Sacile Partecipata e Sostenibile

Pausa caffè in Municipio: analizziamo bene la situazione! PDF Stampa E-mail
Sabato 26 Giugno 2010 10:11

stanza ricreativa all'interno del Municipio di Arnoldstein (A)La questione della “pausa caffè” sollevata in questi giorni all’interno del Municipio di Sacile potrebbe costituire uno spunto di riflessione più ampia sul lavoro svolto ogni giorno dai dipendenti comunali in genere e sul loro ruolo. Considerazioni che possono sorgere solo in seguito all’aver vissuto la quotidianità degli uffici comunali in qualità di amministratore. E’ sicuramente sacrosanto il rispetto dell’orario di lavoro, ma non sono solo di carattere contrattuale gli aspetti che in questo momento mi vengono in mente, né si tratta solo di riconoscere l’aggravio di lavoro quando l’organico non è completo.

Penso ad es. che i dipendenti comunali si vedono ogni 5 anni cambiare la compagine politica e non credo sia cosa da poco essere capaci, essendo loro stessi anche cittadini votanti, di adeguarsi nel giro di pochi giorni a nuovi volti, diversi stili di relazione e cambiamenti di richieste. Penso a quanti assessori si troverebbero in serie difficoltà se non si trovassero prontamente sorretti dall’esperienza del responsabile dell’ufficio loro affidato. Penso a quanti dipendenti sono in effetti i veri ispiratori di progetti che poi appaiono sulla stampa con nome e volto dei politici. Penso al tempo che i dipendenti sottraggono al loro lavoro per scrivere così compiutamente le risposte alle interpellanze che l’assessore al quale erano indirizzate non fa altra fatica che leggerle pari pari in Consiglio.

Penso ai dipendenti che prendono parte a riunioni organizzative al posto del politico deputato che poi fa la sua comparsa quando è ora dell’inaugurazione. Penso ai contributi creativi che molti dipendenti sanno dare dimostrando che il loro lavoro se lo portano nella mente anche oltre l’orario d’ufficio. Penso anche agli insulti che si prendono da cittadini infuriati perché, sapendo che difficilmente il cittadino distingue tra scelta politica e scelta tecnica, i politici su questo ci giocano.
Faccio infine un paragone con la “puntualissima” Mitteleuropa, dove la “pausa caffè” è sacra. Lo si capisce dal fatto che in ogni comune, in ogni scuola, in ogni ente pubblico, in ogni banca, in ogni azienda si trova almeno una stanza con un vero e proprio piccolo cucinino, un tavolo e l’immancabile macchina del caffè. La “pausa caffè” permette di ritrovarsi fuori dalla propria veste ufficiale, di soprassedere al proprio ruolo, di staccare la spina con alcuni minuti di semplice ed efficace convivialità. Perché la produttività aumenta se si lavora con piacere. Messa così, non vi pare sarebbe quasi consigliabile come terapeutica questa vituperata “pausa caffè”?

caffe img

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N.B. le foto inserite nell'articolo sono relative alla "stanza ricreativa" all'interno del Municipio di Arnoldstein (A)

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Dicembre 2016 22:48
 

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