Sacile Partecipata e Sostenibile

Emergenza casa: un alloggio decoroso, salubre ed economicamente sostenibile è un diritto di tutti. PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Dicembre 2010 22:37

 

img-artNon ci si può stupire del fatto che le famiglie si rivolgano “troppo tardi” all’Ambito per ottenere un aiuto in una delle perdite più gravi: l’abitazione. Sono famiglie che fino a ieri non avrebbero mai pensato di trovarsi nella fascia considerata di “povertà” e proprio per il fatto di non immaginare di dover arrivare a tanto non si rivolgono “in tempo” ai Servizi Sociali.

Non fa certo piacere dire che ancora una volta SPS è stata ed è tutt’ora fortemente critica verso le scelte urbanistiche degli ultimi anni. Troppo grave il problema casa, troppe parole al vento negli strumenti urbanistici.

Ricordiamo ad es. come nella Relazione di Progetto della Variante 54 proprio su emendamento del PdL che oggi governa la nostra città, fosse stata inserita la richiesta di “prevedere, all’interno di ambiti di espansione residenziale, quote di aree o di edificabilità che consentano interventi di edilizia a basso costo, quali quelli di autocostruzione, da parte di soggetti singoli o in cooperative” (pag.5 punto17).

 

Al tempo stesso in Regione, al tempo dell’Amministrazione Illy, gli allora consiglieri Gottardo, Violino, Valenti, Follegot, Galasso e Santin presentavano nel 2007 la Proposta di Legge n° 276 su “Norme regionali in materia di autocostruzione immobiliare”.

Lo scopo era quello di provvedere “a disciplinare un nuovo istituto a favore delle famiglie in cerca di casa”, dal momento che i proponenti ritenevano “che questo problema riguarda molti nuclei familiari ed in particolare quelli con difficoltà socio-economiche”. Attraverso questa Legge

la Regione Friuli Venezia Giulia avrebbe potuto “sostenere progetti di autocostruzione di alloggi da parte di famiglie che, dirette da professionisti, impegnano un monte ore di lavoro, per la costruzione di alloggi che otterranno in affitto e con proprietà differita” (pag.2). La Regione, quindi, avrebbe potuto sostenere “progetti di autocostruzione o di autorecupero di alloggi da parte di famiglie che impegneranno un monte ore di lavoro in un cantiere diretto da personale qualificato adeguatamente formato e da esperti in campo edilizio”.

La mancata concretizzazione di quanto auspicato nella sopra citata indicazione della Variante 54  è stato infatti uno dei motivi per cui SPS ha votato contro, ma ora ci chiediamo anche come mai, dal momento che sia il Pdl sia la Lega sono al governo della nostra regione – con la presenza fisica di parte dei firmatari della proposta di legge – non sia stato dato alcun seguito a quanto sostenuto nel 2007.

Tra l’altro la modalità dell’autocostruzione è ampiamente diffusa nei Paesi della Mitteleuropa e ha già ottimi seppur rari esempi anche da noi, tra l’altro nel vicino Veneto.

Ci chiediamo anche come mai questa Amministrazione non sembri più averne memoria, dal momento che abbiamo mai sentito una parola in merito, nemmeno attraverso un momento informativo rivolto ai cittadini, in cui ad. es. presentare proprio alcune “buone pratiche” già attuate.

Ci chiediamo anche se quanto molto filantropicamente esposto a motivazione della proposta di Legge non sia in stridente contrasto con la fretta di realizzare invece le ormai tristemente famose due “torri”, che non si configurano di certo come intervento di edilizia a basso costo, di nuovi alloggi per giovani coppie, né tantomeno di “social housing”.

In proposito ricordiamo all’Assessore Covre che quest’ultima modalità riguarda solo una piccola parte ben specifica di cittadini, in quanto la definizione comunemente accettata è quella data dal Cecodhas, Comitato Europeo per la promozione del diritto alla casa, che definisce l’housing sociale come “l’insieme delle attività atte a fornire alloggi adeguati, attraverso regole certe di assegnazione, a famiglie che hanno difficoltà nel trovare un alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di ottenere credito o perché colpite da problematiche particolari”.

SPS ritiene invece che un alloggio decoroso, salubre ed economicamente sostenibile sia un diritto di tutti.

A tutto ciò si aggiunge che proprio sulla stampa del  27 novembre, è apparsa la notizia che la Regione ha tagliato di ben 29 milioni i fondi destinati alle ATER (da 41 a 12).

SPS ritiene dunque ancora una volta, coerentemente con il passato e dimostrando come sempre capacità di guardare ad orizzonti lontani, quali reali strategie abiano mai messo in campo destra e sinistra per prevenire ciò che oggi sta portando alla disperazione tante famiglie.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Dicembre 2010 18:33
 
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