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Sanità: noi "come in Ighilterra", ma non c'è nulla di buono PDF Stampa E-mail
Domenica 14 Gennaio 2018 18:33

Sarà stato destino? Sarà stato un caso? Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi?
Chissà, sta di fatto che oggi, 14 gennaio 2014, sulla stampa locale il direttore generale della nostra AAS5, Giorgio Simon, in riferimento al provvedimento di differire gli interventi chirurgici per avere più letti per Medicina, afferma che in fin dei conti anche in Inghilterra è così.

Bene, tranquilli dunque, si intende, no?

SPS no infatti, NON la intende allo stesso modo, ma prende questa affermazione al contrario e va subito a vedere come si presenta realmente la situazione inglese.

E guarda un pò: esattamente ieri, 13 gennaio, appare sul quotidiano Sanità l'ultimo report sullo stato attuale degli ospedali inglesi. E cosa dice il titolo? Dice "Allarme senza precedenti per il NHS. Senza un’inversione di rotta nelle politiche e una robusta iniezione finanziaria rischio default." E non si tratta di un articolo di un giornalista, bensì parte da una disperata lettera di 68 medici specialisti in medicina d'emergenza.

 

Ma non si tratta solo di un default finanziario - ovvio che qui ci son dietro vite o morti! Infatti il sottotitolo prosegue "I pazienti stanno morendo nei corridoi degli ospedali durante la crisi invernale in corso perché il NHS è così sottofinanziato e con un organico così ridotto che non può farcela, i medici anziani hanno avvertito Theresa May. Ma ormai per il personale la misura è colma il sottofinanziamento del NHS (National Health Service) e la dura austerità affrontata in questi anni ha condotto ad un bivio da cui il governo deve immediatamente dire come se ne esce. Quello che è certo e che senza maggiori risorse finanziarie ed umane il NHS muore."

Non "muore" ovviamente "solo" il sistema sanitario PUBBLICO, ma "muoiono" prima le persone: "Le condizioni in molte unità sono così terrificanti che potrebbero uccidere i pazienti" affermano i firmatari.

Quando poi si ammette - e come potrebbe essere altrimenti - che i nostri Pronto Soccorso sono strapieni, si concorda su quanto dicono sempre questi 68 medici inglesi, secondo i quali "numerose pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato che i reparti di emergenza affollati sono pericolosi per i pazienti. Più a lungo i pazienti rimangono nel pronto soccorso dopo che il loro trattamento è stato completato, maggiore è la loro morbilità."? Pare di no. Pare che invece a noi faccia bene sostare ancora ore in barella vicino agli ambulatori del PS: "I pazienti in barella li teniamo vicini agli ambulatori per monitorarli" dice il direttore. Ma sorge il dubbio: dal momento che da anni di notte nella maggior parte dei reparti i medici ormai non ci sono, ma son solo "reperibili" (ci sono sicuramente sempre un cardiologo, un anestesista e il chirurgo ortopedico), non è che si sosta al PS perchè in reparto manca il medico per prenderti in carico?

Felice di sbagliare, se così non è.

Pensate poi all'impossibilità di rispondere alle indicazioni sui tempi di attesa al PS: troppo spesso ormai i CODICI GIALLI, cioè i pazienti in potenziale pericolo di vita con minaccia incombente di cedimento delle Funzioni Vitali (Coscienza, Respiro, Circolo) non vengono visti al massimo entro 15 - 20 minuti, come indicato in tutte le linee guida: "Il tempo di attesa non dovrebbe comunque superare i 20 min ed è necessaria una rivalutazione infermieristica dopo 5 - 15 min dalla prima e comunque in relazione allo stato clinico del paziente."

Stiamo rispettando gli standard???

Non è possibile, anche se il personale del PS di Pordenone è a dir poco eroico (lo abbiam già detto più volte!).


Come dimostra la famosa APP per consultare le attese. E pensate che, sarà sempre stato un caso o il destino o quel che volete, che lo stesso giorno alla stessa ora serale, lo stesso numero di pazienti in codice giallo al Cattinara di TS veniva trattato entro una mezz'ora.

 

Non è che i medici e gli infermieri del PS di Pordenone son meno bravi di quelli del Cattinara. Che dire, forse è questione della struttura non più sufficiente come spazi e come atrezzature? Forse è che hanno declassato Maniago e Sacile senza aver prima ristrutturato il PS di Pordenone? Lo aveva ammesso e promesso ancora l'ex direttore del dipartimento di emergenza, Willy Mercante, ricordate? A fronte di una delle già allora solite giornate di chaos al Pronto Soccorso era stato detto che al Santa Maria degli Angeli molto è stato fatto per ottimizzare l’attività, e molto è pronto per essere realizzato visto che è stato definito un progetto di rilievo provinciale che punta a coinvolgere tutte le sedi (Pordenone, Sacile, San Vito, Spilimbergo, Maniago) in un’ottica di “Ospedali riuniti”.


Peccato che invece Sacile e Maniago son stati riconvertiti da Pronto Soccorso a Punti di Primo Intervento (solo codici bianche e verdi, ammesso che chi corre al PPI sappia quale colore attribuirsi... e siccome non lo sa corrono tutti a PN) e che i letti di Medicina son spariti.


La situazione di queste settimane la chiamano dunque "emergenza" invernale"???

 

Ma se è ogni anno la situazione che si presenta?! Anzi, ogni anno peggio?! La parola "prevenzione" vale solo per noi pazienti indisciplinati?!

 

No, questa non è emergenza. Questo è esattamente lo scenario che OGNI ANNO ci si deve aspettare. Sempre più grave, inoltre.

 

Ma quel che è peggio: meglio non pensare se in questo momento si verificasse anche una vera catastrofe. Vera, nel senso che davvero NON si poteva prevedere, come un terribile tamponamento in autostrada, un incendio in qualche realtà produttiva, un incidente ferroviario, il terremoto, un attentato.
DOVE METTEREMMO I FERITI che ovviamente avrebbero anche immediato bisogno di intervento chirurgico???

 

Siamo come in Inghilterra?
Ottime prospettive.

 

Tra l'altro già i primi giorni di gennaio gli ospedali inglesi avevano lanciato addirittura la "black alert", cioè il più ALTO grado di emergenza. Compreso il servizio di chiamata di emergenza - il nostro 112 - nel cui caso gli operatori hanno avvertito del possibile "deterioramento degli standard di risposta alle chiamate". Il servizio delle ambulanze, anche al massimo della capacità, non riesce più a reggere e alcuni pazienti sono arrivati in ospedale in taxi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Gennaio 2018 17:33
 
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