Esternalizzazione dei PPI di Sacile e Maniago Stampa
Mercoledì 02 Giugno 2021 08:49

Se fosse cosa certa l'annuncio che il PPI di Sacile verrà esternalizzato a tempo indeterminato ci pare davvero gravissimo.
Poco ci interessa e di certo non ci stupiamo che siano già parole al vento quelle dell'assessore alla Salute, Riccardi, che solo poche settimane fa aveva motivato il suo diniego ad assicurare alle popolazioni di Gemona e Cividale e delle rispettive valli un presidio minimo di Pronto soccorso e di Medicina interna dicendo che questa cosa così complicata non poteva essere liquidata con un emendamento alla legge Omnibus e che comunque la materia sarebbe “stata affrontata solo dopo la revisione del decreto ministeriale 70, ovvero la normativa statale che fissa gli standard ospedalieri".
Quello che ci chiediamo innanzitutto è con quale coscienza politici, amministratori e dirigenti, pagati con i nostri soldi e rappresentanti teoricamente del Bene Pubblico possano far passare una tale scelta come un cambiamento innovativo o addirittura come “esternalizzazione intelligente” l'ennesimo pezzo di Sanità Pubblica che si perde.
Affidamento per sempre di personale e mezzi destinati al settore più delicato come l'Emergenza ad esterni?
Sarà una procedura meramente burocratica, nulla si saprà delle persone che poi arriveranno, perchè non si tratta di un concorso, non vengono selezionate delle persone. Si tratta di una gara di affidamento in cui si esaminano solo.... le carte....
Sperando poi che vada tutto bene proceduralmente. Quante volte da decenni abbiamo sentito parlare di procedure di affidamento bloccate magari solo per un vizio di forma? Quante volta ci son stati ritardi di lunghi periodi per ricorsi? Peggio ancora, quante volte sono scattate indagini per affidamenti risultati poi illeciti?
Significherà che intanto resteremo con i PPI chiusi?
Ma non solo.
Siamo sicuri che negli anni troveremo sempre un sufficiente numero di soggetti che parteciperanno ai bandi? Con l'allargarsi del meccanismo della esternalizzazione potrebbe succedere che si va da chi offre di più, perciò ci si si troverebbero costretti ad aumentare la spesa per l'affidamento per non ritrovarsi con zero partecipanti. Ma che importa, saranno sempre soldi di noi contribuenti, di certo non verranno decurtati gli stipendi dei dirigenti.
Siamo sicuri che il personale, anche se qualificato, non dovrà tacere per la risaputa ricattabilità di chi non è realmente tutelato quanto un operatore stabile della Sanità?
Si dice che la qualità del lavoro svolto dipende in parte anche con i legami che si hanno con il territorio e la sua gente. In questo caso così delicato non importa? Una squadra che deve lavorare nella miglior sintonia possibile con il Pronto Soccorso di Pordenone cambierà ogni 3 anni?

E, guarda caso, come la mettiamo con quanto scritto nero su bianco proprio nel Piano per l'Emergenza/Urgenza del FVG deliberato nel 2015? Sì, proprio quella delibera cui fa costante riferimento L'ass. Riccardi.

 

 

 

 

 

O forse "aggiornare" questo Piano significherà appunto ... ancora tagliare?

Una gran brutta storia che dimostra ancora una volta o che chi ci governa sapeva e non diceva, oppure che ignorava totalmente la situazione che di lì a poco avrebbe portato a questa scelta.
Sì perchè meno di quattro anni fa, nel settembre 2017, a Sacile l'AAS 5 comunicava sulla stampa di aver dovuto affidare a una gara negoziata i PPI di Sacile e di Maniago. Ah ma non ci dovevamo preoccupare perchè sarebbe stata solo “solo una soluzione temporanea, in attesa del concorso dei primi di novembre”, solo per tre mesi, dal 16 ottobre e per soli 104mila Euro.
Eh già.
Poi nel gennaio 2021 si dissolvono definitivamente le scuse dietro parole come temporaneo, vedremo, intanto, no ma solo per il Covid, ecc ecc. Ci comunicano stavolta inequivocabilmente che ci sarà un maxi bando da quasi sette milioni e mezzo per tre anni per gestire l'emergenza a Maniago e a Sacile, Tutto il servizio sarà esternalizzato entro l'anno: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, ambulanze e autisti.
L'Asfo poteva così “recuperare personale per destinarlo ad altre funzioni”.
Ma va?! Assumere, no?
L'Asfo si sarebbe poi impegnata per  “una costante e puntuale attività di monitoraggio sulla qualità ed efficienza dei servizi esternalizzati”.
Ma va?! Dobbiamo ringraziare per l'ovvio?

Di certo finalmente la dotazione di tre persone di equipaggio sui mezzi di emergenza garantirà maggior sicurezza, ma anche questa scelta speriamo sia fatta con nuove assunzioni e non recuperando personale con esternalizzazioni.

Non ci lasceremo intimorire dalla celata minaccia che sta nel tono apparentemente di buon padre preoccupato dell'ass. Riccardi quando afferma che “la strenua difesa di presidi che non hanno le condizioni per garantire risposte adeguate alle persone rischiano di diventare invece un elemento di insicurezza”. L'assessore lo afferma come se fosse una condizione naturale, come se un giorno fosse arrivato dentro gli ex Pronto Soccorso di Sacile e Maniago un cataclisma a cambiarne le sorti.
No, sono stati i nostri politici, amministratori e dirigenti da Fasola ad oggi!
Se ora la gente si riversa ad intasare Pordenone è conseguenza delle loro scelte.
E se ora l'ass. Riccardi scopre l'acqua calda e afferma che dove non ci sono risposte adeguate non c'è sicurezza non possiamo che ... concordare.

Infatti, egr. assessore, è proprio questo che ci preoccupa e che prevediamo, perchè le condizioni per garantire sicurezza non le vediamo proprio in questa scelta.

I nostri amministratori che dicono??? Nulla come l'altra volta???

PS: purtroppo 4 mesi dopo questo articolo esattamente la situazione sopra paventata per i pericoli degli appalti sul PPI si è verificata abbattendosi come una scure sulla RSA di Sacile: chiusa e pazienti trasferiti dal primo ottobre per un problema tra la coop vincitrice di appalto (Consorzio blu di Bologna) e retribuzioni del personale.

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Novembre 2021 18:06
 
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