Sacile Partecipata e Sostenibile

Sicurezza a Sacile: la Lega non dice una parola sui vari fatti incresciosi accaduti in città! PDF Stampa E-mail
Sabato 18 Giugno 2011 12:12

img articoloContinui atti vandalici nei parchi pubblici e nelle vie di città e di periferia, furti in cimitero, scritte di vario genere sui muri e uno striscione contro i valori della Resistenza appeso sotto la Loggia del Municipio, una scritta contro un Giudice sui pannelli che ricoprono Palazzo Ragazzoni, due automobili date alle fiamme, ripetute incursioni di furto in case private, in stazione, in zona artigianale e in vari locali pubblici, spaccate nei negozi anche in pieno centro, scasso di distributori esterni e perfino nella sala d'aspetto dell'Ospedale, una palestra oggetto di raid vandalico, furti di biciclette, cassonetti dei rifiuti ribaltati e danneggiamento di contatori del gas, ripetute incursioni nell'isola ecologica di San Giovanni di Livenza, rapina a mano armata in un bar e al Mercatone, truffe agli anziani, tentato scasso alla cassa dell'Ospedale, un Carabiniere che rischia la vita trascinato da una macchina in fuga, l'Assessore Bottecchia (Segretario della Lega) aggredito la notte del 24 aprile, il furto della corona dall'urna della chiesa di San Liberale.
La nostra cittadina non sembra essersi trasformata di colpo in un gioiellino di ordine pubblico da quando è amministrata dal centro-destra. Tant’è che nel luglio 2010 il consigliere comunale de La Destra, Placido Fundarò, chiedeva la ricostituzione della commissione consiliare speciale sulla sicurezza.

Ma una trasformazione radicale e repentina c’è stata: è quella della Lega, che non ha mai aperto bocca in relazione ai vari fatti.

Non è ovviamente da condannare chi non trova immediata soluzione a problemi che tutti gli amministratori si trovano prima o poi ad affrontare, ma è evidente e penoso lo scarto tra la voce grossa della Lega quando non è al potere e quel che poi realmente riesce a fare quando ne ha il dovere.

Gli “imprenditori della paura” – come li ha definiti don Pierluigi Di Piazza, si dimostrano ancora una volta molto più bravi a costruire ad arte a tavolino minacce future che a pensare ed applicare strategie per la soluzione di difficoltà reali.

Vogliamo ricordare brevemente quali erano i temi delle interrogazioni in Consiglio della Lega quando era all’opposizione? Quando un problema veniva letteralmente inventato? Quando un caso singolo veniva trasformata in una piaga generale? Quando ciò che a tutt’oggi fa parte di inevitabili decisioni amministrative veniva spacciato per grave ingiustizia nei confronti dei “cittadini italiani”?

Ebbene ecco un breve elenco di interrogazioni presentate ovviamente con il solito linguaggio grossolano e catastrofista della Lega: Controllo e regolamentazione Call Center, Distribuzione fondi per Carta Famiglia, Situazione di disagio in P.za IV Novembre, Gestione appartamenti sovraffollati, Situazione di disagio quartiere Via Marchesini, Assistenza a cittadino extracomunitario, Difficile integrazione, Attuazione delle disposizioni legislative generali in materia di iscrizione nel registro della popolazione residente, Sostegno delle iniziative a tutela della sicurezza sul territorio.

Ironia del destino inoltre quando la Lega stessa si trova a realizzare quanto all’opposizione aveva dipinto come eventi apocalittici: così è stato ad es. per l’area sosta per Camper che, secondo l’interrogazione consiliare, sarebbe diventata in pochi giorni un grande campo Nomadi,  portata a termine proprio dal Segretario della Lega Assessore ai Lavori Pubblici.

Insomma, ancora una volta tra il dire e il fare c’è di mezzo …….un mare di strumentalizzazione……..

E veniamo alle mitiche Ronde.

Una montagna di soldi pubblici spesi, sicuramente un’ottima campagna elettorale a spese dei cittadini, fondi sottratti alle Forze dell’Ordine e ormai innegabilmente un FLOP totale – infatti nessuno ne parla più.

Nel 2010 in tutto il Veneto UNA sola Ronda.

Il Ministro Maroni dichiara in un’intervista di luglio 2010 che “è colpa della burocrazia, rimedieremo nei prossimi mesi”.

E’ passato un anno e almeno noi siamo felici che il Ministro non abbia “rimediato”.

Nello stesso mese Maroni, rispondendo all’interrogazione dell’On. Manlio Contento del PdL relativa ad un potenziamento dell’organico di Polizia della provincia di Pordenone, rispondeva che sarebbero stati inviati non più di tre unità alla Questura e otto alla Polstrada, perché non si ravvedeva il bisogno di aumentare le forze presenti data la diminuzione dei reati.

Evidentemente il Ministro aveva già dimenticato le tre lettere che aveva in tasca lasciando il Convegno tenutosi a Sacile il 16 ottobre 2009. Tre lettere scritte dai Sindacati di Polizia Siulp, Siap e Ugl,  che evidenziavano come gli organici a Pordenone fossero di molto al di sotto rispetto alle altre Questure regionali: PN 315, GO 600, UD 850 e TS 1150. Il Ministro aveva allora preso l’impegno di verificare se ci fossero i margini per aumentare gli organici, magari con una ridistribuzione interna con trasferimenti da Gorizia e Trieste, dove, data la caduta dei confini, gli organici erano eccessivi. “Siamo fiduciosi” aveva detto il Prefetto Pierfrancesco Galante (…..dell’area Lega…).

Piccolo inciso: visto che era in vena di promesse il Ministro annuncia dal palco che per lui “la parola impossibile non esiste” e che a Sacile si aprirà “tra poco” il distaccamento dei Vigili del Fuoco.

Sono passati ormai ben 2 anni tondi tondi!

Alla fine la politica può contare come sempre sulla memoria corta dei cittadini.  La campagna elettorale era chiusa e i frutti nel 2009 li aveva già portati.

Campagna elettorale che aveva portato alla vittoria il centro-destra in regione. Con l’Assessore della Lega che tra i primi provvedimenti di bilancio aveva decurtato i 18 milioni destinati nel 2008 alla Sicurezza a 13 milioni nel 2009 planando con un bel balzo all’ingiù a UN milione per il 2010.

A livello locale il tutto si riflette nella carenza di organico della nostra Polizia Municipale: ci dovrebbe essere un agente ogni 1000 abitanti – ne abbiamo la metà. Non saranno certo le telecamere, nemmeno se a decine, a fermare malintenzionati. E’ provato: le telecamere non servono a prevenire i reati, caso mai e se le condizioni sono ottime, a risalire a chi ha compiuto il fatto (e intanto si spendono centinaia di migliaia di Euro).

E non sarà l’armamento della Polizia Municipale a risolvere la maggior presenza sul territorio se mancano ben 10 agenti. Se al tempo stesso aumenta il carico burocratico che tiene legati i nostri agenti più alla scrivania che nelle strade della nostra città. Se dobbiamo dividerli in convenzione con Comuni più piccoli solo per motivi economici (qualcuno ci spiega come da un lato l’Amministrazione di Caneva afferma che “ora il nostro territorio sarà più coperto” e dall’altro l’Amministrazione di Sacile dice “ma il nostro territorio non sarà più scoperto” ??? I nostri agenti hanno il dono dell’ubiquità???).

Evidentemente l’Amministrazione sacilese ha già cambiato idea rispetto a quando nel luglio 2009 il nostro Sindaco aveva dichiarato di voler recedere dalla convenzione con tre Comuni dell’Aster (Brugnera, Porcia e Caneva) con  la motivazione che condividendo gli agenti della Polizia Municipale “il rapporto tra Vigili e abitanti cambierebbe, penalizzando in parte i comuni più grossi”.

Così, intanto,  ai Sindacati delle Forze dell’Ordine, tutti uniti proprio “grazie” al Governo Nazionale di centro-destra, non resta altro che continuare a manifestare nelle piazze.

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Maggio 2014 16:12
 
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