Sacile Partecipata e Sostenibile

La Carinzia (559.000 abitanti) possiede da dieci anni una rete capillare di oltre 100 “First Responder” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Settembre 2010 22:17

img01La regione della Carinzia, come tutta l’Austria, si basa su una efficientissima struttura di Pronto Soccorso, gestita interamente (dall’elisoccorso alla guardia medica) da un'unica centrale e basata sul principio di una capillare rete di diversi soggetti collegati tra loro ma messi in condizione di intervenire autonomamente. Uno di questi, quello che opera individualmente, è la figura del cosiddetto First Responder.

Un First Responder è un volontario già formato nel Pronto Soccorso (120 ore di teoria e 160 di pratica).

Ogni First Responder riesce ad intervenire nel giro di pochissimi minuti dalla chiamata di aiuto, perché opera all’interno del raggio del suo comune di residenza.

 Viene allertato dalla centrale unica per tutta la Carinzia che si trova a Klagenfurt e risponde al numero del 144. Si reca immediatamente nel luogo indicato con il proprio mezzo.

Viene allertato contemporaneamente ai mezzi di Pronto Soccorso, ma il suo scopo è quello di arrivare prima, grazie alla vicinanza. In questo modo il First Responder può costituire una maggior garanzia di salvare una vita.

Spesso i First Responder sono impegnati sia nel Pronto Soccorso sia come pompieri volontari.    

Ogni First Responder è munito di uno speciale zainetto contenente l’occorrente per intervenire con immediatezza entro i primi dieci minuti dalla segnalazione, compreso ossigeno e defibrillatore.

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Inoltre nei paesi della Mittel- e del Nordeuropa si crede e si investe nella diffusione dei defibrillatori nei luoghi più frequentati, come aereoporti, scuole, impianti sportivi, centri commerciali, municipi, ecc. perché si può salvare una vita umana se si arriva in tempo nei primi cinque - massimo dieci - minuti.

Un defibrillatore permette di non commettere errori, perché la scarica di elettroshock si attiva solamente se lapparecchio ha effettivamente constatato che serve al paziente.

Tutto è descritto tramite immagini così efficamente che anche un ragazzino di 12 anni, dopo un semplice filmato, può mettere in funzione il defibrillatore.

Gli elettrodi vengono fissati al torace del paziente esattamente come nell'immagine. L'apparecchio analizza immediatamente il ritmo cardiaco e decide autonomamente, tramite il software interno, se sia il caso di azionare gli impulsi elettrici. Al tempo stesso comunica esattamente a chi presta soccorso ogni mossa da seguire. Se non vengono rilevate anomalie cardiache non partono le scosse.

Un defibrillatore costa da 500 fino al massimo 2000 Euro. Si vuole arrivare alla diffusione dei defibrillatori esattamente come degli estintori. (Quindi ... hai voglia in Italia!!!) 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Settembre 2010 22:47
 
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