Sacile Partecipata e Sostenibile

La storia finita del trasferimento della Collodi PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Maggio 2022 17:51

E così è sfumata la possibilità di trasferire dalla sede dell’Aporti in un nuovo edificio scolastico la scuola dell’infanzia Collodi. Questo avrebbe permesso ai bimbi di avere una struttura adeguata ai moderni standard ambientali ed educativi e, al tempo stesso, compattare le sedi del Pujati ricavando nuove aule nell’edificio già in parte occupato.
Peccato.
Già, un gran peccato, perché bastava leggere ed interpretare con attenzione le condizioni poste dalla Direzione INAIL relativamente al finanziamento per nuovi edifici scolastici, comprese “strutture che garantiscono lo svolgimento di attività dirette all’utilizzo esteso delle dotazioni scolastiche (quali, biblioteche, palestre, auditorium, spazi comuni di condivisione, laboratori ed altro)”.
Che sia chiaro: non è “colpa della burocrazia” come da un po' di tempo ci sentiamo dire da questa amministrazione, soprattutto quando si tratta di competenza di lavori pubblici, ma è colpa di madornali sviste.
In questo specifico caso nessuno si è accorto che la soglia minima per vedere approvato il progetto doveva essere quella di 3 milioni.

Ma andiamo per ordine per capire un po' meglio.
Ecco, cari lettori di SPS, come sempre i fatti:

Nel novembre 2019 la nostra amministrazione invia in regione alla Direzione centrale infrastrutture e territorio manifestazione di interesse per accedere al finanziamento dichiarando di avere nella piena disponibilità l’area sulla quale costruire la nuova scuola dell'infanzia per un importo stimato di X Euro.

Quando la regione riceve questo primo passaggio si rende conto che ci deve essere un errore e invita il nostro Comune a riscrivere l’atto con l’importo dei lavori corretto, in quanto in quello ricevuto non veniva indicato l’importo complessivo stimato dei lavori, venivano invece erroneamente indicate le spese a carico dell’Ente pari a solo euro 175.763.
Così la nuova manifestazione di interesse inviata poco dopo a dicembre 2019 riportava la voce che l’importo stimato dei lavori era di Euro 1.474.236.

Purtroppo questa volta nessuno si accorge che questa correzione non basta, perché anche in questo caso qualcosa non corrisponde ai requisiti INAIL. Tutto pare tranquillo e a fine gennaio 2020 la regione trasmette l’elenco approvato, nel quale compare di fatto anche Sacile con lavori per 1.460.000 Euro.
Peccato che:
La Legge 11 dicembre 2016, n. 232, aveva destinato 100 milioni per la realizzazione di nuove strutture scolastiche prevedendo che le Regioni dichiarassero la propria disponibilità ad aderire all’operazione. Così era stato e anche la regione FVG aveva aderito e inviato un primo elenco nel 2018.
La Corte Costituzionale però, ritenendo incostituzionale il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, aveva annullato l’intero procedimento.
Di seguito l’iter era stato completamente riavviato ed approvato con nuovo Decreto del CM, l’INAIL aveva dato il via libera alla nuova procedura e la regione aveva rifatto il bando ammettendo Sacile.

Al termine però dell’istruttoria l’INAIL aveva escluso Sacile (insiema a Caneva, Castions di Strada e Ruda) perché l’approfondimento di CASA ITALIA aveva citato una circolare che stabiliva che l’importo minimo per intervento avrebbe dovuto essere di 3 milioni, nonché che le spese progettuali erano da considerarsi comprese nell’importo fissato nel citato decreto.
Nessuna protesta formale avrebbe avuto esito perché quando la Regione aveva manifestato l’interesse a partecipare al programma aveva accettato l’insindacabile giudizio tecnico di INAIL in merito all’inserimento degli interventi nel programma di investimento.
A fronte di tale mancanza la risposta di CASA ITALIA alla regione FVG era stata molto chiara: si invitava infatti “codesto Ente a predisporre programmazioni regionali esaustive e rispettose delle regole ricordate, evitando di procedere per stralci su singoli progetti”.

Lapidaria dunque la comunicazione del 3 agosto 2020 della Direzione Centrale dell’INAIL in merito alle iniziative per la costruzione di nuovi edifici scolastici valutabili nei piani di investimento dell’INAIL e in riferimento alla note del 15 gennaio e del 3 giugno 2020, comunicava che le iniziative il cui valore era inferiore a tre milioni di euro non sarebbero state comprese nel programma d’investimento in oggetto, nel rispetto di quanto stabilito nell’Avviso per la raccolta di dichiarazioni di disponibilità del 10 gennaio 2017, come confermato dalla nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Casa Italia del 21 luglio.

Ora, che la colpa originaria sia principalmente della nostra regione non assolve le amministrazioni comunali così semplicemente, perchè come spesso accade si può essere comunque corresponsabili. Infatti, se magari qualcuno avesse letto e spulciato tutto con attenzione e gli fosse parso che qualcosa non andava, avrebbe potuto formalmente esporre i dubbi alla regione e magari questi due aspetti fondamentali del limite minimo di 3milioni (fissato antecedente alla dichiarazione di incostituzionalità e quindi di fatto “atto prodromico”) e delle spese progettuali (che andavano comprese nella spesa) si sarebbero chiariti.

Al diniego dell’INAIL, trasmesso dalla regione nel settembre 2020, l’amministrazione sacilese non ha potuto replicare nulla.

Diversamente invece hanno fatto a Ruda: qui hanno reagito perché avevano presentato domanda effettivamente per 3,8 milioni di euro. Hanno chiarito il malinteso con la regione (riguardava il procedere per stralci), il progetto è stato rivalutato e hanno ottenuto il contributo.
“L'area verrà ripensata nel suo complesso. Questo intervento permetterà di riqualificare la zona delle ex caserme e creare una fruibilità scolastica più baricentrica. Al Comune il compito di demolire le vecchie palazzine non più necessarie. Toccherà sempre a noi, con il supporto della Regione, procedere con tutti i livelli di progettazione per poi consegnare all’INAIL tutto il necessario per iniziare i lavori”, ha spiegato soddisfatto il Sindaco di Ruda.

Non così a Sacile.
A Sacile ci abbiamo messo ormai una pietra sopra.
Pure la storia di questa nuova scuola per i nostri bimbi è finita (ne trovate altre nella sezione del sito "Per non dimenticare").
Pure stavolta nessuno ce lo ha fatto sapere, nonostante lo avessi chiesto tramite stampa.

La nuova costruzione della Collodi non è andata oltre l’annuncio di Sindaco e assessore all’Istruzione e per l’ampliamento del Pujati avremo un nuovo consumo di suolo di un bel parco come inizialmente doveva essere quello del centro studi, un edificio super moderno totalmente diverso rispetto ai due esistenti e ancor più lontano dalla sede principale del Pujati e, probabilmente, un bel po' di anni da aspettare, visti i tempi per la nuova scuola di S.Odorico che doveva vedere i lavori già nel 2018.
Nel frattempo dislocheranno altre aule del Pujati chissà dove….vedremo a settembre tra quante sedi dovranno girare gli insegnanti del Pujati…o magari metteranno tutti in qualche bel container?!

PS: Cos' è stato: all'inizio dell'anno scolastico 2022/23 abbiamo appreso dalla stampa locale che gli alunni del Pujati prima andranno a finire alla Vittorino da Feltre e poi, durante l'anno, verranno spostati in moduli temporanei al centro studi. Dio salvi la scuola...

Ultimo aggiornamento Sabato 01 Ottobre 2022 09:40
 
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