Sacile Partecipata e Sostenibile

I dubbi fondati sulle conferme: il miracolo mancato dei Velo OK PDF Stampa E-mail
Lunedì 27 Luglio 2015 12:48

Ad ogni annuncio dei vari Assessori sacilesi ci sorgono purtroppo diversi dubbi.
Innanzitutto per il contenuto degli annunci: non solo perchè paiono scoprire quel che si definisce "l'acqua calda", ma - ben più grave - perchè pare proprio che non sappiano nulla dei problemi in questione (nemmeno allora avendo letto le numerose segnalazioni sulla stampa), o che non sappiano cosa avevano promesso i loro predecessori nella prima amministrazione Ceraolo, o che non sappiano più cosa avevano promesso loro stessi, o che scoprano cose esistenti da anni, o che facciano semplicemente gli ignari innocenti. Lasciamo come sempre ai nostri lettori scegliere il motivo che preferiscono, ma resta il fatto che in qualsiasi caso è GRAVE per chi accetta di mettersi in gioco per amministrare al meglio una città e un territorio; resta il fatto che questo atteggiamento provoca forti ritardi e induce a ricominciare sempre tutto da zero; resta il fatto che questa totale "tabula rasa" (magari anche solo apparente) di conoscenze NON può certo indurre ad essere fiduciosi sul buon esito di quanto annunciano di mettere in campo; resta il fatto che i fatti già troppo spesso a Sacile hanno smentito e continuano a smentire molte scelte.
Gli amministratori "scoprono" che nel nostro territorio comunale ci son troppi incidenti con feriti "grazie" al progetto Mitris....... che SPS ha citato più volte, che esisteva già ai tempi dell'assessore regionale Kosic, che in tutti questi anni non ha sortito evidentemente l'effetto allora promesso perchè non facilmente consultabile e perchè i Comuni non lo hanno usato per informare annualmente i cittadini sull'andamento dell'incidentalità. Proprio come a Sacile. Quindi i nostri amministratori "scoprono" anche il 30 all'ora, ma non hanno potuto partecipare al bando regionale perchè totalmente impreparati. Infine, come provvedimento per la sicurezza stradale, annunciano nuovi acquisti di velo OK.
Iniziamo proprio da questo:

1) Prendiamo come esempio la recente "scoperta" di metà luglio 2015 che in via Flangini il Velo OK ha perso tutta la sua capacità di deterrenza per la velocità. Finito il potere taumaturgico delle costose colonnine di latta arancioni con due adesivi.
Ma va?!

E potrebbe finire qui. Invece no: tre giorni prima avevamo appena letto che l'amministrazione intende acquistare ulteriori colonnine miracolose.
Ma va?! Dove sta la connessione logica?

Ma ancora non basta:

Aggiungiamo a questa inutile spesa il problema che si è affacciato in queste settimane con la sentenza della Corte Costituzionele pubblicata in G. U. del 24/06/2015 che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada), nella parte in cui NON prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità (leggi telelaser) siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.

Di fatto le associazioni dei consumatori stanno già predisponendo mudoli scaricabili on line per chiedere l'annullamento di migliaia e migliaia di multe in quei Comuni (praticamente nessuno) che non abbiano unitamente al verbale l'indicazione della data della periodica manutenzione e taratura degli strumenti di rilevazione della velocità.
Sagra di ricorsi da parte degli automobilisti che hanno conservato le multe.....
Quindi, non solo colonnine vuote, ma telelaser che devono restare ciechi e muti fino a che non saranno stati revisionati e tarati, a spese del Comune e con tempi biblici, da quei pochi (pare solo TRE) centri nazionali abilitati.
Non sono compresi solo gli apparecchi "automatici" (cioè quelli che permettono la lettura "in remoto", ben pochi: 6 in tutta la provincia di PN) che già danno la garanzia richiesta. Sono invece da mettere in quarantena la maggior parte dei telelaser, perchè la sentenza va a sanzionare quelli “presidiati”, quelli cioè “impiegati sotto il controllo costante degli operatori di polizia stradale” (leggi: comprese le miracolose colonnine arancioni che devono essere presidiate dagli agenti se munite di reale strumento di rilevazione!) che, in virtù del d.m. 29 ottobre 1997 non venivano sottoposti a controlli periodici.

Eppure si continua a giocare facile sulla buona fede dei cittadini e si continuano a vendere questi palliativi come strumenti miracolosi. Bisogna però anche dire, che i cittadini ci cadono ciclicamente e cadono nel tranello di essere loro stessi a chiederli. Perchè come sempre attrae più la soluzione più facile e più immediata e meno coinvolgente per noi automobilisti.
Dovremmo invece essere NOI cittadini a voler capire le cose in modo più approfondito, a badare più a come si spendono i nostri soldi e a pretendere soluzioni durature ed efficaci.
Certo, costa però qualcosa che alla fin fine noi cittadini sborsiamo meno facilmente del denaro: costa tempo e fatica.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Agosto 2015 14:43
 
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