Sacile Partecipata e Sostenibile

La differenza tra l'applauso e il ragionamento fa la differenza per il nostro futuro PDF Stampa E-mail
Domenica 23 Febbraio 2014 12:44

Se Vannia Gava fosse solo Segretaria della Lega sacilese le sue dichiarazioni potrebbero essere semplicemente lette come la ricerca di recupero (visti gli scandali a livello nazionale e regionale!) del consenso elettorale in prossimità di elezioni. Le sue dichiarazioni sul mantenimento delle tradizioni dei falò (peraltro "tradizioni" non certo cristiane), sul proseguire nella pratica agricola del bruciare perchè ci si è abituati, sulla scomodità di dover portare gli scarti agricoli alla piazzola ecologica e sul correre a Roma con i forconi, come è tipico delle Lega, non si rivolgono infatti alla ragione, di cui grazie al cielo tutti siamo dotati, ma che spesso, proprio in periodo elettorale, ci dimentichiamo di usare, salvo cadere nella rete di chi sfrutta senza remore la nostra rabbia per questo o quello.
Ma dal momento che è Assessore, e per di più con delega all'ambiente, quanto dichiarato è gravissimo:

1) come amministratore pubblico non si può fomentare la disubbidienza alla legge (mettendo tra l'altro gli imprenditori agricoli nella condizione di essere sanzionati... magari dalla Forestale, se non dalla nostra Polizia Municipale, che l'Assessore munirà di benda sugli occhi), non si può trascendere dalla tutela di un bene pubblico, anzi comune, anzi primario, come la qualità dell'aria, dell'acqua, del suolo e dei frutti della terra. Gli agricoltori sanno bene ormai che solo un decisivo investimento sulla qualità può risollevare, e gli esempi ormai non mancano, le sorti di questo prezioso settore della nostra economia, per decenni snobbato dalla politica e mal rappresentato in Europa da Parlamentari italiani assenti nelle commissioni. Ragionamento logico facilmente individua dunque la relazione tra l'importanza di combattere le emissioni di polveri sottili e i prodotti che potrà dare il nostro terreno.
Non si può tenere il piede in due staffe: sostenere il mercato diretto dei produttori bio, che solitamente rispettano già da loro l'ambiente, e lasciar fare a chi brucia di tutto (e non ci sarà regolamento che tenga, perchè sappiamo tutti quanto facile sia eludere ogni controllo).

2) come amministratore pubblico non si può  appellarsi a slogan quando si sa bene che, se si parla di tradizione (ripetiamo, non cristiana) ci si riferisce ad un tempo preciso e d estremamente limitato: in questo caso la notte dell'Epifania. Quindi non ha nulla a che fare con il resto dell'anno. E proprio prodigandosi tutti per non inquinare la nostra aria durante un intero anno probabilmente un falò epifanico “istituzionale” in quella ben determinata sera del 5 gennaio avrebbe la sua motivata eccezione.
D'altra parte abbiamo appena letto pochi giorni fa che la Lega propone la “secessione” per andare con l'Austria o con la Slovenia. Ebbene, la Lega allora forse non sa – e glielo diciamo noi ("Dillo alla Lega 8"!)– che in entrambi i paesi da anni non si brucia più nemmeno un bastoncino del gelato. E in entrambi questi paesi l'agricoltura è di elevata qualità, si riflette sull'offerta degli agriturismi e della vendita diretta, e il turismo aumenta ogni anno vertiginosamente, italiani compresi. La Lega non sa che sono ormai molte le centrali termiche a biomasse in comune tra famiglie confinanti: immaginate 4 o 5 famiglie che decidono di usare un edificio, ad es. una stalla dismessa, e, dopo aver coibentato le loro case, si allacciano alla centrale termica comune alimentate per l'appunto dagli scarti legnosi. E l'aiuto informativo e di seguito burocratico per la realizzazione di questi mini-impianti è dato appunto dalle amministrazioni pubbliche. La Lega non sa che in Austria e in Slovenia il materiale derivante da compostaggio è considerazto una ricchezza.
(La Lega provi ad andare a rivendicare il "diritto di bruciare" a Vienna invece che a Roma!!!)

3) come amministratore pubblico non si può coprire la mancanza di lungimiranza e di innovazione nelle politiche ambientali sperando che anche gli imprenditori agricoli restino ciechi e immobili. Di chi è la colpa per cui “è scomodo portare gli scarti agricoli fino alla piazzola ecologica”? Di chi in questi anni non si è prodigato, ad es. di istituire il servizio a domicilio di triturazione delle ramaglie. Il nostro Comune poteva promuovere da parte di Ambiente Servizi l'acquisto di un “biotrituratore” da far girare regolarmente o su chiamata. In questo modo gli scarti possono essere ammassati in luogo accessibile, senza bisogno di aspettare che si secchino, vengono triturati sul posto e resta un bel mucchio di profumata massa triturata che può essere compostata o usata come pacciamatura. E ci si risparmia anche di andare a comprare i sacchi di corteccia per i lavori di giardinaggio.

4) come amministratore pubblico non si può distogliere l'attenzione, anzi, tacere l'informazione, di quanto le misurazione dell'ARPA e i vari “Rapporti Ambientali” evidenzino la gravità delle emissioni da fuochi all'aperto. Come mai l'Assessore non ha allora eliminato dalla prima misura del Piano di Azione Comunale proprio il “divieto di accensione di fuochi all'aperto”??? Come mai l'Amministrazione non ha presentato il Rapporto dell'ARPA del 2012 (meno male che lo abbiamo pubblicato noi...)? Come mai tutte le statistiche mediche, compresi stimati Primari della nostra regione, dicono che l'aumento delle patologie respiratorie e delle morti ad esse correlate rappresenta ormai quella che viene definita “la pandemia silenziosa”?

Ci spiace, ma SPS come al solito non estorce demagogicamente voti dalle pance, a costo di andare ancora una volta controcorrente. Ma crediamo che il nostro paese – e la nostra città – si salveranno solo con cittadini informati che capiscono bene quanto decenni di brutta politica, basata sul tornaconto immediato di pochi, abbia rovinato tutti, esattamente perchè tesa sempre solo a carpire il consenso più facile ed immediato.
Gli imprenditori agricoli possono aver in quel momento applaudito la Segretaria/Assessore, ma se si fermano a riflettere, siamo certi che un bel po' di dubbi sorgano. E che da questi dubbi nasca la voglia di capire meglio. E la voglia di capire meglio porta ad allargare la vista. E la vista che si allarga inevitabilmente fa scoprire un mare di informazioni. E un mare di informazioni genera un orizzonte sempre più chiaro di nuove prospettive. E credere convintamente in nuove prospettive permette di trovare il modo per realizzarle nella pratica.

Di questo abbiamo bisogno per trasformare la nostra economia, che ha tanto bisogno di rivalutare la qualità dei prodotti della nostra terra - “nostra” non nel senso leghista - ma “nostra” per la responsabilità che abbiamo nel viverla e nel lasciarla ai nostri bimbi.

Prodigarsi per questo scopo è il compito di un amministratore pubblico. E ci rivolgiamo anche a quei Sindaci della Pedemontana che hanno intenzione di chiedere alla regione una "deroga" per mantenere la pratica di bruciare gli scarti con il molto poco nobile motivo che "si è sempre fatto così". Ribadiamo, questo ritornello di questa politica che non vede al di là del proprio naso, non vuole rischiare, fa solo promesse ma in verità fa di tutto per mantenere le cose come sono, è concausa della situazione del nostro paese.

PS.: La questione si riferisce all'invito di disobbedire al decreto legge sulle emergenze ambientali, dove all'art. 256 bis si dice che "chiunque si macchi del reato di combustione illecita verrà punito con la reclusione da 2 a 5 anni: se i rifiuti sono classificati come pericolosi, la pena aumenta da 3 a 6 anni."

PS2: Ma guarda un pò.... un anno dopo questo articolo, il 17 ottobre 2014, apprendiamo che il Comune di CANEVA ha acquistato e metterà a disposizione di chi volesse, un biotrituratore e una motocarriola per triturare e quindi eliminere le ramaglie invece di bruciarle e venir sanzionati!
E bravi, ci tocca complimentarci con un Sindaco di centro destra, ma quando ci vuole ci vuole.
A dir la verità, durante un incontro sulla pirolisi a Villa Frova, avevo proposto esattamente questa modalità di macchinario e di messa a disposizione dei cittadini. Può darsi che abbia messo una piccola pulce nell'orecchio di quest amministratori. Oppure è stato un caso. Ad ogni modo hanno realizzato esattamente ciò che invece nel Comune di Sacile non hanno nemmeno idea che davvero esista!!! v.  http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2014/10/16/PN_42_23.html?ref=search

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Aprile 2015 19:45
 
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