Sacile Partecipata e Sostenibile

Notizie varie
Campa cavallo che l'erba cresce... PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Febbraio 2019 17:37

Si apprende dalla stampa locale che si è riacceso l'interesse per le sorti dell'ex Distretto Millitare, che si trova pressochè unanime consenso sul fatto di destinare gran parte ad usi abitativi alternativi e che ci sono professionisti sacilesi che lavoreranno gratuitamente ad una specie di concorso di idee. Bene.

Basta che non finisca come sempre.
Sì, perchè non è proprio che questo tipo di proposta qualcuno la venda come una "sua" scoperta o come una "sua" ideona d'oggi. Facendo così dimostra quanto poco sia realmente informato su quanto, o meglio su quanto poco, sia successo in questi anni, o meglio decenni:
- nel 2010 avevo dato fiducia all'apparente avvio di un percorso di "autocostruzione" con risultato ... nulla di fatto;
- nel 2012 avevo dato fiducia all'apparente avvio di un percorso di housing sociale con risultato ... nulla di fatto;
- nel 2012 avevo dato fiducia che con la bella relazione di Mauro Baioni sul quartiere ecologico di Vauban qualche amministratore avesse potuto essere contaminato in modo benefico, con risutato ... nulla di fatto;

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Febbraio 2019 14:00
 
Quale visione del sottopasso di viale Lacchin? PDF Stampa E-mail
Giovedì 27 Dicembre 2018 20:38

Visto che ad un tratto non occorrerà aspettare l'inaugurazione della Gronda est per avere il sottopasso al posto dell'attraversamento della ferrovia in viale Lacchin, rinnovo la richiesta che ci venga comunicato - vista anche già la cifra preventivata - quale sarà la scelta delle dimensioni del sottopasso.
Due sono le possibilità, come già detto, una che il sottopasso sia di ampiezza minima, una che invece prenda tutta la larghezza dell'attuale attraversamento. In questo secondo caso sorge subito la domanda: verrà chiusa via Bertolissi? E verrà chiusa via Libertà??? Come faranno tutte le auto e, soprattutto, le corriere???


Nel primo caso invece speriamo non si tratti dell'ennesimo budello che porta il nome "ciclopedonale" mentre poi le bici devi portarle a mano (i bersaglieri certo se le portavano in spalla... ma non gli anziani!) e dove nessun disabile potrà avventurarsi?

Ci sarà un accesso diretto ai binari soprastanti? Perchè ad oggi chi arriva da sud con le sbarre alzate può accedere tranquillamente ai treni.
Se invece il sottopasso fosse solo un tunnel senza scala verso i binari, i pendolari dovrebbero fare il giro fino all'entrata della stazione in piazzale Libertà.
Pochi minuti, si potrà dire, ma provate a fare il pendolare per anni/decenni: quei pochi minuti vi faranno comprensibilmente innervosire!

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2019 19:59
 
La bocciatura del sottopasso - niente di nuovo a sud PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Dicembre 2018 12:39

E così apprendiamo poco prima di Natale che il "sopralluogo" (spiegherò dopo perchè virgolettato) da parte di RFI ha dato come responso che si realizzerà SOLO il sottopassaggio ciclopedonale di Viale Lacchin.

Niente di nuovo a sud, si potrebbe dunque intitolare, perchè è esattamente quanto ci sentiamo dire da almeno dieci anni. Nello specifico da quando la prima amministrazione Ceraolo ha come unico punto focale di vitale interesse la Gronda est. Hanno solo tentennato, fiutato da che parte tirava l'aria e fatto finta per qualche settimana, per tarare bene quanto fosse nell'aria una eventuale rivolta della cittadinanza e quanto poteva valere come perdita di consenso.

Iniziamo ad analizzare:
1) Non stupisce più di tanto la scelta di RFI di realizzare solo il sottopasso di viale Lacchin: è perfettamente in linea con quanto si vede nel nostro paese in fatto di trasporti, e cioè opere faraoniche che costano infinitamente tempo e denaro. Non a caso in Italia un chilometro di alta velocità costa ben sei volte tanto un chilometro in Francia, Spagna e addirittura del supertecnologico Giappone, cioè 61 milioni da noi e sotto i dieci milioni negli Stati citati.
Infatti ho virgolettato "sopralluogo" perchè la delegazione tecnica di RFI manco si è recata sul posto per rendersi conto della realtà (che riprenderò dopo), ma si è accontentata di sedere in Municipio e discutere - facile da immaginare - più di tattica che di realtà costruttiva. Appurato probabilmente anche che l'amministrazione Spagnol non ha nessuna intenzione di fare pressione in qualsiasi forma (e se vuole un'amministrazione può eccome!) per insistere su ENTRAMBI i sottopassi, i vertici di RFI han potuto tranquillamente assestarsi sul vecchio: cioè realizzare SOLO il sottopasso di viale Lacchin.
Non stupisce. Dovrebbero magari spiegarci come mai Fontanfredda e Orsago hanno le loro due uscite a sud e Sacile, stazione forse più importante come numeri, invece no.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Dicembre 2018 18:18
 
No NEMO??? ahi ahi ahi PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Dicembre 2018 18:48

Sempre in tema di NON adesione: non mi pare ad oggi di aver sentito annunciare che Sacile ha aderito al progetto NeMo, il cui acronimo significa New Mobility e che è stato varato nel giugno del 2017 dalla regione FVG.

Il progetto è finanziato dal programma europeo Horizon 2020 e mira allo sviluppo della mobilità elettrica grazie ad una partnership pubblico-privato (cosa che non convince molto, ma si vedrà). Sarebbe stato particolarmente importante aderire per un Comune importante come Sacile, anche perchè proprio la regione FVG si candida in questo modo a provvedere alla sostituzione di una quota consistente di veicoli di proprietà degli Enti pubblici con mezzi elettrici.

Ma a Sacile nessuno per ora si è nemmeno preoccupato di adeguare il regolamento edilizio a quanto previsto dal DECRETO LEGISLATIVO del  16 dicembre 2016, n. 257.
Ma come, non era vincolante inserire entro il 31 dicembre 2017 nel regolamento edilizio la norma che vincola gli edifici sopra i 500 m2 e di nuova costruzione a predisporre l'allacciamento per la ricarica dei veicoli???
In questo sito la segnalazione è apparsa ben UN anno fa, ma a dicembre 2018 non si trova nel Regolamento edilizio di Sacile ... come mai?!

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Dicembre 2018 14:05
 
Sui DUE sottopassi...mettiamo le mani avanti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Dicembre 2018 20:24

Mettiamo le mani avanti su entrambi i sottopassi di Sacile: sia per il sottopasso interno alla stazione con il suo SEMPLICE PROLUNGAMENTO, sia per quello che si staglia in un lontano orizzonte in sostituzione delle sbarre di viale Lacchin.
Per il PRIMO le nuove tecniche costruttive permettono tempi più celeri sia per progettazione sia per rapidità operativa, maggior sicurezza di risultato e maggior economicità rispetto alle modalità di lavoro di quando se ne era parlato - pare - 30 anni fa (senza come al solito poi passare ai fatti...) e anche - cosa non da poco - minimizzazione dei rischi di cantiere.

Una delle tecniche oggi usate per rendere veloci le realizzazioni di nuovi sottopassi è quella dello “scatolare a spinta”, cioè il ricorso a monoliti in calcestruzzo prefabbricati spinti dentro lo scavo mediante martinetti oleodinamici previa realizzazione del sistema provvisorio di sostegno dei binari.
Si tratta inoltre di una soluzione di minimo impatto per la circolazione dei treni sovrastante. Si riduce al minimo indispensabile ogni tipo di interferenza con il traffico ferroviario e, contestualmente, si riducono pure i tempi di realizzazione degli interventi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per posizionare questo monolite si usa come struttura provvisoria di sostegno dei binari il “sistema Verona”: la struttura di sostegno provvisoria dei binari consente una velocità di transito dei treni di 80 Km/h durante le operazioni di infissione e traslazione con spinta oleodinamica di manufatti prefabbricati in cemento armato sotto la sede ferroviaria.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Febbraio 2019 09:39
 
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