Sacile Partecipata e Sostenibile

La storia finita della Mercury PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Marzo 2010 08:44

venerdì 1° agosto – annuncio “a sorpresa” della messa in liquidazione della Mercury Arredamenti, realtà industriale più importante del territorio di Caneva e marchio storico conosciuto in diversi mercati esteri. In questo giorno si ufficializza la richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Pordenone. Si punta a questa strada per evitare il fallimento anche perché (attraverso la stampa locale) si apprende che ci sia già un possibile acquirente: L’azienda infatti ha dato mandato a svolgere le trattative e l’eventuale iter giudiziario ad uno studio associato di consulenti di Treviso.

05/08/08 – incontro tra questi consulenti aziendali e le organizzazioni sindacali.

06/08/08 – i 130 dipendenti si riuniscono in assemblea e una delegazione si reca poi dal Sindaco di Caneva.

07/08/08 – viene convocato d’urgenza il Consiglio Comunale di Caneva per informare tutti i consiglieri, per esaminare la situazione che potrebbe crearsi per i dipendenti e le loro famiglie (che salgono a ca. 200 se si considera anche l’indotto) e per esprimere ufficialmente la solidarietà da parte dell’Ammninistrazione, nonché per eplicitare da subito l’intenzione di intervenire anche attraverso l’anticipo della casa integrazione, i tagli di tasse locali e il ricorso alla normativa regionale per il reinserimento lavorativo. Inoltre il Sindaco si impegna ad un percorso comune di rilancio dell’immagine dell’azienda.

08/08/08 – giornata decisiva perché il Tribunale di PN dovrebbe sciogliere la riserva. Il riserbo è ancora stretto, ma la stampa fa trapelare che la società interessata dovrebbe essere una società di Pieve di Soligo.

09/08/08 – Il mobilificio Move di Pieve di Soligo annuncia l'intenzione di acquisire l'azienda. Sempre che il tribunale di Pordenone, che non si è ancora pronunciato, accolga la richiesta di concordato preventivo per evitare il fallimento.  (Move spa è stata fondata a Pieve di Soligo nel 1954, fa capo alla famiglia di Gianni Della Betta. Opera nella produzione di mobili, nei settori arredo casa e nel contract internazionale, ed è tra i principali attori del mercato del design moderno italiano. Le due aziende sono fortemente sinergiche e complementari sui mercati di riferimento: il mobilificio veneto - realizza soprattuto camere - si rivolge in prevalenza al consumatore italiano, spagnolo, mediorientale e sudamericano, mentre Mercury vanta una presenza consolidata in Germania, Austria, Francia, Benelux e Russia.) «Il piano di rilancio di Mercury - aggiunge l'impresa - dovrà permettere all'azienda di mantenere la posizione nel mercato europeo attraverso una struttura capace di rispondere in tempi rapidi e con grande flessibilità alle richieste della grande distribuzione europea. Nell'ottica di mantenere la continuità operativa di Mercury si prevede quindi di arrivare a formulare una proposta nei tempi più brevi possibili». Una sorta di piano industriale che comprenda anche i numeri relativi all'occupazione.

25/08/08 – annuncio uffciciale della disponibilità all’acquisizione della Mercury da parte della Move. I dipendenti sono ancora in ferie e non si sa quanti potranno riprendere il lavoro lunedì 1° settembre.

01/09/08 – tutti i lavoratori rientrano ritrovandosi subito in assemblea alle 7.30: vengono informati che l’attività produttiva non sarà interrotta nemmeno un giorno per garantire i rapporti con i mercati di riferimento e con i fornitori. Tutti sono consci che non sarà escluso un alto numero di esuberi (tanto che nel frattempo una ventina di dipendenti ha trovato altro lavoro). Nella settimana seguente si parla di “passi avanti”. Si discute del futuro piano industriale e occupazionale, si confermano garanzie per una parte dei 110 addetti e la cassa integrazione per coloro che non potranno sin da subito essere reintegrati.

11/09/08 – si raggiunge l’accordo sindacale, il piano della Move prevede 40 assunzioni per la fase di rilancio produttivo. Ciò significa ben 70 esuberi. Ma l’iter giudiziario non è ancora concluso.

03/10/08 – In seguito alla richiesta di concordato deve essere ora nominato il commissario che avrà il compito di seguire le procedure per il passaggio da un’impresa all’altra e che dovrà autorizzare la cassa integrazione straordinaria. Il Sindacato è ottimista.

15/10/08 – dopo la mancata accettazione del concordato preventivo resta solo la via del fallimento; come primo passo il licenziamento.
La Move dichiara di essere ancora interessata a rilevare la Mercury.

18/10/08 – viene dichiarato il fallimento, nominato il curatore e fissata l’udienza per lo stato passivo a febbraio. “Almeno c’è una situazione chiara”, è il commento del Sindacato, “ma è stato perso molto tempo”. L’ammortizzatore sociale della cassa integrazione straordinaria, una volta concesso,  resterà attivo 12 mesi e al termine scatterà la mobilità.

27/10/08 – a Trieste si firma la richiesta di cigs per 98 lavoratori = cresce l’apprensione per la firma del contratto per l’affitto d’azienda tra la Move e il curatore fallimentare.

03/11/08 – si dissolve ogni speranza: alle 13.30 la Move annuncia ufficialmente di ritirarsi.

Nei giorni seguenti rimpallo di accuse tra la Mercury e la Move …. Ma questo non ci interessa più. Ci interessa invece vedere come le amministrazioni sono passate dalle dichiarazioni “sosterremo i lavoratori” … ai fatti, cioè all’anticipo della CIGS:

  1. CANEVA: 28/11/08 delibera di Giunta >> tra il 28/11 e il 1° dicembre convocazione dei 22 lavoratori per firmare la richiesta e fissare gli accordi individuali >> 4/12/08 il Sindaco firma convenzione INPS >> 5/12/08 redazione della determina per l’impegno di liquidazione >> 10/12/08 mandati di pagamento >> Questo significa che le famiglie hanno ricevuto il primo anticipo prima di NATALE.
  2. SACILE: 4/12/08 delibera di Giunta (il provvedimento interessa 4 lavoratori) >> 7/01/09 Sindaco firma convenzione INPS >> 14/01/09 mandati di pagamento >> Il RITARDO era stato segnalato nella interpellanza del consigliere Rossana Casadio al consiglio comunale del 23/12/08


luglio 2009 – purtroppo però non è finita … a metà luglio un articolo del Gazzettino riporta lo stato attuale delle famiglie: da circa cinque mesi i lavoratori non ricevono l’indennità della cassa integrazione straordinaria. “Siamo esasperati da questa situazione. Abbiamo chiesto spiegazioni. Ci era stato assicurato che i soldi sarebbero arrivati presto ma ancora non li abbiamo visti. Molte famiglie sono in affanno, perché hanno urgente bisogno di soldi per far fronte alle scadenze come le bollette o il mutuo casa.”

26 febbraio 2010 – La “Santarossa Group” ha ufficialmente depositato la sua offerta di acquisto della Mercury alla curatela fallimentare. Si apre finalmente uno spiraglio di speranza per coloro che in questi due anni non hanno più trovato altro lavoro. Sono infatti una cinquantina gli ex-lavoratori della Mercury ancora in cassa integrazione straordinaria. 30 verranno riassunti al riavvio dell’attività dopo il completamento dell’iter burocratico, cioè dell’udienza dal Giudice fallimentare del Tribunale di Pordenone. Non è difficile immaginare con quale stato d’animo le famiglie attendano la riapertura dei cancelli.

Nell'aprile 2010 si conclude la vicenda Mercury - La LegnoForm srl di Villanova di Prata ha acquisito l'immobile e gli impianti di produzione.

Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Novembre 2011 18:49
 
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