Sui DUE sottopassi...mettiamo le mani avanti Stampa
Mercoledì 05 Dicembre 2018 20:24

Mettiamo le mani avanti su entrambi i sottopassi di Sacile: sia per il sottopasso interno alla stazione con il suo SEMPLICE PROLUNGAMENTO, sia per quello che si staglia in un lontano orizzonte in sostituzione delle sbarre di viale Lacchin.
Per il PRIMO le nuove tecniche costruttive permettono tempi più celeri sia per progettazione sia per rapidità operativa, maggior sicurezza di risultato e maggior economicità rispetto alle modalità di lavoro di quando se ne era parlato - pare - 30 anni fa (senza come al solito poi passare ai fatti...) e anche - cosa non da poco - minimizzazione dei rischi di cantiere.

Una delle tecniche oggi usate per rendere veloci le realizzazioni di nuovi sottopassi è quella dello “scatolare a spinta”, cioè il ricorso a monoliti in calcestruzzo prefabbricati spinti dentro lo scavo mediante martinetti oleodinamici previa realizzazione del sistema provvisorio di sostegno dei binari.
Si tratta inoltre di una soluzione di minimo impatto per la circolazione dei treni sovrastante. Si riduce al minimo indispensabile ogni tipo di interferenza con il traffico ferroviario e, contestualmente, si riducono pure i tempi di realizzazione degli interventi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per posizionare questo monolite si usa come struttura provvisoria di sostegno dei binari il “sistema Verona”: la struttura di sostegno provvisoria dei binari consente una velocità di transito dei treni di 80 Km/h durante le operazioni di infissione e traslazione con spinta oleodinamica di manufatti prefabbricati in cemento armato sotto la sede ferroviaria.

Tale costruzione permette di scollegare staticamente la struttura del sottopasso rispetto ai binari, garantendo una assoluta sicurezza nelle operazioni di scavo/demolizione e di successiva spinta dello scatolare in calcestruzzo armato.
Si posono infilare tanti moduli quanti servono per qualsiasi lunghezza di percorso - semplice come un domino!

 

 

 


Ed ecco come può presentarsi bene un bel sottopassaggio!!!

 

 

 

 

Le larghezze e le altezze dei singoli moduli prefabbricati sono variabili a seconda di quanto richiesto e le dimensioni dei monoliti consentono anche di ottenere un'altezza utile dal piano stradale pari a 4,30 metri sufficiente per il transito dei mezzi pubblici.
Soprattutto però possono far coesistere per larghezza sia un percorso pedonale sia uno ciclabile in sede separata.

Questo porta direttamente alla proposta del secondo sottpassaggio, quello conseguente alla eliminazione della sbarre di viale Lacchin:
CHIEDO sin d'ora che non venga realizzato il solito stretto, ripido, buio, umido e scivoloso BUDELLO di sottopasso come quello realizzato con sbocco a S.Odorico.
CHIEDO sin d'ora che il futuro sottopasso di viale Lacchin sia ampio, luminoso, asciutto e percorribile in gran sicurezza sia per ciclisti sia per pedoni.

 

 


Questo è l'esempio reale del sottopassaggio della stazione di Amsterdam.

 

 

 

 

 

 

Ovvio che ha solo il significato di far capire che oggi ci sono alternative una volta difficilmente realizzabili.
Ovvio che la convinzione di optare per questo tipo di scelta significa avere prima ancora la convinzione dell'importanza della mobilità di pedoni e ciclisti.

Ovvio.
Ma intanto....metto le mani avanti.
Chissà se una volta tanto qualcuno raccoglierà....

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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Febbraio 2019 09:39
 
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