Sacile Partecipata e Sostenibile

nelle scuole troppo caldo o troppo freddo? PDF Stampa E-mail
Domenica 09 Febbraio 2014 13:27

E continuiamo a stupirci di come ci meravigliamo e ci arrabbiamo delle condizioni nelle scuole solo quando ne siamo direttamente coinvolti. Pare quasi che siamo un popolo dove non esiste il senso di “cittadinanza diffusa”, cioè che ci teniamo al corrente dei vari problemi in quanto cittadini e non in quanto appartenenti di volta in volta a questa o quella categoria di soggetti coinvolti.
Ma così è.
Il problema di passare nelle scuole (come in altri edifici pubblici) da un eccesso di caldo ad un eccesso di freddo è datato ormai decenni e rientra in quella problematica che come SPS abbiamo più volte segnalato: l'attenzione che in questo paese rivolgiamo al ben-essere dei nostri cittadini più piccoli è decisamente scarsa.
Nella maggior parte delle volte in cui politici e amministratori esaltano gli “interventi sugli edifici scolastici” si tratta di lavori non evitabili per ormai evidente precarietà o pericolo (infissi che si staccano, finestre che si sganciano, impianti elettrici mortali, ecc.) o di lavori da eseguire per la “messa a norma”.
Raramente (se non in Trenino - Alto Adige) si tratta di andare oltre il necessario, il dovuto, il burocraticamente inevitabile. Raramente i nostri amministratori sognano – e fanno di tutto per concretizzare – luoghi più sicuri, sani e più belli possibili per i più piccoli.
Il problema “riscaldamento”? Leggete questo... racconto:

Alcuni anni fa abbiamo avuto il grande piacere di avere ospite a Sacile il dott. Norbert Lantschner, ideatore della certificazione KlimaHaus, pluripremiato per la sua attività (sempre autonoma da qualsiasi interesse di parte!), tra l'altro dal Re di Svezia, e oggi direttore della Fondazione Klimabita.
Ebbene, a marzo del 2007 il dott. Lantschner si fermò di passaggio a Sacile per prendere accordi per la conferenza prevista per maggio. Per vedere uno degli edifici pubblici lo avevo portato in quello che allora (Amministrazione centro-sinistra) avrebbe dovuto e dovrebbe ancora oggi essere, a parere di SPS, il PRIMO edificio sul quale intervenire RADICALMENTE per farne un gioellino di qualità per i nostri più piccini: l'asilo nido “Nicholas Green”.
Era un piacevole e tiepido primo pomeriggio di marzo.
E cosa abbiamo trovato entrando?
Una zaffata di calore e tutte le finestre a ribalta aperte.
Al nostro stupore (soprattutto del dott. Lantschner che veniva da un mondo già più evoluto in fatto di edilizia scolastica, ancor prima di CasaClima) le educatrici hanno allargato le braccia e spiegato che si trattava di un fatto normale, perchè eravamo ancora nel periodo di accensione di riscaldamento. Alla nostra seguente domanda, che a qualsiasi cittadino sarebbe venuta subito in mente, cioè del perchè allora non si abbassava il riscaldamento, una risposta ancor più disarmante: le chiavi della centralina termica le ha SOLO il tecnico della ditta che detiene l'appalto. QUINDI: sì, avete ben capito, grazie alla legge nelle nostre scuole nessuno del personale che vi lavora può più accedere molto semplicemente ad un termostato e, a secodna delle immediate necessità, provvedere alla sua regolazione. Bisogna aspettare (e figuratevi se viene nel giro di mezz'ora e magari più giorni di seguito) il tecnico della ditta che ha sede chissà dove.
Lo stesso succede al contrario in caso di freddo.
Capite l'assurdità della normativa?!
Immaginate se negli anni questa ci ha portato a risparmiare e a migliorare le condizioni di salute negli ambienti???
Certamente NO.
Torniamo alla nostra visita: al dott. Lantschner dispiaceva di non aver portato la termocamera, cioè quella che fotografa la dispersione di calore di un edificio (quella che SPS chiede da anni che il Comune acquisti per metterla anche, con minimo contributo, a disposizione di rilevazioni su richiesta di cittadini). Perchè avrebbe fatto alcune “fotografie” che avrebbero dimostrato molto bene quale fosse la dispersione di calore di quel tipo di edificio (simile per anni e modalità di costruzione alla maggior parte degli edifici scolastici).

Ecco che si poteva far capire nel modo più semplice ed inequivocabile agli amministratori e alla cittadinanza quanta energia esce da pareti, tetto, infissi e ponti termici di un edificio e quanto urgente sia (sia per le finanze pubbliche sia per la salute di sta dentro questi luoghi per molte ore) realizzare uno dopo l'altro interventi di risanamento energetico-ambientale. proprio iniziando dall'edificio dedicato ai più piccoli cittadini.
Purtroppo il dott. Lantschner non aveva con sé la termocamera.  Purtroppo la normativa è come tante volte assurdamente causa di disservizio e sperpero di denaro pubblico. Purtroppo i genitori, non appena i loro figli non frequenteranno più quell'edificio, cancelleranno dalla loro mente il problema. Purtroppo i nostri amministratori ancor oggi non sembrano aver compreso la reale responsabilità che ogni giorno dovrebbe guidare le scelte della buona politica, che dovrebbero sempre anticipare e mai lasciarsi travolgere dai problemi.


Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Febbraio 2014 18:51
 
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