Sacile Partecipata e Sostenibile

ma dai, lassa star, gaven sempre fat cussì..... PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Dicembre 2012 20:37

La stampa del 5 dicembre 2012 riporta che a San Giovanni del Tempio si prevede una nuova lottizzazione con previsione di una “zona 30” e come si esprimono i nostri Amministratori?!
I consiglieri Tomasella (PD) e Gasparotto (LibCiv) dichiarano che “questo nuovo modo di costruire dando priorità all'utenza debole è un'ottima idea. Un buon esperimento con l'auspicio che diventi un esempio.”
“nuoooooooooovo modo”??? "un buon eeeeeeeeesperimento"??? sperando che diventi un “eseeeeeeempio”???
Pazienza non sapere che le Zone30 esistono sin dal primo esperimento a Chamberry (F) nel 1978. Pazienza aver dimenticato che la sottoscritta aveva rotto le scatole nei 5 anni di amministrazione Cappuzzo proprio per introdurre il 30km/h (recepito infatti nel PUT). Pazienza se non aver letto cosa sta scritto alla fine della petizione contro il senso unico di Via dei Masi, dove i 270 cittadini firmatari chiedevano esattamente di fare un progetto pilota per la zona sud di San Giovanni del Tempio. Pazienza se non si son mai visti ad una delle nostre TRE conferenze in tema. MA che a pochi giorni dal 2013 la definiscano una “novità” è semplicemente incredibile. (Tra l'altro, infatti, c'entra poco con il “costruire” una nuova lottizzazione.) Magari, se si fosse trattato di una proposta di "quartiere senz'auto", potevamo accettare la definizione di "novità"....
L'ex Assessore ai Lavori Pubblici, consigliere Bottecchia (Lega), è invece contrario perchè preferisce “marciapiedi e piste ciclabili”.

Evidentemente ha già dimenticato che durante il suo assessorato in Viale Trieste è stata letteralmente rasata una siepe e distrutta una panchina, e sulla Pontebbana all'altezza "Tentazioni" è stata abbattuta da un camion alle 7.30 la ringhiera proprio dove è il punto di raccolta Pedibus (meno male che era luglio!), proprio perchè di fronte alla velocità di un mezzo (moltiplicata se è un camion) non c'è cordolo, siepe, recinzione, paletto o guard rail che tenga. Non si dovrebbe nemmeno discutere su marciapiedi e piste ciclabili: se si tratta di una "zona residenziale" è ovvio che la precedenza l'hanno pedoni e ciclisti e che quindi le auto dovranno "entrare in punta di piedi". I soldi per marciapiedi e piste ciclabili vanno spesi su strade di percorrenza extra-urbana, dove alle macchine è permesso correre.
Ora si spiega come mai in Italia si continua ad avere tali cifre di incidenti proprio in città – governate dagli Assessori Comunali ai Lavori Pubblici!
Infine, la ciliegina sulla torta la mette la consigliera Salton (UDC), che sentenzia “non siamo ancora preparati per queste soluzioni”.
Non siamo “ancoooooora preparaaaaaaati”???
Partiamo dal fatto che l'uso del verbo essere al plurale potrebbe essere inteso come amministratori, oppure come amministratori più cittadini.
Escludendo la seconda ipotesi grazie ai 270 cittadini sangiovannesi che hanno chiesto la zona 30  come esperimento nella petizione del 2009, preferiamo immaginare che il plurale fosse destinato esclusivamente agli amministratori sacilesi - di maggioranza e minoranza insieme.

Allora siamo d'accordissimo.

Anzi, ci è utile per generalizzare sull'attuale classe di amministratori, che sta per essere decimata dagli scandali, tolti quei pochi coraggiosi dei Comuni Virtuosi, e suggeriamo anche:

Non siamo preparati
perchè non abbiamo avuto tempo per dedicare il dovuto interesse a come risolvere i problemi della città appena sorgevano – il nostro tempo lo dedichiamo agli interessi di partito;
perchè non abbiamo mai tenuto occhi e orecchie aperte per captare i cambiamenti intorno a noi –  siamo impegnati a tenerli aperti per combatterci sia all'esterno che all'interno;
perchè non abbiamo speso fatica a cercare e studiare tutti i buoni esempi, tutti i materiali, tutti i riferimenti reperibili nei media atti a trovare soluzioni per i problemi della città – le nostre fatiche sono indirizzate agli incontri, ai colloqui, alle riunioni, ai contatti per costruire alleanze;
perchè non abbiamo ottemperato al nostro compito di prevenire i problemi ed ovviare al perenne status di emergenza che affligge tutti i settori del nostro paese - le cose le mettiamo nella nostra agenda politica solo quando vediamo ormai che godono del consenso dei cittadini, perchè ci interessano solo in base alla convenienza, non all'efficacia;
perchè non siamo stati disponibili ad intessere un dialogo virtuoso con chi magari ci offriva nuove prospettive – rifiutiamo contributi di idee che non vengano dalla nostra medesima parte politica per paura che magari provochino qualche cambiamento positivo col rischio di metterci in ombra;
perchè non abbiamo mai avuto realmente la volontà di far sapere ai nostri cittadini quali grandi altre possibilità ci sarebbero, confrontandoci con altri, di migliorare una situazione magari anche a costi minori – i nostri sforzi sono mirati a convincere i cittadini dell'utilità di opere inutili, perchè siamo legati a doppio filo agli interessi economici di chi poi ci sponsorizza le elezioni;
perchè non siamo riusciti a portare la nostra nazione ai primi posti delle classifiche se non per negatività – in compenso siamo molto naturali nel non arrossire di vergogna quando ci comunicano per quali voci occupiamo i primi posti in classifica;
perchè non siamo stati capaci di coltivare coerenza, passione, lungimiranza, idealismo, gratuità d'impegno, condivisione, e quanto altro dovrebbe rappresentare le qualità di un amministratore pubblico – affiniamo giorno per giorno e anno per anno le nostre capacità di elaborare strategie per mantenerci il posto.

Sicuramente “non siamo ancora preparati” per governare questo povero paese,
eppure....
siamo ancora qua!!!

(Linkiamo - per i cittadini - uno delle centinaia di studi sulle "Zone30": un documento snello, di scorrevole lettura, nel quale chi ha frequentato le nostre conferenze riconoscerà molti riferimenti, come lo studio Grundy, dati e grafici, come la statistica incidenti di Chamberry, a riprova che vi abbiamo sempre dato informazioni giuste e rilevanti.)

"Gli usi e i costumi in Italia si riducono generalmente a questo, che ciascuno segua l’uso e il costume proprio. E gli usi e i costumi generali e pubblici, non sono, come ho detto, se non abitudini, e non sono seguiti che per liberissima volontà, determinata quasi unicamente dalla materiale assuefazione, dall’aver sempre fatta quella tal cosa, in quel tal modo, in quel tal tempo, dall’averla veduta fare ai maggiori, dall’esser stata sempre fatta, dal vederla fare agli altri, dal non curarsi o non pensare di fare altrimenti o di non farla; e facendola del resto con pienissima indifferenza, senz’attaccarvi importanza alcuna , senza che l’animo né lo spirito nazionale o qualunque, vi prenda alcuna parte” (Giacomo Leopardi)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Gennaio 2013 19:32
 
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