Sacile Partecipata e Sostenibile

caso dott. Vendramin: certezze e interrogativi PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Luglio 2020 09:00

Nel caso del giovane dott. Nicola Vendramin, "reo" di aver espresso la sua opinione rispetto ad una eventuale sostituzione del reparto RSA di Sacile con un reparto Covid, le certezze sono quelle del Direttore generale dell'Asfo, Joseph Polimeni, come riportate sulla stampa locale e gli interrogativi sono i miei:

Il DG afferma che non si tratta di un licenziamento bensì del NON rinnovo del contratto a questo giovane medico perchè tanto è un libero professionista.
Beh, chissà quanti sono i giovani medici che invece di vedersi costretti a rincorrere contratti a tempo determinato un pò qua e un pò là vorrebbbero vedersi assunti dalla Sanità Pubblica con un contratto a tempo indeterminato.... Chissà quanti giovani medici, infermieri e OSS vorrebbero poter stare tranquilli per costruirsi un futuro e non avere il batticuore perchè tre giorni prima della scadenza del loro contratto a termine non sanno se verrà rinnovato. Non dimenticate che una volta tutto questo non c'era, in Ospedale trovavi il personale ospedaliero che faceva il suo lavoro fino alla pensione e basta. A questa precarietà ci hanno portato negli anni e ora, pare, che questa precarietà la devi anche conservare con il silenzio???

Il DG afferma che esprimendo pubblicamente la sua opinione il giovane medico "ha violato le direttive impartite lo scorso 11 febbraio a tutti i collaboratori con specifica disposizione di preventiva informazione alla DG rispetto alle comunicazioni esterne".
Beh, ma una Direzione Generale può permettersi di violare il principio sacrosanto della nostra Costituzione, cioè l'art. 21 che recita "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione"? Avevo sentito di questa circolare, ma ora il DG lo ammette pubblicamente. Non è gravissimo?

Non so voi, cari lettori, ma io rabbrividisco di fronte a questa affermazione di una Direzione Generale PUBBLICA, pagata da noi cittadini tutti, che si permette di ordinare di tenere la bocca chiusa. E di fatto con questo caso oggi vediamo le conseguenze.
Certamente se si trattasse di segnalazioni tecniche, tipo la sottrazione di medicinali, timbrare un cartellino e poi andarsene (come sappiam bene già successo!), segnalare un macchinario obsoleto, ecc. questo andrebbe riferito al DG e non alla stampa, ma ... un'opinione?! Opinione, quella che la chiusura della RSA avrebbe congestionato Pordenone, oltretutto stramotivata perchè sappiam bene che DA ANNI ogni inverno in Medicina a PN è il chaos per mancanza di posti letto! Ricordate la famosa "commissione dei 20 saggi" istituita nel novembre 2019 quando certamente i problemi non erano del Covid.

Il DG afferma poi relativamente all'incontro avuto con i Sindacati che non ci sta ai "diktat".
Beh, la circolare che impone bocche cucite ai dipendenti, imposizione che per chi è precario suona ancor più minacciosa, non è un palese "diktat"? Non so quanti di voi, cari lettori, siate dipendenti in amministrazioni pubbliche, e non so quanti di voi abbiano avuto sentore di una qualche forma di repressione, ma io credo che questo modo di procedere, ovviamente grave nel pubblico quanto nel privato (dove però sappiam bene che da sempre serpeggia) vada IMMEDIATAMENTE verificato, denunciato, condannato ed estirpato. Ma i Sindacati sapevano di questa circolare dell'11 febbraio?!

Il DG afferma che le dichiarazioni del giovane medico hanno leso l'immagine dell'Asfo.
Beh, l'immagine della Sanità Pubblica, a mio parere, viene lesa invece da chi adotta sistemi impositivi e da chi in questi anni ci ha promesso un sacco di migliorie che poi immancabilmente non si sono verificate (ne avete testimonianza in tanti articoli di questo sito). Purtroppo in particolare proprio relativamente alla popolazione sempre più anziana.

Il DG afferma che la dichiarazione del giovane medico non è veritiera perchè riguardo alla RSA di Sacile si inrendeva solo una "riorganizzazione".
Beh, di questi temrini eleganti in questi anni ne abbiamo abbastanza. Termini come "riorganizzazione", "ristrutturazione", "revisione di", "riconversione", "razionalizzazione", ecc. si son poi sempre tradotti nella chiusura o eliminazione di questo o quel servizio. Sottolineare la scelta di un termine diverso pare più il solito arrampicarsi sugli specchi da parte dei vari dirigenti che non una chiara risposta alle sorti della RSA di Sacile (come la questione del PPI ancora chiuso a Maniago).

Ecco dunque perchè oggi davanti all'ex ospedale di Sacilel alcuni semplici cittadini hanno voluto testimoniare solidarietà al giovane dott. Nicola Vendramin. Giovani medici, infermieri e OSS (così come i ricercatori) che ogni tot mesi iniziano a stare in ansia se lavoreranno ancora e DOVE. Giovani operatori della Sanità Pubblica che vagano per i vari reparti e i vari ospedali, che non fanno a tempo a prender bene in mano la situazione perchè è già ora di spostarsi. E tutto questo forse non si riflette sui pazienti fragili???

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Luglio 2020 21:48
 
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