Sacile Partecipata e Sostenibile

Sacile: fervore edilizio ... case vuote... e sfratti! PDF Stampa E-mail
Lunedì 12 Dicembre 2011 18:36

E’ passato solo un mese dalla pubblicazione dello studio dell’Osservatorio sulle Politiche Abitative della Provincia di Pordenone che ha pubblicato senz’ombra di dubbio uno studio di grande valore oggettivo sul problema abitativo del territorio. E oggi, 10 dicembre, ci troviamo di fronte alla notizia che anche nel nostro Ambito si deve registrare un aumento degli sfratti. 
Un grave e amaro paradosso: da un lato 1650 abitazioni libere a Sacile e dall’altro, famiglie che l’abitazione la devono abbandonare.
SPS intende facilitare ai cittadini la lettura dello studio (il link alla fine) e ha estrapolato in questo articolo le parti riguardanti nello specifico il nostro Comune.
Ad oggi comunque non è apparso nessun commento da parte della nostra Amministrazione. In quale misura intendono tenere conto di questo studio? Nessun apprezzamento per un lavoro finalmente di rigore scientifico che dovrebbe, in quanto tale, essere alla base delle future scelte urbanistiche in provincia?
Eppure proprio la nostra città, proprio Sacile,  emerge nello studio in modo significativo per svariati aspetti – purtroppo tutti negativi – cosa che dunque a maggior ragione dovrebbe essere oggetto di attenta analisi da parte di chi questo territorio lo deve amministrare nell’ottica del bene comune.

Il documento pubblicato nell’ottobre 2011 dall’Osservatorio sulle Politiche Abitative della Provincia di Pordenone ha preso in considerazione il periodo intercorso tra il 2001 e il 2009.

Si parte dal dato inequivocabile che il patrimonio abitativo in questi 8 anni è considerevolmente cresciuto: a livello provinciale si registra un +18,4% delle abitazioni, equivalenti a 25.400 abitazioni e 8,4 milioni di metri cubi.

Gli ambiti socio – economici che presentano livelli di crescita più accentuata, maggiore della stessa Pordenone, sono quelli del Sacilese e del Sanvitese: Infatti, se PN registra un tasso di crescita del 10,14%, proprio il Sacilese si piazza al primo posto con un aumento di volumetria del +25,0% ed un aumento di abitazioni di +24,8%  (che ha portato alle attuali 44.485 abitazioni).

Nel suo complesso in provincia la quota maggioritaria di abitazioni, cioè il 65%, ha un patrimonio edilizio superiore a 30 anni.
Anche questo deve farci riflettere: se la nostra città possiede un patrimonio edilizio già superiore in media a 30 anni e una considerevole parte di questo patrimonio attualmente è, e probabilmente continuerà ad esserlo, non utilizzato, sarà un patrimonio in decadimento perché inutilizzato. E più passerà il tempo, più aumenteranno i danni e i costi per riqualificarlo.
Andremo verso una città Dr. Jekill e Mr. Hyde, da un lato nuove edificazioni (non dimentichiamo che si vuol cambiare la visuale panoramica di Sacile con le prime due torri a dieci piani), dall’altro condomini datati mezzi vuoti e casette unifamiliari abbandonate – una visione che già oggi si coglie.

Lo studio sentenzia poi molto chiaramente che l’intensa attività edilizia tuttavia non ha prodotto alla fine alcuna facilitazione in termini di buona politica abitativa: ad oggi nell’intera provincia esiste un eccesso di offerta pari a 7.300 nuove abitazioni che, non avendo trovato riscontro nella domanda abitativa, ha aggravato il patrimonio sfitto/sottoutilizzato.
In tutta la provincia si sono costruite in media negli ultimi dieci anni 1,4 abitazioni per ogni nuova famiglia, nel Comune di Sacile per ogni nuova famiglia ci sarebbero teoricamente a disposizione 1,34 abitazioni.

Questo fervore nel costruire può aver fatto la felicità della speculazione edilizia anni fa, ma ora torna indietro come un boomerang. Nemmeno al mercato immobiliare questo surplus di cementificazione sta portando bene: l’ambito che attesta il maggior calo di intensità del mercato immobiliare, oltre alla Montagna, e alla pedemontana Maniaghese, è ancora una volta il Sacilese, nonostante il suo record di aumento del cemento. Le tre realtà complessivamente attestano un calo immobiliare notevole, del 23% - 30%.

Il dato più eclatante dello studio è la conclusione che il patrimonio esistente sul territorio e non occupato nel 2009, pari a 30.000 abitazioni, sarebbe in grado di coprire l’intera domanda aggiuntiva espressa dalle famiglie fino al 2020!!!

In questo ritaglio di grafico vedete in blu la quota di case sfitte al 2009 e in azzurro il previsto incremento delle famiglie al 2020. Si vede chiaramente che nemmeno per quella data Sacile avrebbe ancora occupato tutto l’attuale patrimonio già oggi esistente! Figurarsi aggiungendo le nuove previsioni!

grafico img

Fino al 2020 dunque, l’intera domanda delle nuove famiglie (incremento previsto dall’ISTAT) sarebbe soddisfatta semplicemente attraverso il riutilizzo dell’attuale eccesso di patrimonio.

Ma le speranze che i nostri politici e amministratori riescano a cambiare prospettiva e trovare una nuova modalità di governare in modo virtuoso, lungimirante ed efficace questo fenomeno ci paiono deboli. Sul fronte della capacità di gestire il fabbisogno abitativo, sempre secondo lo studio, si evince che:
- le politiche pubbliche sono residuali ed in costante diminuzione sia per quanto concerne l’offerta di alloggi che sotto il profilo dei finanziamenti erogati;
- il contesto sociale è in progressiva precarietà economica, tanto che le richieste di sfratti, soprattutto quelle per morosità, sono aumentate in provincia di +99%;

Ovvio che il diritto alla casa è ancor più in pericolo dove i prezzi al metro quadro sono maggiori.
In riferimento al valore sul mercato la provincia di Pordenone presenta una netta prevalenza di comuni i cui immobili hanno un valore di mercato medio compreso tra 600 e 900 €/mq.
Oltre al capoluogo, dove i valori superano i 2.600 euro/mq, tra le città di maggiori dimensioni si
individuano due livelli di mercato:
1) livello medio caratterizzato da valori tra 1.300 – 1.500 (Casarsa e Spilimbergo)
2) livello alto con valori oltre 2.000 (Porcia e, guarda caso, Sacile)

Ma lo studio adotta anche un descrittore ancor più avanzato: incrociando i valori del reddito con quelli degli alloggi, lo studio rivela che il Comune di Sacile vanta il triste primato del tempo più lungo (10 anni) per l’acquisto di una casa. E con le attuali condizioni economiche questo lasso di tempo aumenterà. Vedasi il seguente grafico (fonte Istat) sull'andamento dei redditi a Sacile nel corso della decade passata:
reddito img
Calma piatta dunque sul mercato immobiliare a Sacile e, per le stesse ragioni contenute in questo studio, nel resto del territorio.
Ora, la speculazione edilizia è stata per decenni impietosa con i cittadini, in particolare con i giovani (v. l’articolo di Karin), quindi non proviamo certo compassione per questa stasi, ma l’aspetto che  emerge in tutta la sua gravità è il fallimento della politica che, legata a doppio filo con gli interessi della cementificazione, non ha voluto arginare questo fenomeno che adesso travolge tutti.

L’intero studio lo trovate in:
http://www.provincia.pordenone.it/fileadmin/servizi/pianificazione/pab/pdf/tecnico_urbanistico.pdf

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Marzo 2012 17:24
 
Articoli correlati :

» caso dott. Vendramin: certezze e interrogativi

Nel caso del giovane dott. Nicola Vendramin, "reo" di aver espresso la sua opinione rispetto ad una eventuale sostituzione del reparto RSA di Sacile con un reparto Covid, le certezze sono quelle del Direttore generale dell'Asfo, Joseph Polimeni,...

» Totale incidenti 2019 ... e non solo: svelato mistero

Sono stati in totale 99 gli incidenti rilevati nell'arco del 2019 nel nostro territorio comunale da Polizia Municipale, Radiomobile CC di Sacile e Polstrada di PN. con un totale di 69 feriti e un decesso.Sottolineo ancora una volta che mettere...

» L'amministrazione sacilese spalanca le porte dell'ex Ospedale

L'amministrazione Spagnol e l'opposizione leghista spalancano le porte del nostro ex Ospedale....al privato:Il tono trionfalistico della notizia che maggioranza e opposizione hanno trovato una idilliaca unanimità con la votazione della mozione per...

» Sottopasso e Covid19: esposto al Prefetto

Bene, anzi male, come concluso con sulla presunta impossibilità di intervenire sul sottopassaggio di Sacile, mi riservavo di tener aperto uno 0,1% di possibilità...e questa è stata purtroppo data dalla situazione che stiamo vivendo in tempi di...

» Sottopasso stazione: chiarezza SCRITTA, terza puntata

Eccoci finalmente alla terza puntata della risposta scritta del Sindaco di Sacile relativa al della stazione.Anche in questo caso il Coronavirus aveva bloccato la verifica di un  - chiamiamolo – dettaglio, che invece è di primaria importanza!...

» Sottopasso stazione: chiarezza SCRITTA, seconda puntata

Per la seconda puntata () riporto la fine della risposta del Sindaco di Sacile, perchè non ci vogliono lunghe considerazioni, rispetto a quanto verrà esposto invece nella terza puntata.Nell'ultimo capoverso si legge che "in ragione del fatto che...

» Sottopasso stazione: chiarezza SCRITTA, prima puntata

Come promesso, ecco la pubblicazione della risposta scritta da parte del Sindaco di Sacile, Carlo Spagnol, alla . Preciso subito che la risposta del Sindaco è arrivata pochi giorni dopo, ma prima la ricerca di una gentile mano esperta in disegno e...

» L'incrocio che contribuisce all'aumento dei costi sociali

Uscita di via Pordenone sulla Pontebbana: l'incrocio a San Giovanni del Tempio che invita agli incidenti e che aumenta i costi sociali dell'incidentalità del Friuli Venezia Giulia. Per l'intero tratto di viale S. Giovanni d. Tempio servirebbe poi...

» Sacile e l'offensiva della mobilità elettrica!!!

Gennaio 2020: dopo mesi di articoli su tutta la stampa locale e nazionale su una situazione di inquinamento ormai gravissima da Torino a Roma, vediamo . Vediamo quale potente offensiva l'amministrazione sacilese sta opponendo ad un'aria dove nei...

» Letterina alla Befana per chiedere il sottopasso

Ma guarda un pò?! Visto che la non ha portato in dono ai pendolari e ai cittadini di Sacile richiesto, qualcuno ha pensato bene di rivolgersi stavolta ... alla Befana!"Cara Befana, l'anno scorso Babbo Natale non è riuscito a portarci il...