Sacile Partecipata e Sostenibile

Biciclette, Birò e …… ruspe PDF Stampa E-mail
Martedì 27 Luglio 2010 08:20

Mentre a metà luglio a Pordenone sono già 560 i chilometri “ecologici” percorsi dagli utenti delle cosiddette BIRO’ e a San Vito verranno messe in strada prima della fine del mese, a Sacile le virtuose quattroruote presentate a maggio dal Sindaco Ceraolo sono ferme nel garage comunale.
Non c’è da stupirsi. Si tratta della stessa sorte capitata alle 12 biciclette del progetto Pegaso legate all’apertura/chiusura dell’ufficio Turismo e, ancor prima, alla quarantina di vecchie bici del progetto destinato al recupero presso il Centro Giovani Zanca, promosso dall’Associazione Aruotalibera durante il mandato dell’Amministrazione Cappuzzo. Il motivo è semplice: Le idee e le competenze le mettono le associazioni, quando poi è il momento della politica, tutto si ferma. L’assessore di turno emana il comunicato stampa (che di solito gli viene scritto dal responsabile tecnico del progetto), porta in Giunta il finanziamento (con il prospetto preparato sempre dal responsabile) e poi lascia che le cose vadano da sè.
Il progetto infatti procede grazie alla serietà dell’associazione e del responsabile di turno, finchè non si presenta il momento in cui l’Amministrazione avrebbe da tempo dovuto fare il suo lavoro, cioè aver pronta la modalità di gestione.
Così è stato ad esempio per il progetto di recupero delle 40 biciclette, alcune delle quali erano già pronte nel febbraio del 2009 grazie all’appassionato “meccanico” che (nonstante vari disguidi, trasferimenti e furti dell’attrezzatura) aveva insegnato ai ragazzi come smontare una bici malandata pezzo per pezzo, aggiustarla e riverniciarla. Alla fine le biciclette alle quali i ragazzi avevano lavorato con tanto impegno sembravano nuove, colorate in bianco e rosso e con la scritta Comune di Sacile.
Peccato che il compito dell’Associazione Aruotalibera e del Centro Giovani Zanca finiva lì. Il resto avrebbe dovuto farlo l’Amministrazione …. e avrebbe dovuto farlo prima che fossero pronte le bici. Avrebbe dovuto pensare (con ben due anni di tempo!) all’organizzazione, a come e dove predisporre i punti di parcheggio, alle modalità di utilizzo, all’assicurazione, ecc.
Invece - nulla.
A parte l’annuncio che sarebbero state presentate alla Sagra Primaverile.
Rimasto tale.
Nemmeno colta l’occasione come pubblicità pre-elettorale.
Le bici “recuperate” giacciono addormentate.
Che delusione per promotori della bella iniziativa e per i ragazzi che si erano lasciati coinvolgere; che occasione persa per incentivare la mobilità alternativa nella nostra città.

Potrebbe essere per lo stesso motivo che oltre alle 40 biciclette del progetto recupero oggi sono ferme anche le 4 Birò: tutti troppo occupati con le loro rispettive Varianti. Infatti le ruspe a Sacile non si addormentano mai!

 
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