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Sacile e il Piano regionale per l'Aria PDF Stampa E-mail
Sabato 21 Gennaio 2012 21:08

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Finalmente, dopo 7 anni, cioè dopo l'approvazione dei suoi contenuti nel 2005 e della LR 16/2007, è operativo da gennaio 2012 il “Piano regionale di miglioramento della qualità dell'aria”.

Il documento è di 456 pagine e lo trovate linkato alla fine di questo articolo.

Con DGR 421/2005 in data 4 marzo 2005 l'allora Giunta regionale Illy aveva approvato i contenuti del “Piano d’azione per il contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico” ed aveva individuato le zone del territorio regionale nelle quali i livelli di uno o più inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme.
Queste zone sono state essenzialmente individuate per poter fronteggiare gli episodi acuti di inquinamento con misure da attuarsi nel breve periodo secondo le procedure che le Amministrazioni locali hanno individuato nei loro Piani d’Azione Comunali.
Questa la suddivisione:
Area triestina, corrispondente al il Comune Trieste
Area udinese, corrispondente al Comune di Udine
Area goriziana, corrispondente al comune di Gorizia
Area monfalconese, corrispondente al Comune di Monfalcone
Area pordenonese comprendente i Comuni di Pordenone Porcia e Cordenons (conurbamento = agglomerazione dal punto di vista esclusivamente dell'edificazione)

Si considera infatti critica la zona del “conurbamento” pordenonese in quanto presenta un numero notevole del massimo di superamenti stimati in un anno: Pordenone 56, Cordenons 49, Porcia 59.

Domanda: come mai nel 2005 non è stato compreso il Comune di Sacile data l'innegabile gravità del carico di inquinamento del nostro territorio, a maggior ragione dal momento che nel Piano stesso per Sacile vengono stimati 58 sforamenti (quindi nulla di inferiore ai tre Comuni citati)?

Gli inquinanti erano così gentili da scavalcare Sacile e Fontanafredda (dove non esiste nemmeno rilevazione) e riversarsi tutti da Porcia in poi? Avremmo potuto beneficiare degli stessi provvedimenti che negli anni hanno preso all'unisono i tre Comuni. Vabbè. Guardiamo avanti.

Questo Piano mantiene suddetta zonizzazione e stabilisce al par.4.1.3.3 Individuazione delle zone (pg. 360), che tra i Comuni identificati nelle “Zone di Risanamento”, ci sia anche Sacile, in quanto appartenente all'area del pordenonese, soggetta ad una climatologia avversa alla dispersione degli inquinanti, e nella quale i superamenti sono verosimilmente causati sia dalle emissioni locali che dall'intensità dei fenomeni di trasporto dal vicino Veneto.
In questo caso allora, è provato che la nostra situazione è molto critica e ci aspettiamo che l'Amministrazione rivedaal più presto il Piano di Azione Comunale di Sacile (revisione comunque richiesta dal presente Piano Regionale) e che al più presto anche per la nostra città valgano le decisioni prese per i comuni del conurbamento, anche se ufficialmente non ne è compreso.
Non si può infatti negare che il blocco dell traffico nei tre Comuni del conurbamento avrebbe maggior rilevanza con l'adesione di Fontanafredda e Sacile.
Non solo, non possiamo basarci solo sul numero di giorni di sforamento. tre giorni oltre i 50μm/m3 sono un conto, ma tre giorni oltre la soglia di 101micron sono di tutt'altra gravità, quindi richiedono misure che vanno ben oltre il “consiglio” di non usare la macchina e il divieto dei fuochi all'aperto.

E' innegabile infatti che la situazione nel nostro Comune sia ormai molto molto grave.
Non solo per il PM10.
La stessa soglia di 120microgrammi per m3 dell'Ozono, il cui sforamento non deve andare oltre i 25 giorni, vede collocarsi Sacile  nella fascia dei Comuni stimati tra 40 e 60 sforamenti l'anno.
Ma è solo una stima, perchè nella nostra città non è previsto lo strumento per la misurazione dell'Ozono. E gli effetti del superamento della soglia di ozono sono effetti molto gravi per la salute delle persone – ecco perchè sono ancora meno i giorni di sforamento concessi (35 per il PM10, 25 per l'Ozono).
L’ozono (O3) è infatti un forte ossidante fotochimico, nocivo per la salute umana, le coltivazioni, la vegetazione ed i materiali. Si tratta di un gas, ovviamente non percepibile dall'uomo, che non viene emesso direttamente, ma si forma ai livelli più bassi dell’atmosfera per reazione dell’ossigeno (O2) con composti organici volatili (VOC), tra cui il benzene e ossidi di azoto (NOx), in presenza di radiazione solare.
E pensate che in Regione, purtroppo, il Piano afferma che “i limiti previsti dalla legge per questi valori risultano disattesi. Spesso si osservano, soprattutto ai margini delle aree urbane, superamenti dei limiti previsti per la soglia di informazione e, alle volte, per la soglia di allarme”.

C'è da preoccuparsi abbastanza. Ma non è finita.

SPS sta tenendo conto ogni mese dei dati giornalieri e sta segnalando da tempo, che al fine settimana e in periodi festivi la comunicazione dei valori è sempre sospesa. Così i dati arrivano 3 - 4 giorni dopo.
Ovvio, la centralina di rilevazione non è collegata direttamente alla centrale dell'ARPA (siamo nel 2012!!!), la lettura viene fatta da un operatore in carne ed ossa.
Non corrisponde quindi al vero quanto affermato sia nel sito dell'ARPA sia in questo stesso Piano, cioè che “Le stazioni fisse di monitoraggio sono configurate nella Rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria gestita da ARPA FVG, i cui dati sono consultabili giornalmente alla pagina web dedicata sul sito dell’ARPA”.
La misurazione viene effettuata per mezzo di “radielli, formati da una superficie diffusiva trasparente alle molecole gassose ed una superficie adsorbente. Nel caso dei radielli a geometria cilindrica le superfici diffusiva ed adsorbente sono coassiali: una estesa superficie diffusiva fronteggia a distanza costante la superficie di una piccola cartuccia concentrica. I radielli devono essere protetti dalle intemperie e per questo vengono posizionati all’interno di un apposito box”. A Sacile la centralina si trova in Via Don Milani.

Torniamo al nostro più familiare PM10:
Per quanto riguarda le particelle sospese con diametro inferiore ai 10 micron (PM10) i dati mostrano in Regione "una situazione da tenere sotto controllo". In particolare si osserva in che è rilevante “il contributo delle altre regioni d'Italia sulla concentrazione media delle PM10 in Friuli Venezia Giulia: le concentrazioni di PM10 nella zona occidentale della nostra Regione sono sostanzialmente legate alle emissioni prodotte dalle altre regioni (si arriva all'80% al confine con il Veneto)” – quindi.... Sacile dovrebbe essere ancor più controllata di Pordenone!

“I principali inquinanti possono avere origine naturale o derivare da attività antropiche e sono classificati come primari o secondari.
Gli inquinanti primari sono sostanze prodotte direttamente da un processo, ad esempio da un’eruzione vulcanica o dallo scarico di un veicolo a motore.
Gli inquinanti secondari non vengono emessi direttamente ma si formano in atmosfera a seguito di reazioni o interazioni degli inquinanti primari.
Tra gli inquinanti primari prodotti dalle attività umane sono compresi gli ossidi di zolfo, azoto e carbonio, composti organici come gli idrocarburi, materiale particolato, ossidi metallici. Inquinanti secondari sono alcuni composti originati da inquinanti primari allo stato gassoso nel fenomeno dello smog fotochimico, quali ad esempio il biossido di azoto, l’ozono ed il perossiacetilnitrato.
Il materiale particolato (PM, particulate matter, misurato come concentrazioni di PM10 o PM2.5, ossia aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 e 2.5 μm rispettivamente) può essere emesso in atmosfera direttamente o formarsi indirettamente da precursori gassosi quali ossidi di zolfo (SO2) ed azoto (NOx) ed ammoniaca (NH3).
Gli inquinanti che presentano concentrazioni elevate in prossimità delle fonti di emissione sono il biossido di zolfo (SO2), il monossido di carbonio (CO), gli ossidi di azoto (NOx) ed il benzene, provenienti soprattutto da traffico ed impianti industriali. Altri inquinanti generalmente sono presenti su una più vasta scala in quanto si formano e trasformano durante il trasporto in atmosfera: l’ozono, le piogge acide ed il particolato secondario rientrano in questa categoria.”

Le concentrazioni risultanti degli inquinanti variano sensibilmente in dipendenza dal tipo di sostanza, dal luogo e dal tempo. Oltre che della distribuzione ed intensità delle sorgenti, esse sono il risultato dei complessi fattori.
Infatti, dimentichiamo spesso che la cosa più grave è che non solo sono da sommarsi uno ad uno, ma che si ri-compongono a vicenda: molte fra le sostanze emesse in aria (inquinanti primari) entrano infatti in complesse catene di reazioni che portano alla formazione di nuove specie chimiche (dette inquinanti secondari), reazioni in alcuni casi catalizzate dalla radiazione solare e/o condizionate da altri parametri meteorologici (temperatura, umidità), nonché dall’interazione di vari inquinanti fra loro.

A ciò si aggiunge che la gravità possiamo solo immaginarcela perchè solo pochi inquinanti vengono rilevati e non in modo uguale da tutte le centraline posizionate in regione.
Come è il caso ad es. del PM2.5, di dimensioni minori e quindi ancor più pericoloso del PM10.
“Con l'acronimo PM2.5 si indica l'aerosol caratterizzato da un diametro aerologico minore o uguale a 2.5 micron. Questa tipologia di aerosol, a causa delle sue ridotte dimensioni aerologiche, riesce a penetrare in profondità all'interno dell'apparato respiratorio e pertanto rappresenta un rischio potenzialmente maggiore delle PM10 (che comunque comprendono, per definizione, anche la componente PM2.5). Per questo motivo la Direttiva Europea 2008/50/CE stabilisce un limite alla concentrazione media annuale di PM2.5 in 25µg/m3  (valore limite) da raggiungersi entro il primo gennaio del 2015."
Purtroppo attualmente non esistono nella rete regionale di monitoraggio della qualità dell'aria della stazioni che misurino questo tipo di inquinante. Questo tipo di misura verrà attivato (si afferma in questo Piano) a seguito della riorganizzazione della rete di monitoraggio attualmente in corso, vista l'importanza di questo tipo di inquinante.
Infatti nel Piano si ravvede "l’opportunità che venga previsto un monitoraggio sistematico del parametro PM2,5 per il quale le direttive comunitarie fissano valori limite di protezione della salute umana. Le polveri con diametro inferiore a 2,5μm (PM2,5) che costituiscono mediamente l’80% del PM10 hanno un notevole interesse dal punto di vista tossicologico in quanto possiedono la caratteristica di essere respirabili, cioè di entrare nelle vie respiratorie raggiungendo gli alveoli polmonari. E’ pertanto evidente la necessità che se ne preveda un idoneo controllo, con particolare riferimento agli ambiti urbani".

N.B. La ricaduta del PM2.5 potenzia la sua gravità più scende l'età: le stime ufficiali dicono che le malattie correlate all'ambiente colpiscono maggiormente i bambini, in particolare sotto i cinque anni e ancor peggio sotto 1 anno, in quanto un bimbo respira due volte in più di un adulto e possiede una superficie cutanea estremamente permeabile.

Per quanto riguarda il benzene, su richiesta del Comune di Sacile il Dipartimento provinciale di Pordenone dell’ARPA ha condotto nel 2006 e nel 2008 due campagne di rilevamento della qualità dell’aria con campionatori passivi relativa alla valutazione delle concentrazioni di composti organici volatili.
Dall’indagine è emerso come le concentrazioni di benzene siano sempre inferiori ai limiti previsti dalla legge.

MA - attenzione: Stabilire una "soglia" di nocività, espressa come sappiamo in tot. microgrammi al metro cubo, non significa che fino a questa soglia non vi sia alcun pericolo. Se consideriamo ad es. la soglia stabilita dall'Italia di 50µg/m3 per il PM10 possiamo già da considerarla "tossica" in quanto l'Organizzazione Mondiale della Sanità indica come limite accettabile per il PM10 20µg/m3.

E che dire poi del fatto che Sacile, a differenza di Pordenone, si trova sotto la rotta degli aerei della Base di Aviano?!
Il Piano lo spiega bene (anche se ovviamente non in riferimento ad Aviano):
“Le emissioni aeree stimate tramite l’algoritmo degli aeroporti sono legate ai processi di combustione che si svolgono solamente durante il ciclo LTO. Un ciclo LTO è suddiviso in cinque fasi:
- Approach: misurato dal momento in cui l’aereo entra nella “zona di mescolamento” al momento dell’atterraggio;
- Taxi/idle in: tempo trascorso dopo l’atterraggio fino a quando l’aereo viene parcheggiato e i motori vengono spenti;
- Taxi/idle out: periodo che intercorre tra l’avvio del motore e il decollo;
- Take off: corrisponde alla fase di regolazione finche l’aereo raggiunge i 150-300 m. di quota;
Climb out: periodo successivo al decollo che termina quando l’aereo supera la zona di mescolamento.”

Beh, con la lettura di queste 5 fasi già ci viene senza troppe difficoltà un'idea di quale sia la quantità di emissioni.......!

Se alla situazione già compromessa aggiungiamo le caratteristiche della nostra zona, con la sua propensione al ristagno atmosferico e il futuro previsto per l'intero FVG, per la quale ci sono molte indicazioni sul fatto che il clima si stia spostando dalla classificazione di “temperato umido” a quella di “temperato asciutto”, davvero ci si chiede come fa la politica ad essere così ... inetta.

Alla fine del Piano ci viene ricordato che “la nuova legislazione sulla qualità dell’aria a livello europeo (come descritto ampiamente nel capitolo 5), pone una crescente attenzione verso la pianificazione di lungo termine oltre che verso la sola prevenzione degli episodi acuti di inquinamento”.

Speriamo, una volta tanto, che anche i nostri amministratori si dimostrino convinti della gravità e decisi finalmente a tutelare la salute sopra ogni altro interesse.
Da pagina 425 in poi si trovano tutte le "Misure" - divise in tre categorie:
• misure riguardanti il settore dei trasporti,
• misure riguardanti il settore dell’energia,
• misure riguardanti la comunicazione, la gestione del Piano e le attività conoscitive dello stato della qualità dell’aria.

non c'è che la scelta.......!

Scarica il documento completo da qui: http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/AT9/ARG24/FOGLIA1/

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Marzo 2012 13:19
 
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