini senza la dovuta restituzione) dove l'amministrazione sacilese precedente ha persino mentito al Prefetto dicendo che stava "approntando la lista degli aventi diritto", oppure del fatto che nessuno ci ha detto dove sono sparite le biciclette del progetto Pegaso. Ricordiamo anche, al contrario, che non c'è nemmeno rispetto per lo Statuto Comunale perchè si afferma la presenza dell'Ufficio del Difensore Civico che invece da ANNI non esiste; non sarà un grave atto di illegalità ma è grave per mancanza di correttezza amministrativo-politica.
Così, anche questa volta, dopo aver già segnalato mesi fa sulla stampa il mancato recepimento del DLgs257/2016 nel Regolamento Edilizio comunale, non resta purtroppo che scomodare il Prefetto:

AL PREFETTO di PORDENONE
Sacile, 30/01/2020
Oggetto: Adeguamento Regolamenti Edilizi comunali al DLgs 257/2016
Ill.mo sig. Prefetto,
Con la presente intendiamo esporre all’attenzione della S.V. quanto segue:
Considerato che
- il Dlgs 257/2016 modifica l'art 4 del Testo unico per l'edilizia introducendo l'obbligo ai fini del conseguimento del titolo abitativo edilizio della predisposizione per i nuovi edifici all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture eletttriche per la ricarica dei veicoli;
- dal 18 novembre 2017 i punti di ricarica devono essere conformati alle nuove specifiche tecniche relative ai punti di ricarica per i veicoli elettrici EN62196 2/3;

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Febbraio 2020 16:49
 
Sacile e l'offensiva della mobilità elettrica!!! PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Gennaio 2020 18:11

Gennaio 2020: dopo mesi di articoli su tutta la stampa locale e nazionale su una situazione di inquinamento ormai gravissima da Torino a Roma, vediamo lo stato di avanzamento a Sacile della mobiltà del futuro. Vediamo quale potente offensiva l'amministrazione sacilese sta opponendo ad un'aria dove nei mesi invernali si potrebbe indire una grande caccia al tesoro per scovare le particelle di ossigeno.
Ricordiamo innanzitutto la definitiva sepoltura dei Birò non solo nel nostro Comune ma in tutti quelli che non si erano opposti all'inutile acquisto voluto dall'allora amministrazione provinciale di centro destra di PN:

 

 

 

 

 

 

 

Ricordiamo anche la brevissima vita del "progetto Pegaso", cioè di quelle bici che avrebbero dovuto servire a cittadini e turisti (vedete, cari lettori, che nemmeno conoscevate più il nome?!). Un nostro pensiero va anche ai fondi persi per la mobilità sostenibile (come altri bandi andati persi....). Intoniamo il Requiem per il progetto NeMo. E mandiamo anche un pensiero a quel regolamento edilizio che ancora non ha ottemperato al DECRETO LEGISLATIVO del 16 dicembre 2016 n°257 (entrato in vigore il 14/01/2917).

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Gennaio 2020 18:17
 
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